Cronaca

Turismo nel Bresciano, altra estate da incorniciare: ecco com’è andata

Il Garda sfiora i nove milioni di presenze, Valcamonica in linea con il 2025, in Valtrompia nascono nuove realtà e in Valsabbia cresce il «mordi e fuggi». Stagione a due facce sul Sebino, ma pure qui i numeri sono ottimi
Scalfi, Mossoni, Fenotti, Vallini, Archetti
Gli operatori sono soddisfatti della stagione 2026 - © www.giornaledibrescia.it
Gli operatori sono soddisfatti della stagione 2026 - © www.giornaledibrescia.it

Obiettivo nove milioni. Il Garda bresciano si avvia a chiudere un’altra stagione turistica ai vertici, con presenze che potrebbero attestarsi ancora una volta tra gli otto e i nove milioni. È il gigante di una stagione bresciana che trova nell’acqua e nella montagna i suoi grandi attrattori, con il Benaco che resta un assoluto protagonista.

Il report sul Benaco

di Alice Scalfi

Il primo pre-bilancio arriva da Stefania Lorenzoni, presidente di Garda Unico e Garda Lombardia, oltre che assessore al Turismo di Desenzano, e trova conferma nel quadro più ampio della stagione bresciana. Secondo un’indagine di Confesercenti Lombardia Orientale, ripresa dalla Regione, nelle due settimane centrali di Ferragosto l’occupazione delle strutture ricettive della provincia si è attestata attorno al 65%, con i risultati migliori proprio sui laghi e in montagna. A livello nazionale le località lacuali hanno registrato ad agosto una crescita dell’1,6% delle presenze, seconde soltanto alla montagna (+2,3%).

«Per il Garda lombardo siamo molto soddisfatti – spiega Lorenzoni –. Gli operatori ci restituiscono una stagione molto positiva, in linea con le aspettative, sia nell’alberghiero sia nell’extralberghiero». Il bilancio vero arriverà a fine settembre, quando Garda Lombardia presenterà agli operatori e agli enti del Consorzio i risultati della stagione. Le indicazioni raccolte finora confermano però sostanzialmente i livelli dello scorso anno: tra gli 8 e i 9 milioni di presenze sulla sponda lombarda, circa 14,5 milioni su quella veneta e altri 4-5 milioni in Trentino.

A fare del Garda una destinazione con pochi eguali resta soprattutto la sua capacità di attrarre dall’estero. Nei Comuni lacuali italiani la quota di presenze straniere raggiunge l’82,2%, mentre le previsioni per il comparto indicano nel 2026 un aumento del 2,6% degli arrivi, dello 0,9% delle presenze e dell’1,6% del fatturato. Sul Benaco il primo mercato resta saldamente quello tedesco: secondo Lorenzoni, sommando le tre sponde, potrebbe superare quest’anno gli 11 milioni di pernottamenti. Ai tedeschi si affiancano mercati in crescita come Regno Unito, Polonia, Israele, Stati Uniti e Paesi del Nord Europa.

Nuove opportunità

Ma dentro una destinazione sempre più internazionale affiora una sorpresa: il Garda scopre che può tornare a corteggiare gli italiani. Non gli escursionisti di giornata, ma turisti che scelgono di fermarsi e pernottare. «Stiamo ricevendo segnali molto interessanti – sottolinea Lorenzoni –. Arrivano dalla Lombardia, ma anche da Piemonte, Veneto e altre regioni. Il mercato nazionale per noi non è mai stato il primo, ma rappresenta un’opportunità che non dobbiamo sottovalutare, soprattutto nelle stagioni di stallo».

Turisti sul Garda - © www.giornaledibrescia.it
Turisti sul Garda - © www.giornaledibrescia.it

Un’indicazione che si era già manifestata attorno a Ferragosto, quando sul Garda lombardo l’occupazione aveva recuperato una decina di punti in pochi giorni grazie a prenotazioni sempre più last minute. Limone, Tignale, Salò, Padenghe e Manerba mostravano allora incrementi tra il 5 e l’8%, mentre a Desenzano le case vacanza viaggiavano quasi verso il tutto esaurito.

Non solo d’estate

È proprio qui che si sposta ora la partita. Inseguire nuovi record in luglio e agosto ha margini limitati in un territorio dove la capacità ricettiva è già fortemente utilizzata. «Dobbiamo lavorare sulla destagionalizzazione – osserva Lorenzoni – diversificando i flussi sia per provenienza sia per capacità di spesa». Settembre, del resto, è già parte della stagione, soprattutto per tedeschi e olandesi, mentre iniziative, sport, enogastronomia e benessere stanno progressivamente allargando il calendario turistico oltre l’estate.

