Stazione di Rezzato, c’è il «sì» della Regione per riaprirla

Un treno solitario scivola sui binari circondati dai campi di granoturco e dai filari di vigneti che si estendono nella piana bresciana. È lo stesso percorso che, fino al 1992, trasportava ogni mattina pendolari e studenti da Rezzato, Mazzano, Botticino, Castenedolo verso il capoluogo (e oltre). Oggi, quei binari servono soltanto al traffico merci, ma dietro il loro mormorio la prospettiva di una rinascita «piena» inizia a farsi concreta. Il teorema di incontri politici che, nelle scorse settimane, si sono susseguiti dietro le quinte, accorcia i tempi per uno dei desiderata più invocati dallo spicchio sud-est dell’hinterland: la riapertura della stazione ferroviaria di Rezzato ai passeggeri.
Le riunioni
Una prospettiva, questa, sulla quale il sindaco Luca Reboldi ha messo in moto una moral suasion a tambur battente, dal primo minuto del suo insediamento. «Il progetto di ripristinare la stazione era nel Piano urbano della mobilità sostenibile del Comune dal 2018, ma tutto si era arenato lì. Dopo l’approvazione della mozione presentata dal centrosinistra in Consiglio provinciale, il vicepresidente Fabio Rolfi si è subito attivato e si sono messi in moto diversi incontri e tavoli di lavoro» racconta il sindaco.
A che punto siamo e cosa è cambiato? In primis c’è il «sì» della Lombardia, un passaggio fondamentale. «Stiamo lavorando con Regione e Ferrovie: abbiamo già avuto un confronto positivo sia con l’assessore all’Infrastrutture Claudia Maria Terzia sia con il gruppo Rfi. Nel contratto con Trenord c’è il riposizionamento dei treni più frequenti sulla linea storica liberata dall’Alta velocità: questo significa che l’operazione è in linea con gli obiettivi – precisa Rolfi –. A Rfi abbiamo già chiesto che nelle opere compensative della Tav rientri l’intero recupero della stazione ferroviaria. Questa proposta, preventivamente sondata positivamente, verrà formalizzata a giorni anche all’interno di un documento che la Provincia firmerà insieme al Comune di Rezzato e agli altri della zona». Un passo non da poco, che apre poi al secondo step: la ricerca di un’area in cui poter realizzare però un parcheggio scambiatore.
Il sogno 2027
Ripristinare la stazione significherebbe sgravare (e non poco) il territorio dal traffico nelle ore di punta e riannodare Rezzato, ma anche Botticino e Mazzano, alla città in modo più rapido e soprattutto più sostenibile. «A noi – sottolinea Reboldi – servono infrastrutture di trasporto pubblico che entrino in città, si tratta ormai di un servizio prioritario che ci aiuterebbe a ridurre la congestione sulla ex strada statale. È chiaro che per riuscirci servono i fondi: quelli per la stazione, ma anche quelli per un ripristino della fermata», una partita sulla quale si sta trattando.
Oggi il progetto definitivo della tratta Tav Brescia-Mazzano è in fase di ultimazione, con consegna prevista per la fine del 2025. Se la stazione di Rezzato verrà inserita tra le opere compensative, sarà avviata una progettazione esecutiva a carico di Rfi, seguita dai lavori di adeguamento dei binari, delle banchine e degli impianti di sicurezza. Significa che, idealmente, a Rezzato si potrebbe sentire il fischio del treno in partenza già all’inizio del 2027.
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