Tra città e provincia 250 librerie resistono alle vendite online
Tra le più famose al mondo ci sono quella dell’Acqua Alta di Venezia, la Livraria Lello di Porto, la Shakespeare and Co. di Parigi, la The Notting Hill Bookshop di Londra o El Ateneo Grand Splendid di Buenos Aires: le librerie sono un luogo di immaginazione, di incontro, punti di partenza di nuovi progetti e idee.
Ce ne sono di antiche, indipendenti, affiliate a grandi catene editoriali, in supermercati ed edicole oppure i bouquinistes, le famose bancarelle in stile parigino. Insomma, un universo sconfinato che propone libri altrettanto diversissimi.
I numeri
In Italia si conta che, stando ai dati presentati nell’agosto scorso alla Camera dei Deputati in occasione del lancio dell’Osservatorio delle librerie realizzato dall’Associazione librai italiani (Ali) in collaborazione con Format Research sui dati del secondo semestre 2023, ci siano 3.706 librerie e più di 11mila addetti.
Tra queste le indipendenti, secondo la rivista «Il libraio», sono 2.405 e in otto anni, tra il 2012 e il 2020, hanno chiuso 261 attività. Lombardia, Lazio e Campania sono le regioni, nell’ordine, con il maggior numero di punti vendita. Nell’Osservatorio delle librerie si legge che il 59,3% sono ditte individuali, il 22,4% società di persone, il 16,8% società di capitali e solo l’1,5% cooperative.

Innegabile quanto la scuola influenzi il mercato: il 56,6% delle librerie distribuisce testi scolastici, un quarto delle restanti lo ha fatto in passato; nello scorso anno scolastico, però, la redditività è peggiorata e tra i problemi più gravi ci sono l’approvvigionamento, i bassi margini di guadagno (lo sconto si aggira tra il 27 e il 32%) e la concorrenza dei supermercati e dell’on line.
A Brescia
Stando ai dati della Camera di Commercio di Brescia le librerie nella nostra provincia sono 53 le sedi d’impresa e 87 le unità locali: quattro di queste, però, hanno una licenza per articoli culturali e ricreativi e, quindi, propongono in vendita anche giornali, registrazioni musicali e video, articoli sportivi, giochi e giocattoli; sono 49, invece, gli esercizi che trattano solo libri. «Se contiamo però tutti coloro che vendono libri – sottolinea Diego Liserani, referente provinciale di Ali – i punti vendita arrivano a sfiorare le 250 unità». E infatti, tanto per fare un esempio, se guardiamo l’elenco dei sedi d’impresa Roncadelle non risulta avere una libreria, anche se ce ne sono sia a Elnòs che alle Rondinelle (in tutto 4), questo per via dei codici Ateco e fiscalità.

È la città di Brescia ad avere il maggior numero di librerie, 22 sedi d’impresa e 45 totali. Seguono Desenzano, Rovato e Salò con 3 (sempre scorrendo l’elenco delle unità locali), mentre se si sta alle sedi d’impresa le due cittadine gardesane non compaiono affatto, e Capriolo, Carpenedolo, Gussago e Palazzolo con due. Il resto dei paesi o ne ha una sola oppure ne è sprovvisto.
La più antica è Tarantola, aperta subito dopo la fine della Prima guerra mondiale, segue Ferrata (1969), mentre è stata fondata nel 1974 la Nuova Libreria Rinascita. L’ultima chiusa, sotto Natale, e dopo 10 anni, è stata «Libreria di Poliambulanza», l progetto in collaborazione con la Libreria dell’Università Cattolica.
La Tarantola
«I bresciani leggono, e bene. Non si legge meno, si vende meno. Il problema è che non si regalano più libri – e di un certo tipo – per le grandi occasioni»: Marco Serra Tarantola individua in questo cambio di abitudini uno dei punti dolenti del settore e lo fa ricordando la cifra da capogiro che si spendeva ogni anno per la carta regalo marchiata «Tarantola» e quanti cataloghi d’arte da 500 euro o più e libri preziosi che costavano qualche milione di lire si vendessero («Allora ho venduto 17 copie di Sumo di Helmut Newton che costava circa 7milioni di lire. Oggi chi spenderebbe 3.500 per un libro d’arte?»).

