Le librerie indipendenti di Brescia che vale proprio la pena conoscere

Nell’humus fertile della cultura bresciana, nonostante gli assalti delle multinazionali del commercio online, esiste un baluardo della resistenza rappresentato dalle librerie. Non solo quelle che afferiscono alle grandi catene, ma soprattutto realtà indipendenti, di quartiere o di nicchia, che sopravvivono e prosperano grazie all’offerta di qualità e alla capacità di offrire servizi peculiari. Non solo. Di recente nel panorama cittadino si sono affacciate realtà nuove, nate dalle fondamenta di esperienze precedenti o dal desiderio di creare spazi di socialità e condivisione sotto l’egida del libro. Siamo andati a visitarne alcune.
Cosa c’è di nuovo in città
La libreria Tempi Nuovi ha «aperto» in via Pace nello spazio prima occupato dal Punto Einaudi. Quando il gruppo editoriale ha smantellato la rete di rivendite in tutta Italia, Fabio Baldassi – per 35 anni al timone del negozio – ha deciso di non tradire l’identità dei luoghi e di subentrare come libraio indipendente. Tempi Nuovi, ma lo stesso amore per le pagine scritte. A distanza ravvicinata, precisamente in corso Mameli, lo scorso dicembre Maria Luisa Doria e Paride Saleri hanno posizionato il loro Caleidoscopio, affiliato alla rete Ubik. Estetica curatissima, dalle colonne al pavimento, concentra la sua selezione sui libri per ragazzi e adolescenti, con un corner dedicato ai manga e ai volumi per giovani adulti.

E ancora Mompiano è da settembre la casa di Paginechiare, libreria di albi illustrati aperta da Silvia Sabbadini in via Ambaraga. Ad accogliere i volumi sono mobili recuperati ai mercatini, scaffali reinventati e una scrivania riportata a nuova vita. Nel nome c’è poi l’omaggio a Francesco De Gregori, per quello che sta gradualmente diventando un riferimento amato del quartiere.
Dove nascono i lettori
In principio fu Milano. Era il 1972, quando Gianna Valenti e Roberto Denti ebbero la folle e geniale intuizione di aprire una libreria dedicata ai piccoli lettori, ma progettata anche per gli educatori e gli insegnanti. Un progetto visionario, che ancora non aveva eguali in Italia e solo un altro esempio simile in Europa. Insomma, una realtà che ha precorso tempi e le mode e che è sbarcata anche nella nostra Brescia nel 2010, in via San Bartolomeo 13H, negli spazi un tempo occupati dalla Colibrì.
E se purtroppo il negozio milanese è stato costretto a chiudere i battenti lo scorso luglio, anche a causa della serratissima concorrenza della metropoli, quella che oggi è la «Libreria delle ragazze e dei ragazzi» resta un punto di riferimento nella nostra città ed è anche un collettore di attività e proposte: tutti i sabati pomeriggio sono programmati incontri con gli autori; mentre il giovedì, ogni due settimane, si alternano letture animate e un gruppo di lettura dedicato agli adulti, ma con protagonisti gli illustrati dei piccoli. Una realtà unica, che rappresenta per moltissimi bimbi il luogo dove innamorarsi delle storie.
Il baluardo di via Veneto
Istituzione della zona di via Veneto, ma con clienti oltre i confini di circoscrizione, è Librelma, aperta sotto i portici di via Montello alla fine degli anni Sessanta, quando venne costruita la struttura che ospita anche Pinto e, girato l’angolo, la Pasticceria Veneto di Iginio Massari.

