Sensoristica, intelligenza artificiale, letti elettrici, vasche interattive e ambienti multisensoriali: la tecnologia entra sempre più nel cuore dell’assistenza agli anziani alla fondazione Giovannina Rizzieri di Piamborno che ha avviato un percorso di trasformazione digitale con il progetto «La Rizzieri che immaginiamo».
L’iniziativa, sviluppata nell’ambito del bando «Evoluzioni» di fondazione Cariplo, avrà una durata di 18 mesi e prevede un investimento complessivo di quasi 250mila euro.
Obiettivi
L’obiettivo non è solo acquistare nuove attrezzature, ma soprattutto ripensare in chiave innovativa l’organizzazione della casa di riposo, mettendo la tecnologia al servizio della sicurezza, della personalizzazione delle cure e del lavoro quotidiano degli operatori.
Innovazioni. La parte più consistente dell’investimento, oltre 114mila euro, riguarda l’introduzione di tecnologie avanzate per il monitoraggio degli ospiti.
Il sistema Ancelia di Teia care utilizzerà sensoristica e intelligenza artificiale, affiancate da hardware dedicato e nuovi letti elettrici, per rendere più tempestivi gli interventi e aumentare i livelli di sicurezza. Un modello che punta a conoscere meglio i bisogni del singolo anziano e a intervenire in maniera più mirata.
Un altro capitolo centrale riguarda il benessere cognitivo e sensoriale. Sono previsti circa 72mila euro per vasche interattive, attrezzature dedicate e la realizzazione di una Stanza Snoezelen, un ambiente multisensoriale utilizzato nei percorsi di stimolazione e rilassamento delle persone. Anche in questo caso il principio è quello di costruire attività più personalizzate, capaci di adattarsi alle condizioni e alle necessità dell’ospite.
Tecnologia
L’innovazione interesserà però l’intera struttura. Sono infatti previsti sistemi per integrare e analizzare i dati, dashboard per supportare le decisioni, una piattaforma gestionale sociosanitaria più coordinata e un software per il controllo di attrezzature e manutenzioni.
Accanto agli strumenti ci sarà ovviamente un programma di formazione rivolto a tutto il personale. «La trasformazione digitale – spiega la direttrice generale Laura Andreoli – viene quindi interpretata come un nuovo modo di gestire la Rsa, con meno procedure frammentate, più informazioni condivise e maggiore capacità di prevenire i rischi. La tecnologia non sostituirà la relazione con l’anziano, ma dovrà liberare tempo e risorse, perché operatori e professionisti possano dedicarne di più alla cura, all’ascolto e alla qualità della vita degli ospiti».



