Be2Net, la startup che punta all’agricoltura innovativa

Nasce in seno alla rete d’impresa IOBO la startup innovativa Be2Net e a meno di 5 anni dalla sua creazione ha già in pancia due prodotti che fanno gola a molti: M-apperò e ATG, rispettivamente dedicate al mondo del monitoraggio delle infrastrutture e del mondo agricolo. Del resto la startup - i cui soci fondatori sono la srl Gulliver (l’ad Giuseppe Capoferri ne è presidente) e gli imprenditori Davide Sangiorgi (ad) e Giancarlo Turati (consigliere) – prende vita proprio con l’intento di dare corpo e anima ai progetti sviluppati all'interno di IOBO, creando nuovi prodotti e commercializzandoli.
Cosa che, con i due progetti in questione, sta già accadendo. Non a caso Be2Net, in modo decisamente anomalo rispetto ad altre startup innovative, è sempre stata in utile e, sottolinea l’ad Davide Sangiorgi, «si è sempre mantenuta con i proventi della propria attività commerciale».
I progetti
Nel 2025, quarto anno di vita per Be2Net, il fatturato supererà la soglia dei 400 mila euro annui. Mica paglia, per una realtà di servizi che non ha ancora compiuto 5 anni.
Il primo prodotto vero e proprio nato in casa Be2Net è M-apperò, dove M sta per «mappare» (strade, infrastrutture e simili) e «apperò» richiama la classica esclamazione di soddisfazione.
L’idea è quella di «trasformare» i veicoli in strumenti di valutazione del manto stradale, della segnaletica verticale e di altri oggetti, allo scopo di supportare le pubbliche amministrazioni e gli enti preposti nella manutenzione, aumentando così anche la sicurezza stradale.
«Ad oggi stiamo monitorando circa 2 mila chilometri di strade che fanno parte del contratto in essere sulla provincia di Brescia con Secoval, nato in seno con Cluster Lombardo della Mobilità in collaborazione con Palazzo Broletto», chiarisce l’ad Sangiorgi che come obiettivo punta a raggiungere entro la fine del 2026 i 3 mila chilometri di strade con contratti di servizio.
Il sistema di funzionamento è semplice: il monitoraggio del manto stradale avviene tramite sensori presenti sul veicolo e nello smartphone, ed arriva sino alla prioritizzazione degli interventi in base alla criticità calcolata e addirittura alla stima del costo dell’intervento.
Per il mondo agricolo
ATG è invece un prodotto dedicato al mondo agricolo. In pratica, si tratta di una piattaforma app e web che raccoglie dati fondamentali sulle precipitazioni, la temperatura, l’umidità del terreno e altri parametri per la salute delle piante coltivate. Permette di intervenire tempestivamente, ottimizzando l’uso delle risorse e massimizzando i rendimenti delle culture.
Diversi i moduli, dai report agronomici personalizzati al «quaderno di campagna», obbligatorio peraltro da gennaio 2026, che consente la registrazione digitale di trattamenti fitosanitari e fertilizzazioni, con sezione dedicata alla gestione dei magazzini per il controllo incrociato sul corretto uso dei fitofarmaci.
Obiettivi
«Oggi abbiamo circa 350 aziende che in Lombardia utilizzano ATG, ma l’obiettivo entro la fine dell’anno prossimo è di arrivare a 500», dettaglia ancora Davide Sangiorgi che snocciola anche alcune delle importanti collaborazioni in essere con i due progetti.
«Collaboriamo – dice – con gli osservatorio Smart AgriFood e Osservatorio Digital & Smart Infrastructures del politecnico di Milano, con il Dipartimento di Ingegneria Civile, Architettura, Territorio, Ambiente e con quello di Matematica, passando anche per l’area SSD di Scienze agrarie e veterinarie e per il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Industriale». A queste realtà si aggiungono inoltre altri enti quali il Csmt ed il Cluster Lombardo della Mobilità.
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