Stazione ferroviaria a Rezzato, pressing su Rfi per attivare la fermata

L’opera ferroviaria come compensazione dei cantieri Tav: «Via la Tangenzialina, serve il sottopasso». Reboldi e Rolfi: «La Regione appoggia il piano»
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Stazione di Rezzato, continua la trattativa
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I binari sono ancora lì, parecchio annoiati e in perpetua attesa. D’altro canto, negli ultimi anni, hanno visto scivolare via solo vagoni merci, pesanti come macigni e per nulla estroversi. E dopo una marcia lentissima e passi quasi impercettibili, adesso si avvicina il momento clou o, per dirla con le parole del sindaco Luca Reboldi, «siamo all’ultima chance per realizzare questo progetto: o si arriva fino in fondo, o rischiamo di archiviarlo senza appelli».

Il progetto è un sogno che alberga nei cassetti del municipio ormai da oltre un decennio: ripopolare la stazione di Rezzato con treni locali per il trasporto passeggeri. Per riuscire a realizzarlo, dietro le quinte istituzionali si è messo in moto un lavoro corale a suon di riunioni, colloqui epistolari e call tecniche. E non è che non sia cavato un ragno dal buco, anzi. In primis gli enti (tutti) sono sulla stessa lunghezza d’onda: Comune, Provincia e Regione sono tutte allineate. E, poi, durante l’incontro vis a vis, si è aggregato il «sì» (fondamentale) diRfi. Tutto liscio, quindi, si parte? Non proprio.

Le riunioni

L’inghippo c’è ed è nato da un cortocircuito e per capirlo bisogna riepilogare brevemente le puntate precedenti. Eccole: gli enti territoriali hanno chiesto di poter riattivare la stazione come opera compensativa della Tav (punto fondamentale), tanto più che all’interno degli obiettivi del piano lombardo c’è il ripristino delle linee storiche e l’idea di vedere i treni locali fare tappa a Rezzato piace anche all’assessore regionale Claudia Maria Terzi. Da qui Reboldi e Rolfi partono per formalizzare la richiesta a Rfi che, però, dopo sei mesi di silenzio risponde picche. O, meglio, ribatte che «Rezzato non si trova sul percorso Tav». Vero, ma - rimarca Reboldi - «nessuno chiede di fare passare l’Alta Velocità a Rezzato, solo di sistemare la stazione per consentire un servizio prezioso su rotaia».

Una posizione che è stata chiarita direttamente ad Rfi durante un incontro: «Il riscontro, qualche settimana fa, è stato positivo» assicura il vicepresidente della Provincia con delega ai Trasporti Fabio Rolfi. Per questo, giovedì, Comune e Broletto hanno inviato una nuova lettera ad Rfi, obiettivo: formalizzare quel «sì» scandito a voce solo una manciata di settimane fa (e, non si dice ma si sa, dimostrare che il pressing politico è non solo inter-istituzionale ma pure bipartisan).

Il progetto

L’architettura generale del progetto (supportato anche dai sindaci di Mazzano e Botticino), peraltro, è già cristallina: i treni locali avrebbero una frequenza suburbana, viaggerebbero verso il Garda (l’idea punta a Desenzano) e verso il capoluogo e sarebbero perlopiù utilizzati dai pendolari, sgravando parecchio le strade dal traffico. Non solo.

«Al momento - spiega Reboldi - tra le opere di compensazione dell’Alta Velocità è previsto il prolungamento di via Industriale, che è strettissima, per riannodarla a via Bronzetti, altrettanto stretta, creando una sorta di Tangenzialina tra Rezzato e Castenedolo. Un’opera totalmente inutile e che non vogliamo. Semmai, quel che ci serve è il sottopasso». Insomma, la richiesta è semplice: i fondi appostati per la Tangenzialina si utilizzino per il tunnel pedonale e la fermata ferroviaria. Anche perché l’area su cui realizzare il parcheggio scambiatore c’è, ma si trova a sud della stazione «e - rimarca il sindaco - il sottopasso è fondamentale per collegare i due servizi».

Insomma, in teoria un disegno chiaro c’è. Ma per sentire il fischio del treno in partenza da Rezzato tra fine 2027 e inizio 2028, serve che Rfi imprima nero su bianco quel «sì» detto a voce. Che significa progettazione esecutiva, lavori di adeguamento di binari e banchine e realizzazione del sottopasso.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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