Da più di 100 anni i Tarantola sono i librai dei bresciani: il primo punto vendita fu in corso Palestro 33, «una libreria senza vetrine con le scaffalature fatte da mio nonno con un amico» dice Marco Serra Tarantola. Poi c’è stato lo storico negozio su due piani in corso Zanardelli e una tappa intermedia a inizio via.
«Oggi aprire una libreria – dice – è come buttarsi sotto un treno che viaggia a 250km all’ora: se devi pagare un affitto e, magari, un commesso non puoi farcela con uno sconto librario che spesso non arriva al 30%. Con il guadagno non paghi le bollette. Puoi farcela solo se sei da solo». E aggiunge: «La concorrenza del web è fortissima e noi stessi dobbiamo acquistare da Amazon perché alcuni editori distribuiscono solo così».
«I bresciani leggono e vogliono scegliere, la nostra forza è proprio quella, avere lettori appassionati che leggono molto e che sanno consigliare il cliente. E come editore – ne ho pubblicati 780 – di avere alle spalle la rete delle ex librerie della famiglia che garantiscono la vendita».
A Iseo (a cura di Barbara Bertocchi)
Giulia ama scoprire Paesi lontani, culture, storie. Prima della pandemia faceva l’agente di viaggio. Poi, nel 2020, mamma Paola le ha chiesto una mano per far sapere al pubblico dei social che la libreria di famiglia – LaLibreria di Iseo – consegnava libri a domicilio. Per Giulia si è aperto un mondo: «Quell’incarico, che ho accettato con entusiasmo, ha tirato fuori la parte migliore di me. Così mi sono licenziata e ho iniziato a lavorare con mamma, in un’atmosfera che, a dire la verità, "respiro" da quando sono nata».

Attiva prima in via Pieve e poi in piazza Statuto, LaLibreria ha festeggiato da poco i 30 anni di attività. Viene scelta «per i consigli che diamo ai clienti da 0 a 99 anni». E per le attività curiose che propone: da tre anni, infatti, «abbiamo acquistato uno spazio adiacente in cui organizziamo laboratori per bambini e incontri con gli autori, molti dei quali locali». Nel regno di Paola e Giulia, pieno di mongolfiere e albi illustrati, i bambini sono i benvenuti: LaLibreria vende, infatti, anche i giocattoli che non si trovano nella grande distribuzione.
Per chi è alla ricerca di un regalo originale mamma e figlia hanno sempre una risposta, come la box nascita o battesimo con 18 libri a sorpresa da aprire uno all’anno. O l’abbonamento che verrà lanciato nel 2025: prevede di ricevere un albo illustrato ogni mese, insieme a un’attività per bambini. Giulia, insomma, prende un po’ meno l’aereo, ma con la fantasia viaggia ancora. E fa viaggiare tante persone: «La lettura – dice sempre – aiuta a capire meglio il mondo, ma anche se stessi».
L’idea
«Abbiamo cominciato con due mensole e ora i libri occupano 40 metri quadrati su 80»: Gloria Colucci un anno e mezzo fa ha fatto una scommessa che per ora può dire di aver vinto, aprire una libreria nella sua merceria, «Ohlala! Concept creativo» a Manerbio.
«Abbiamo iniziato con qualche manuale di cucito, uncinetto e ricamo, poi, quando ha chiuso l’ultima libreria in paese, abbiamo fatto tutte le pratiche – Scia e una nuova licenza – per aggiungere narrativa, libri per bambini, fantasy, gialli e saggistica». Gloria è una lettrice accanita e, vedendo quanto fosse difficile per lei procurarsi alcuni libri («Bisogna arrivare per alcuni a Brescia o a Cremona oppure affidarsi all’on line» dice), ha pensato di colmare questa lacuna della cittadina della Bassa.

Nel giugno 2023 è, quindi, iniziata questa nuova avventura nel negozio di via XX settembre. «All’inizio è stato difficile far capire che eravamo anche una libreria – racconta –: abbiamo organizzato eventi e letture per bambini, abbiamo lavorato sui social e contattato la stampa locale; poi c’è stato "Io leggo perché" che ci ha aiutati a farci conoscere tra le famiglie».
«La nostra forza – dice Gloria – è essere gli unici, piccoli e seguire bene i clienti». E infatti nella libreria-merceria si possono trovare recensioni, compilate da Gloria, dal marito Francesco Giannino e dalla cognata, e speciali «segnalibro» con i consigli dei lettori. Una curiosità? «Abbiamo una cliente che, facendo assistenza notturna agli anziani e dovendo stare sveglia, legge anche 4 libri alla settimana ed è stata lei con i suoi consigli ad aver dato forma alla nostra sezione gialli e thriller».
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