Il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi sceglie Lonato per la sua prima visita nel Bresciano dopo la recente nomina. Alla fondazione Ugo Da Como, nel pieno della campagna elettorale, il confronto si allarga subito oltre la tappa istituzionale e mette sul tavolo due temi chiave per il territorio: il peso crescente del turismo gardesano e il nodo della stazione dell’alta velocità.
È proprio su questo secondo punto che il dibattito si accende. «Non avere sul Garda una stazione che porti quel nome è una follia», osserva il ministro, dopo le sollecitazioni arrivate durante l’incontro, assicurando che il tema sarà portato all’attenzione del Governo.
A rilanciare la questione sono stati Mauro Parolini, tra i primi sostenitori del progetto, ed Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti, che ha indicato nella stazione dell’alta velocità un’infrastruttura strategica per intercettare i flussi turistici e alleggerire la pressione sulla viabilità. «Portare turisti con il treno è il meccanismo più sostenibile e veloce», ha sottolineato.
Il ministro ha raccolto il tema, senza chiudere. «Se esiste un progetto, va portato avanti – ha detto – e bisogna superare i campanilismi». Un’apertura accompagnata dalla disponibilità a farsi promotore della questione: «Fatemi avere la documentazione, il tema va portato all’attenzione dei ministeri competenti».
Accolto dal curatore Stefano Lusardi e dal presidente Sergio Onger, Mazzi ha attraversato gli spazi della fondazione, dalla Casa del Podestà alla Rocca fino alla Casa del Capitano, in un percorso che unisce identità culturale e vocazione turistica. Un contesto che il ministro conosce bene, da frequentatore del lago, e che ha definito «una potenza, con la vocazione a essere un luogo iconico», capace di «riprodurre tutti gli ecosistemi».
I numeri del turismo
Il confronto si è poi allargato al turismo, a partire dai numeri. Oltre 22 milioni di presenze, come ricordato durante l’incontro, con il Garda capace di superare anche Sardegna e Sicilia. Un dato che impone una gestione sempre più attenta dei flussi, tema affrontato anche nel dialogo con Stefania Lorenzoni, presidente di Garda Unico e del Consorzio Garda Lombardia.
Alla visita era presente anche l’assessore regionale al Turismo, Debora Massari, che ha richiamato il peso strategico del territorio: «A Lonato si vede chiaramente la forza della Lombardia, che vale oltre il 20% del Pil nazionale. È un punto di equilibrio tra l’entroterra produttivo e il Garda, uno degli asset turistici più forti d’Europa». Un intervento che ha insistito sulla necessità di accompagnare la crescita con scelte amministrative solide e una visione di lungo periodo.
Il Garda, insomma, non è solo una destinazione da promuovere, ma un sistema da governare. E in questo equilibrio tra crescita e sostenibilità si inserisce anche il tema delle infrastrutture.
La visita ha avuto inevitabilmente anche una dimensione locale. Presente il candidato sindaco del centrodestra Nicola Bianchi, che ha rivendicato il ruolo di Lonato all’interno del sistema gardesano. «Siamo nel cuore del turismo lonatese – ha detto – ma anche di un territorio che è molto di più».



