Un treno solitario scivola sui binari circondati dai campi di granoturco e dai filari di vigneti che si estendono nella piana bresciana. È lo stesso percorso che, fino al 1992, trasportava ogni mattina pendolari e studenti da Rezzato, Mazzano, Botticino, Castenedolo verso il capoluogo (e oltre). Oggi, quei binari servono soltanto al traffico merci, ma dietro il loro mormorio la prospettiva di una rinascita «piena» inizia a farsi concreta. Il teorema di incontri politici che, nelle scorse settimane, si sono susseguiti dietro le quinte, accorcia i tempi per uno dei desiderata più invocati dallo spicchio sud-est dell’hinterland: la riapertura della stazione ferroviaria di Rezzato ai passeggeri.
Le riunioni
Una prospettiva, questa, sulla quale il sindaco Luca Reboldi ha messo in moto una moral suasion a tambur battente, dal primo minuto del suo insediamento. «Il progetto di ripristinare la stazione era nel Piano urbano della mobilità sostenibile del Comune dal 2018, ma tutto si era arenato lì. Dopo l’approvazione della mozione presentata dal centrosinistra in Consiglio provinciale, il vicepresidente Fabio Rolfi si è subito attivato e si sono messi in moto diversi incontri e tavoli di lavoro» racconta il sindaco.