A fine settembre i numeri definitivi diranno quanto il Garda 2026 avrà guadagnato o perso rispetto all’anno precedente. Il pre-bilancio, per ora, indica soprattutto una tenuta su livelli già molto elevati e una direzione precisa: meno ossessione per aggiungere presenze nei mesi già saturi, più attenzione a chi può arrivare quando sul lago resta ancora spazio.

di Alice Scalfi

Valcamonica

di Giuliana Mossoni

Relax per i turisti a Ponte di Legno - © www.giornaledibrescia.it
Relax per i turisti a Ponte di Legno - © www.giornaledibrescia.it

Agosto conferma il proprio peso decisivo per il turismo dell’alta Valcamonica: il primo bilancio di fine estate nel comprensorio Pontedilegno-Tonale resta positivo. Le presenze tengono, alberghi e ristorazione registrano numeri sostanzialmente in linea con quelli dello scorso anno e, se il meteo accompagnerà le ultime settimane, anche il finale di stagione potrebbe regalare ancora soddisfazioni agli operatori.

Per Graziano Pennacchio, albergatore di Temù e amministratore delegato di Visit Brescia, la stagione si è mantenuta sui livelli degli ultimi anni, ma con un cambiamento evidente nei tempi di prenotazione. «Quest’anno – dice – il tutto esaurito è arrivato spesso in last second, mentre negli anni scorsi si parlava soprattutto di last minute. Il caldo non ha inciso in modo particolare sull’andamento complessivo di arrivi e presenze nelle strutture ricettive». A fare il boom sono state però le seconde case e il turismo in giornata, che ha portato a picchi di quasi 80mila presenze, azzarda qualche amministratore.

Qualche conseguenza si è invece registrata dopo la chiusura della statale 42 a Sonico, che ha provocato cancellazioni in alberghi, appartamenti e ristorazione. «Non ne farei una tragedia – osserva Pennacchio –, ma visto che è la seconda volta che succede è evidente che per il futuro vadano individuate soluzioni diverse. Nessuno vuole puntare il dito, anche perché si è trattato di un fenomeno imprevedibile, ma ora c’è un’esperienza da cui partire». Sul fronte dei mercati, la montagna dalignese resta ancora fortemente legata alla clientela italiana, soprattutto lombarda, per questo andrebbe rafforzata la promozione verso l’estero e il centro sud.

Positivo anche il giudizio di Marco Bulferetti, del gruppo dalignese Bulferetti: «Agosto non tradisce: resta un mese fondamentale, con presenze importanti sia negli alberghi sia nella ristorazione. I numeri sono in linea con quelli dello scorso anno, che era stato ottimo. A sostenere il comparto ci sono sicuramente anche le seconde case e, più in generale, la qualità dei servizi e delle infrastrutture del territorio, dal ghiacciaio ai parchi». Qualche cambiamento emerge invece nella composizione della clientela straniera. Bulferetti segnala una flessione dei tedeschi, in particolare tra motociclisti e appassionati di mountain bike, mentre aumentano inglesi e turisti provenienti dall’Est Europa, soprattutto da Repubblica Ceca e Polonia.

Valtrompia 

di Barbara Fenotti

Veduta panoramica di Gardone Valtrompia - © www.giornaledibrescia.it
Veduta panoramica di Gardone Valtrompia - © www.giornaledibrescia.it

Il turismo in Valtrompia chiude l’estate con segnali incoraggianti, anche se per un bilancio definitivo bisognerà attendere i dati sulle presenze. Il quadro tracciato dall’assessorato al Turismo della Comunità montana, guidato da Antonella Montini, è positivo: nei paesi sono aumentate le iniziative, sono nate nuove realtà e l’offerta comincia a diventare organizzata. Spicca la costituzione delle Pro loco di Gardone, Sarezzo e Irma e l’avvio di nuove proposte, dalla «Giornata da casaro» alle attività gratuite per bambini curate da Civitas, fino ai nuovi interventi di land art nei boschi.

È proseguita anche la promozione del territorio, sui social con il progetto «Pillole di Valtrompia», che prevede un reel dedicato a ciascun Comune, e in televisione attraverso trasmissioni come «Melaverde» e Cremona1. Buoni riscontri sono arrivati inoltre dagli appuntamenti di richiamo: il Bao Music Festival di luglio ha registrato un’ampia partecipazione, mentre il Valle Trompia Bike Festival sta richiamando pubblico nel fine settimana conclusivo in Maniva. A indicare un mercato in movimento sono infine il recupero del Pineta di Collio e l’apertura di nuove strutture ricettive. Segnali che, pur in assenza di numeri consolidati, suggeriscono una crescita della domanda e una valle che prova a rispondere strutturando la propria offerta.

