Turismo, Massari: «Dobbiamo raccontare meglio ciò che abbiamo da offrire»

«Il turismo in Lombardia è un’isola felice. Non mancano le criticità, ma è un comparto solido e in continua ascesa». Debora Massari si gode questo momento d’oro per la regione e si prepara alle nuove sfide che attendono tutto il territorio, con un occhio di riguardo alla sua terra natia.
Assessore Massari, i dati sull’affluenza relativa alle vacanze pasquali, specie per il Bresciano, sono lusinghieri: si aspettava un simile risultato?
Siamo stati favoriti dal clima, ma comunque il trend per Brescia e provincia è più che positivo. Sull’Alto Garda, ad esempio, abbiamo registrato il pienone, con punte di saturazione a causa delle prenotazioni last minute. Riscontri positivi anche in Valtrompia e Valcamonica, dove un evento al Parco delle terme di Boario ha richiamato 1.500 persone in due giorni.
Pensa sia un andamento consolidato o crede abbiano influito le condizioni geopolitiche in cui ci troviamo?
La situazione internazionale è delicata e questo, probabilmente, spinge molti a scegliere nuove mete. Ma non dobbiamo pensare siano flussi episodici: non solo i lombardi, ma anche gli italiani stanno, per così dire, riscoprendo la Lombardia e la provincia di Brescia. E lo stesso vale per i turisti stranieri.
Con risultati simili diventa complicato alzare l’asticella per provare a fare meglio. Cosa avete in programma per il futuro?
L’attrattività di un territorio si basa anche su come questo viene raccontato. Non vorrei ribadire cose scontate, ma la Lombardia ha un patrimonio culturale sterminato: dobbiamo essere bravi a fare marketing, che è poi uno degli aspetti su cui il mio assessorato si sta concentrando in modo particolare. Si deve affermare un’identità regionale ben precisa, ma questa da sola non basta.
Ci sono investimenti specifici in questo senso che andrete a concretizzare?
Essendo subentrata in corsa ho trovato gran parte delle risorse già destinate a vari bandi, quindi non ho grande libertà di azione. Nel contempo, credo si possa ancora fare molto. In quest’ottica la prossima settimana presenteremo un progetto per «brandizzare» meglio l’offerta turistica lombarda. Non possiamo però scordare che il turismo vale il 13% dell’economia della Lombardia, che è poi prima regione italiana per valore assoluto (circa 18,4% del totale nazionale, ndr). Ma non è tutto: nel 2025 ha registrato quasi 10 miliardi di euro di spesa dei turisti stranieri.
E Brescia come si colloca in questo contesto?
Siamo una delle province più solide dal punto di vista turistico, con circa 500 milioni di euro di spesa turistica internazionale e un impatto economico stimabile tra i 4 e i 6 miliardi. La sua forza è nella diversificazione: lago, montagna, enogastronomia, borghi, sport, turismo outdoor e cultura convivono nello stesso territorio
Definisce il turismo un’isola felice, ma i problemi non mancano. Un esempio, se parliamo delle strutture ricettive, è quello degli affitti brevi, che nel Bresciano sono una piccola emergenza...
È un tema su cui ho ricevuto e ricevo numerose sollecitazioni, ma bisogna contestualizzare la situazione: oggi il concetto di accoglienza è cambiato ma noi vogliamo tutelare gli operatori del settore, senza scordare l’utente finale. Ma ci sono anche altre questioni spinose, come l’aumento del costo dell’energia e i possibili effetti di questa grande incertezza politica a livello internazionale
Provi a fare un bilancio dei suoi primi sei mesi nella Giunta Fontana...
Li definirei impegnativi e appassionanti. Sono felice di aver colto questa opportunità e sto lavorando con passione ed entusiasmo, intervenendo a livello strategico per riposizionare la nostra offerta turistica e provando a gestire i flussi in modo sostenibile. Sono soddisfatta anche per le sinergie attivate con quasi tutti gli assessorati: turismo è una parola che può essere declinata in molti modi e noi abbiamo davvero parecchie opzioni.
Ma, viste le premesse, le piacerebbe continuare anche in una – eventuale – nuova legislatura?
Ripeto, sono contentissima del mio incarico, ma parlare del futuro è prematuro.
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