Cronaca

Prevalle, il coro degli alpini porta l’allegria nelle case di riposo

Tutto è cominciato con la visita di alcune penne nere a un amico in Rsa
Enrico Giustacchini
Una delle esibizioni - © www.giornaledibrescia.it
Una delle esibizioni - © www.giornaledibrescia.it

Tutto ha origine quasi per caso. Dal desiderio di stringersi attorno a un vecchio amico regalandogli qualche momento di allegria.

L’inizio

Un bel giorno, quattro alpini di Prevalle, avendo in animo di recarsi in una Rsa a far visita a un componente del gruppo che è lì ospitato, decidono di fargli una sorpresa. Preparano una scaletta di canti della tradizione e, durante l’incontro, improvvisano per lui un piccolo concerto per sole voci. La performance è accolta con gioia e commozione: dall’amico, certo, ma pure dagli anziani che si trovano con lui nella struttura.

«È stato così che qualcuno di noi ha lanciato l’idea: perché non riproporre l’iniziativa anche altrove? – ricorda Egidio Scuri, infaticabile coordinatore del coro –. L’idea è piaciuta e ci siamo messi subito all’opera per concretizzarla». Di lì a breve, i cantori hanno cominciato a esibirsi qua e là, e concerto dopo concerto il loro numero andava crescendo.

Il repertorio

«Oggi siamo una ventina – riferisce Egidio –. Il nostro repertorio è formato da brani popolari e da osteria, che proponiamo alla buona, senza pretese, anche se tra noi è presente qualcuno con esperienza in cori di gran lunga più qualificati e organizzati. A muoverci, del resto, è solo la volontà di procurare un po’ di serenità e di svago». L’ensemble ha assunto da qualche tempo una sua denominazione, quella di «Coro spontaneo del Gruppo alpini di Prevalle».

Il coro degli alpini porta felicità
Il coro degli alpini porta felicità

Al proprio attivo ha una quindicina di uscite all’anno, con meta numerose case di riposo della nostra provincia. Lungo è l’elenco delle Rsa in cui, in questo periodo, i cantori fanno tappa periodicamente: quelle delle fondazioni di Bedizzole e di Roè Volciano, la Beata Lucia Versa Dalumi di Bagolino, la Fratelli Porta di Nuvolera e, in città, Villa Elisa di San Polo, la residenza Zaffiro di Buffalora e la Vittoria di via Calatafimi.

Tante le richieste

«Le richieste sono però tantissime – fa sapere Egidio Scuri – e fatichiamo un poco a esaudirle. Cerchiamo però, nel limite del possibile, di accontentare tutti».

«È risaputo che gli alpini sono da sempre particolarmente legati alla musica – sottolinea il capogruppo delle penne nere del paese, Diego Segala –. Il nostro coro declina nel migliore dei modi questo legame, offrendo il dono generoso dei propri canti a persone anziane e fragili, di cui purtroppo spesso ci dimentichiamo, condannandole alla solitudine».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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