Bene le tariffe, male le liste d’attesa: questo, in estrema sintesi, quanto emerge dall’indagine «Non autosufficienza e Rsa» della Fnp Cisl lombarda per l’Ats di Brescia.
In Regione
In Lombardia la spesa media per un posto in Rsa ha raggiunto i 2.312 euro mensili (76,02 euro al giorno), con forti disparità tra i territori. In Lombardia sono oltre 2,3 milioni di over 65 dei quali 861mila sono over 75, 407mila over 85 e 562.218 non autosufficienti.
Gli anziani assistiti nelle Rsa sono 88.456 (età media all’ingresso di 85,5 anni) con un tasso di saturazione del 98% dei posti contando tutte le 738 strutture; e infatti ci sono 121.830 domande in lista d’attesa (nel dato anche chi ha presentato più domande) e il tempo medio di ingresso è di 116 giorni.
Nel Bresciano
Nell’Ats di Brescia (la fotografia si limita ai 164 comuni dell’Ats di Brescia dato che Sebino e Valcamonica fanno parte dell’Ats della Montagna che comprende 134 comuni distribuiti in tre province lombarde e, quindi, non si può scorporare il dato) può contare su 90 strutture (contro le 69 di Bergamo, le 90 di Pavia e le 87 della Valpadana), la maggior parte delle quali private (84) e di medie dimensioni (46) e cioè con posti letto tra i 61 e i 120.
Sotto il profilo della natura giuridica nella nostra provincia c’è una forte impronta del terzo settore e del no-profit: 62 strutture sono onlus e 67 fondazioni. La società più presente in Lombardia è il gruppo Korian Segesta che gestisce 32 strutture, una delle quali a Brescia in via Calatafimi.
I posti
Negli ultimi 5 anni l’offerta è cresciuta passando da 7.066 posti del 2021 a 7.470 del 2024. Nel 2025, poi, si registra una flessione di 60 posti.
Il tasso di copertura è pari al 2,76% di posti letto ogni cento over 65 (la media nazionale italiana è al 2,33%, quella lombarda di 2,85% con picchi all’Ats di Pavia, 4,67%, e all’Ats Valpadana, 4,22%, dove, quindi, è meno difficile trovare un posto.
Dei posti disponibili 6.720 sono accreditati (erano 6.412 nel 2021), 6.126 contrattualizzati (ovvero coperti in parte dalla quota sanitaria della Regione) e 1.177 posti solventi (a carico delle famiglie). Ed ecco arrivati al nodo liste d’attesa.
Liste d’attesa
La criticità maggiore del nostro territorio è il congestionamento delle richieste: nell’Ats di Brescia si registrano 28.935 domande in lista d’attesa. Un primato lombardo non certo lusinghiero e anche alla luce dei numeri: la seconda Ats regionale è Milano, con «solo» 17.794 domande in lista, seguono Brianza (14.829) e Bergamo (14.198). Nel 2025 solo a Bergamo sono diminuite, nelle restanti 7 Ats il numero è aumentato. A Brescia nel 2022 le domande erano 17.265, nel 2023 20.816, nel 2024 26.187.
Un dato in crescita costante dopo una flessione tra il 2020-2021 per via del Covid. Per capire meglio la situazione del Bresciano basta fare due conti: le domande bresciane rappresentano da sole quasi un quarto dell’intero ammontare regionale ricordando, però, che una singola persona può presentare domanda in più strutture contemporaneamente anche se il dato bresciano, paragonato agli altri territori, evidenzia una pressione senza eguali.
Le rette
E qui arriviamo alla parte positiva del rapporto che ci riguarda: l’Ats di Brescia si caratterizza per avere le rette giornaliere medie più contenute della Lombardia. Mentre a livello regionale la retta media giornaliera sfiora i 72,29 euro (picco all’Ats di Milano con 87,10 euro al giorno) a Brescia le tariffe risultano decisamente più basse: retta minima giornaliera: 63,11 euro e retta massima giornaliera 68,90 euro.
Anche per i posti solventi, cioè privi di contributo regionale, la retta media bresciana si attesta a 88,32 euro al giorno, un valore inferiore rispetto a Milano (102,91 euro), Insubria (101,60) o Bergamo (97,89).
I nuclei Alzheimer
Il rapporto evidenzia la presenza di 21 nuclei Alzheimer nel Bresciano. Meglio fanno Milano (60), Insubria (30) e Brianza (26). Per le patologie neurodegenerative e le demenze ci sono, quindi, 465 posti letto dedicati, secondi dopo la macro-area milanese. Completano la rete sociosanitaria bresciana 55 Centri diurni integrati (Cdi) con 1.180 posti - una dotazione cresciuta nell’ultimo anno - e 8 hospice dedicati alle cure palliative, dotati di 97 posti letto.