Era venerdì 17 novembre del 1967 quando il suo fondatore, Lorenzo Prati, allora 25enne, alzava per la prima volta la saracinesca di un negozio destinato a divenire uno dei più longevi della storia del commercio bresciano. Pensata inizialmente come sede di un’azienda che commerciava enciclopedie, alla fine degli anni ’80 ha abbracciato con successo la sua vocazione. Da allora è passata nelle mani di Cristina, figlia di Lorenzo, nel Duemila ha raddoppiato gli spazi e continua a offrire quotidianamente supporto e consigli, oltre a combattere la «vera concorrenza, ovvero chi non legge» (cit.).
L’usato bene che convince anche Barbero
Per gli amanti della letteratura illustrata, tappa imprescindibile è alla Libreria Nuova Rinascita, di proprietà della cooperativa ArticoloUno, dal 2015 in via della Posta 7 quando una lunga e insolita catena umana trasferì di mano in mano i libri dalla storica sede di via Calzavellia, che era nata negli anni Settanta. Dotata di una ricchissima selezione per i piccoli, la libreria può contare anche sulla preparazione e il carisma di Silvia, che al piano interrato si presta alla lettura estemporanea di interi libri, recitandoli con invidiabile enfasi.
Di recente ha preso vita anche una fornitissima sezione dell’usato, nata inizialmente come campagna di crowdfunding per finanziare il mutuo sottoscritto con Banca Etica per acquistare la sede della libreria. Nel 2025 sono stati donati 6.900 libri e ne sono stati venduti 6.200. Non guasta la pubblicità degli autori ospiti di Nuova Rinascita, come Alessandro Barbero che davanti al pubblico ha acquistato due volumi «usati bene».
Un libro col caffè
Sempre nel cuore della città si trovano poi realtà storiche come Serra Tarantola, universalmente riconosciuta come la più antica di Brescia, e la Libreria Ferrata: due vere istituzioni culturali locali. La prima, con caffè letterario annesso, approdò nel 1930 a Brescia, in corso Palestro, con Alfredo Tarantola. Di nome faceva Libreria Antica e Moderna ed era un ibrido tra un negozio vero e proprio e una bancarella coi libri, posti su rustici banchetti di legno a invadere anche la strada. Gli avvicendamenti successivi ci portano fino all’attualità, con Marco Serra Tarantola, nipote di Alfredo, al timone del negozio di via Fratelli Porcellaga, ma anche di una fiorente attività editoriale con l’omonima Casa Editrice.
La Libreria Ferrata è stata invece fondata nel 1969 da Cesare Ferrata in corso Martiri della Libertà e si è trasformata nei decenni in un simbolo della cultura e della lettura a Brescia. Al timone, con il capofamiglia, le figlie Monica e Ivana. Nel tempo si è dotata di un caffè e il delizioso cortiletto interno è contesto ideale per chiacchiere e incontri con l’autore.