Valsabbia

di Ubaldo Vallini

Il lago d'Idro dal Monte Croce di Perlè - © www.giornaledibrescia.it
Il lago d'Idro dal Monte Croce di Perlè - © www.giornaledibrescia.it

Agosto conferma una stagione turistica positiva in Valsabbia, dove a riempirsi non sono soltanto campeggi, alberghi e appartamenti affacciati sull’Eridio. Il lago d’Idro rimane il principale motore degli arrivi, dopo un giugno particolarmente favorevole che aveva fatto sorridere gli operatori, ma questa torrida estate sta premiando anche le località montane, raggiunte da chi fugge anche solo per qualche ora dalle temperature delle città e della pianura. Sul lago il meteo continua a dettare legge: quando splende il sole le strutture fanno il pieno, mentre periodi prolungati di pioggia accorciano inevitabilmente i soggiorni.

Quest’anno sulle presenze sembrano incidere anche gli eventi internazionali, dalle guerre che limitano i viaggi fuori dall’Europa agli incendi che hanno interessato Spagna e Francia. Accanto ai tradizionali ospiti olandesi e tedeschi sono così aumentati gli arrivi dall’Europa occidentale e soprattutto da quella orientale, con polacchi, cechi, slovacchi e sloveni. Ma la Valsabbia turistica non è soltanto lago. Nelle giornate più calde sentieri e località montane, anche quelle più remote, vengono raggiunti da escursionisti, famiglie e appassionati di mountain bike e arrampicata, alla ricerca di qualche grado in meno e di un contatto diretto con la natura.

Un turismo spesso «mordi e fuggi», che però porta migliaia di persone anche lontano dalle mete tradizionali. L’esempio più evidente è il Parco delle Fucine di Casto, gestito dai volontari e capace ormai da anni di richiamare ogni stagione decine di migliaia di visitatori, compresi molti stranieri in vacanza sui laghi d’Idro e di Garda. A funzionare è anche la formula dell’ingresso gratuito: si paga solo l’eventuale noleggio dell’attrezzatura per affrontare ferrate, ponti sospesi e zip-line. Per tutti gli altri rimangono passeggiate e laghetti, dove nelle giornate più torride anche semplicemente godersi un po’ di fresco diventa una buona ragione per salire in Valsabbia.

Sebino

di Flavio Archetti

Una veduta aerea del lago d'Iseo - © www.giornaledibrescia.it
Una veduta aerea del lago d'Iseo - © www.giornaledibrescia.it

Sul Sebino è stata un’estate a due facce, con giugno e luglio ottimi ma una seconda parte più scarica per la partenza già nei primi giorni di agosto di una parte dei turisti del nord Europa, che – come confermato da alcuni gestori di campeggi – hanno lasciato anzitempo le rive del lago svuotando bungalow, ristoranti e supermercati. Anche se i dati ufficiali arriveranno a fine anno, l’estate 2026 sta andando in archivio e un primo bilancio è già possibile. Sul lungolago di Iseo, due esercenti, di un ristorante e di una pizzeria da asporto, dicono che «non ci si può lamentare» ma che «le estati di qualche anno fa erano un’altra cosa, soprattutto per la maggior propensione a spendere». Diversamente al campeggio che fa i numeri più importanti di tutto il lago, il Camping del Sole di Iseo, trovano che «l’estate 2026 si stata perfetta, per il sole e per i tanti ospiti».

Lì, dal primo giugno al 27 agosto, hanno pernottato 47mila olandesi, 18mila tedeschi, 4.500 danesi, 4mila italiani, 2.100 svizzeri e 2.100 polacchi, questi ultimi la novità in fatto di nazionalità. A dimostrare una varietà che ormai va ben oltre olandesi e tedeschi, ci sono stati anche 2.000 belgi, 1.300 inglesi, 1.000 austriaci, 700 irlandesi, 500 svedesi, 300 norvegesi e 300 francesi. A definire il valore delle presenze è però la durata della permanenza, e per questa nessuno batte gli olandesi, che campeggiano mediamente per nove notti, precedendo i sorprendenti irlandesi che di notti ne hanno fatte mediamente otto. Anche senza un commento ufficiale sui dati, il presidente di Visit Lake Iseo Riccardo Venchiarutti ha avuto l’impressione di «un’annata ottima, probabilmente in linea con quella dell’anno scorso», la stagione dei record, quando si erano contate 1,1 milioni di presenze.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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