Cronaca

Mobilità, Brescia e Rezzato: «La Regione investa per una strategia vasta»

Castelletti: «Prolungare il tram? Occorrono risorse». Reboldi: «I piccoli Comuni da soli non ce la fanno»
Come sarà il tram - © www.giornaledibrescia.it
Come sarà il tram - © www.giornaledibrescia.it

Roncadelle è realista («avere tram o metro sarebbe un sogno - non nasconde il sindaco Roberto Groppelli -, ma non è realizzabile, dunque ci concentriamo su ciò che c’è»); Rezzato non getta la spugna e, anzi, è deciso a giocare ogni carta possibile (a partire dall’asse con il capoluogo); Brescia tiene la regia, ma a patto che la Regione «batta un colpo».

Il tema è quello del trasporto pubblico e a riaprire il dibattito sulla necessità di una pianificazione che superi i confini del capoluogo è il progetto della seconda linea del tram (la T3, Oltremella-Bornata).

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Viaggio sulle tracce del futuro tram

Una infrastruttura che fa gola anche ai Comuni contermini, da Roncadelle (lontano una manciata di chilometri dal capolinea del tracciato T2, Pendolina-Fiera) a Rezzato, fino a Gussago. Ma se la partita (politica) legata al dossier economico (costi di realizzazione e di gestione) non cambia, le ambizioni dei Comuni di cintura sono destinate a restare solo sogni chiusi in un cassetto.

La città

(Anche) di questo si è parlato durante una delle ultime sedute della Giunta dei sindaci, dove i primi cittadini si sono lasciati con l’idea di dare vita a un tavolo di lavoro operativo sul tema mobilità. Anche perché l’obiettivo è comune: alleggerire le strade (e l’aria) dal traffico veicolare rendendo più competitivo il trasporto pubblico rispetto a quello privato. Lo sviluppo del principio, però, si sta facendo sempre più frustrante e la ragione è semplice: ai Comuni mancano i fondi per realizzare infrastrutture sovracomunali.

Basti pensare che circa il 64% delle emissioni cittadine «proviene» dalla provincia. E allora la questione «diventa politica e amministrativa, di progettazione e di strategia in chiave di area metropolitana» per dirla con le parole della sindaca del capoluogo, Laura Castelletti.

Che chiama in causa la Lombardia: «C’è un tema di risorse che sta ricadendo tutto sulle spalle dei Comuni. Serve un impegno chiaro da parte della Regione, perché sulla mobilità, se davvero si vogliono affrontare e risolvere i problemi, non si può avere una visione solo città-centrica. D’altra parte, Brescia non ha la possibilità di sostenere ancora più spese».

L’esempio emblematico è la seconda linea del tram: Bs Mobilità, su mandato della Loggia, ha approfondito l’idea di spostare i due capolinea più in là, ma quel che è emerso è che quei chilometri in più non sono economicamente sostenibili dalla città.

Per questo, per la zona est, è rimasto il punto fermo del capolinea al Museo Mille Miglia escludendo un arrivo a Rezzato, mentre per l’ala ovest il traguardo per ora è Violino-Badia: il lavoro di dettaglio è in corso, ma non si arriverà fino a Gussago. «Provincia e Regione devono capire come investire su questo fronte: noi agiamo quanto possiamo e il parcheggio scambiatore al Prealpino lo dimostra: certo, la metro non arriva a Concesio ma quell’infrastruttura è fondamentale anche per l’area provinciale» ribadisce Castelletti.

L’hinterland

A Luca Reboldi, sindaco di Rezzato, che la metro non abbia scavalcato Sant’Eufemia ancora non va giù: «Quanto più si esce dai confini cittadini tanto più il beneficio è maggiore. La metro è archiviata, ma c’era l’occasione del tram e arrivando a Rezzato ne avrebbero beneficiato anche Botticino e Mazzano. A noi - sottolinea Reboldi - servono infrastrutture di trasporto pubblico che entrino in città. La Giunta dei sindaci deve iniziare ad avere un peso partendo dalla capacità di condividere le progettazioni. È chiaro che servono i fondi, altrimenti i Comuni, specie i più piccoli, da soli non ce la fanno».

Parla del tram, il primo cittadino, ma parla anche della stazione ferroviaria, un fronte sul quale è deciso a non gettare la spugna: «Intendo insistere per riattivarla. Brescia ci ha dato una prima mano inserendola nel Pums, ma chiedo un ulteriore sforzo: fare pressing insieme su Rfi, perché la voce di Rezzato ha più forza se al suo fianco c’è quella della città. E per rendere davvero efficace il trasporto pubblico locale, non si può che ragionare in chiave di area vasta».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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