Non manca in centro il presidio delle grandi catene, come Giunti e Feltrinelli, passata nel Duemila dal «piccolo» negozio di via Mazzini al centralissimo store di corso Zanardelli. Mentre Mondadori ha abbandonato corso Palestro per migrare a Elnòs.
L’unica libreria esoterica
E se in via Trieste la libreria dell’Università Cattolica propone testi universitari e merchandising all’americana, e in corso Magenta il Libraccio resta un punto di riferimento soprattutto (ma non solo) per l’usato scolastico, a Brescia esiste una serie di librerie che si caratterizzano per le loro specializzazioni e unicità. Se le Paoline di via Gabriele Rosa, e la Giuridica Picelli, a un passo dal Palagiustizia, mettono il focus rispettivamente su testi religiosi e volumi giuridici, il Velo di Maya, che ha compiuto 30 anni nel 2024, è la prima e unica libreria esoterica di Brescia.
Fondata nel 1994 da Letizia Navarro in via San Francesco, sin dall’inizio ha offerto una selezione di libri di carattere filosofico, spirituale e opere di varie tradizioni, intercettando ricercatori e appassionati anche da fuori città. Col trasloco in via Rodi ha cominciato ad ospitare anche serate di approfondimento.
Fra vasi ed editori introvabili
In corso Cavour è fiorita qualche anno fa una piccolissima libreria indipendente, che si divide gli spazi con una boutique di arredamento e fiori. Parliamo di «Florville», giardino letterario coltivato con amorevole cura dai soci Massimiliano Peroni e Michele Mocciola, purtroppo scomparso lo scorso mese di ottobre. Alla conduzione delle libreria resta Massimiliano, che propone una curatissima selezione di volumi concentrandosi in particolare su narrativa, saggistica e corrispondenze, oltre a proporre un compendio di volumi firmati o dedicati alle grandi donne.
La peculiarità di «Florville», oltre al contesto in cui si trova, che la rende unica nel suo genere per l’accostamento, quasi in contiguità, dei libri con piccoli oggetti d’arredamento, vasi, ceramiche e fiori, è la partnership con piccoli ma specialissimi editori come Safarà, Storie Effimere, Ventanas Edizioni, La Noce d’Oro, la bresciana Lamantica, riconoscibile per la carta azzurra e In transito. Volumi che, oltre al contenuto, hanno in comune un’estetica che li rende oggetti belli, oltre che strumenti di arricchimento. L’offerta della libreria si completa coi classici, riproposti nella veste delle ultime uscite editoriali. Insomma qui la novità sta negli intramontabili, negli evergreen. Completano la proposta i numerosi appuntamenti che vengono ciclicamente organizzati.
Nel regno indiscusso dei motori
Se cercate un qualsiasi volume legato alle auto, alle moto, ai trattori; ai piloti come alla storia delle competizioni; alle caratteristiche delle vetture oppure alle imprese della Formula 1, «Gilena International Motor Books» è il posto che fa per voi.
Lo si capisce fin dalla vetrina, dove è parcheggiata una vecchia Fiat rossa carica di libri. Nel negozio di viale Venezia 7 gli acquirenti arrivano da tutta Europa e oltre, sospinti dal mito della Mille Miglia, che parte e arriva praticamente qui davanti. Ma è anche il negozio stesso a raggiungere i quattro cantoni del Continente, per partecipare coi suoi libri alle più importanti fiere del settore, come Rétromobile Paris. Oltre ad essere una delle pochissime librerie al mondo specializzate nel settore motoristico, è punto d’incontro per gli appassionati e meta privilegiata per restauratori, collezionisti ed esperti di automobilismo storico. D’altronde ad aprirla è stato il bergamasco Pier Luigi Foglieni, promettente pilota che negli anni Ottanta ha conquistato tre titoli di campione d’Italia alla guida di rombanti Fiat Ritmo. Oggi il catalogo della libreria conta qualcosa come 20mila titoli dedicati ai motori in tutte le salse e declinazioni.
Lezioni di chitarra fra le miniature
La Fenice di via Solferino è dal 7 giugno del 1999 il salotto del libraio Pietro Freggio e del suo cartonato a grandezza naturale, che a volte i clienti scambiano per lui, rivolgendogli addirittura domande. In 25 metri quadri le recenti uscite editoriali convivono con titoli fuori catalogo e ormai introvabili: e fanno compagnia a volumi del 1.500 e a edizioni rarissime, come il libro a stampa più piccolo del mondo, una microversione della Lettera di Galileo Galilei a Madama Cristina di Lorena del 1896, grande come una nocciolina. Qui i libri arrivano ma soprattutto partono per le destinazioni più disparate, da Catanzaro a Okinawa.

Oltre a condividere a voce la sua enciclopedica conoscenza, Pietro è anche promotore di una serie di pubblicazioni con la sua piccola casa editrice, Fen, che propone scritti di autori locali che approfondiscono la storia bresciana, come «Le streghe bresciane» di Maurizio Bernardelli Curuz, e «Il Circuito Aereo di Brescia», ristampa anastatica della guida ufficiale del 1909. Alla Fenice si chiacchiera di Jung e (di conseguenza) si sperimenta il potere della sincronicità, e si fanno lezioni di musica a negozio aperto. Un luogo sospeso fra lo spazio e il tempo, dove perdersi e poi ritrovarsi.
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