Per anni è stata una di quelle idee che mettono tutti d’accordo e, proprio per questo, rischiano di non succedere mai. La riattivazione della stazione ferroviaria di Rezzato – uno dei cavalli di battaglia del sindaco Luca Reboldi – sembrava destinata a restare sospesa tra lettere a Rfi, tavoli istituzionali e dichiarazioni d’intenti. Il voto del Consiglio regionale di ieri - arrivato sul finire della tradizionale maratona dell’assestamento di bilancio - cambia qualcosa: non riapre la fermata, ma avvia finalmente il percorso per riportarla in vita. E, si sa, la differenza tra un sogno e un’opera pubblica, spesso, è una riga dentro un bilancio.
La proposta
A concedere il via libera è stato il Consiglio regionale, ma a portare al centro dell’Aula il tema è stata la consigliera del Pd Miriam Cominelli, che ha presentato l’ordine del giorno sottoscritto anche dal vicepresidente dell’assemblea Emilio Del Bono. L’atto stanzia 300mila euro per finanziare lo studio di fattibilità finalizzato alla riattivazione della stazione di Rezzato e al ripristino del servizio passeggeri sulla linea Brescia-Desenzano, coinvolgendo Rfi, Ferrovienord, Trenord, Provincia di Brescia e i Comuni interessati.

«La stazione di Rezzato dal 1992 è adibita solo al traffico merci, ma in passato svolgeva anche servizio passeggeri – spiega Cominelli –. Rezzato, Botticino, Castenedolo e Mazzano chiedono da tempo di riattivarla per rafforzare il trasporto pubblico su un asse attraversato ogni giorno da migliaia di pendolari e offrire una concreta alternativa all’automobile».
Per la consigliera dem, lo studio rappresenta «il primo passo» verso un’infrastruttura capace di migliorare competitività, sostenibilità e qualità della mobilità nell’hinterland orientale.
Sul territorio
«Ringrazio Miriam Cominelli, il vicepresidente del Consiglio Emilio Del Bono e tutti i consiglieri regionali di maggioranza e opposizione che hanno sostenuto questa proposta». Il sindaco di Rezzato, Luca Reboldi, non nasconde la soddisfazione per i 300mila euro che finanzieranno lo studio di fattibilità che potrebbe riaprire le porte della stazione ferroviaria al servizio passeggeri, soppresso nel 1992.

«Un risultato ottenuto dopo aver concertato una richiesta chiara insieme ai Comuni limitrofi, al Comune di Brescia che ha inserito la stazione di Rezzato nel suo Piano urbano della mobilità sostenibile e alla Provincia di Brescia, segno che fare rete tra istituzioni nell’interesse dei cittadini paga. Il cantiere Tav – sottolinea ancora Reboldi – è letteralmente l’ultimo treno per permettere il contestuale inizio dei lavori per il ripristino del servizio passeggeri nella nostra stazione, un servizio di cui abbiamo beneficiato in passato e che Rezzato chiede di ripristinare da almeno trent’anni. Ora l’auspicio è che si possa iniziare a ragionare di progetti concreti».
La vicenda
Il risultato arriva al termine di una lunga partita politica e istituzionale. Negli ultimi mesi, il sindaco Reboldi ha trasformato il ritorno dei treni passeggeri in una delle sfide del suo mandato.
Al suo fianco si è schierata la Provincia, con il vicepresidente e consigliere delegato ai Trasporti Fabio Rolfi, in un pressing bipartisan che ha portato tutti gli enti a fare moral suasion nel confronto con Rfi, inizialmente arenatosi sul nodo delle opere compensative della Tav e poi, progressivamente, sbloccato.
L’obiettivo è cristallino: riportare una fermata ferroviaria lungo l’asse orientale della provincia, collegando Brescia e il Garda e alleggerendo una delle direttrici più congestionate del territorio. Lo studio dovrà ora stabilire come e con quali risorse quel disegno potrà trasformarsi in realtà.




