Un secolo di storia, assistenza e presenza sul territorio, ma celebrato guardando al futuro. La Fondazione Rizzieri, che gestisce la casa di riposo di Piamborno, compie cent’anni e festeggerà il traguardo inaugurando un grande intervento di riqualificazione della struttura. Si tratta di un progetto articolato, nato per rendere la Rsa più moderna e al passo con le esigenze degli ospiti e dei servizi richiesti.
L’intervento
I lavori hanno comportato una profonda revisione della distribuzione interna, pur senza modificare la sagoma e il volume complessivo dell’edificio. Uno dei principali interventi riguarda il centro diurno integrato (Cdi), che prima condivideva alcuni spazi e attività col nucleo residenziale del primo piano. Una situazione che l’esperienza della pandemia aveva reso ancora più complessa e che oggi è stata superata, grazie alla realizzazione di ambienti completamente autonomi. Il nuovo Cdi potrà così consolidare l’offerta di prestazioni socio-assistenziali, sanitarie e riabilitative in regime diurno, favorendo anche il mantenimento delle relazioni sociali.
La riorganizzazione ha interessato tutti i livelli della struttura: le camere a quattro posti letto sono state eliminate e trasformate in stanze doppie, mentre gli ambienti comuni sono stati ampliati, per favorire la socializzazione e garantire una gestione più razionale ed efficiente. Al piano terra trovano spazio una nuova palestra di riabilitazione, completa di spogliatoi, servizi e depositi, due ambulatori dedicati alla fisioterapia e un ambulatorio per le cure domiciliari. È stato ampliato anche il soggiorno ed è stata realizzata una nuova cappella per il culto, con sacrestia e confessionale.
Al primo piano, accanto agli spazi del Cdi, è stato ricavato un locale parrucchiera accessibile a tutti gli utenti. L’intervento ha inoltre comportato il rifacimento di impianti, pavimentazioni e serramenti, la coibentazione dell’involucro e l’installazione, in un’ala del terzo piano, di sollevatori a soffitto per agevolare la movimentazione degli ospiti. Completano l’opera gli interventi di miglioramento energetico e sismico.
L’investimento
Per contribuire a coprire la parte dei costi non sostenuta da contributi pubblici è stata organizzata una raccolta fondi, con le donazioni che possono essere effettuate all’Iban IT73S0538754160000003628704. Molti hanno già sostenuto il progetto, in particolare le imprese di Piancogno Vi.Bi Elettrorecuperi e Sandrini Serrande. «Questo centenario – dicono i vertici della struttura – è per noi l’occasione per inaugurare una nuova fase della storia della fondazione, con servizi più qualificati e spazi pensati per le nuove necessità».



