Aree interne, 14 milioni contro lo spopolamento di Valsabbia e Alto Garda

La Regione ha finanziato i 28 Comuni tra montagna e lago che ora entrano nella Strategia nazionale: in campo ci sono già 23 progetti
Una panoramica del lago di Garda - © www.giornaledibrescia.it
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Le Aree interne, in Italia, funzionano così: tutti sono d’accordo che vadano salvate, molto meno su come farlo davvero. Intanto arrivano i finanziamenti, che non sono pochi. L’ultimo riguarda la Valsabbia e l’Alto Garda Bresciano: oltre 14 milioni di euro messi sul tavolo dalla Lombardia per far entrare ufficialmente anche la terza valle bresciana nella Strategia nazionale per le Aree interne (alias: Snai).

Un portafoglio ricco

Dopo Valcamonica e Valtrompia, anche la valle che si affaccia sul Garda entra quindi nel perimetro della politica nazionale pensata per contrastare spopolamento e marginalità dei territori periferici. Il passaggio formale è arrivato ieri con l’approvazione in Giunta dello schema di accordo per la strategia d’area «Tra montagne e laghi - Valsabbia e Alto Garda Bresciano per una visione condivisa di crescita sostenibile», con capofila - appunto - la Comunità Montana di Valle Sabbia.

Il pacchetto vale 14,3 milioni, fondi europei Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) e Fse+ (fondo sociale europeo plus) e risorse regionali uscite dal portafoglio dell’Agenda del controesodo lombarda. A questi si aggiungono 1,09 milioni di euro già trasferiti alla Provincia di Brescia e 920mila euro di cofinanziamento del partenariato locale. «Un accordo di grande rilevanza - rimarca l’assessore regionale a Enti locali e Montagna Massimo Sertori - che sarà tradotto in azioni concrete a seguito della firma dell’Accordo con Comunità Montana di Valle Sabbia. La Regione sostiene la Snai con un investimento di oltre 14 milioni».

La strategia coinvolge 28 comuni, dalla sponda gardesana fino ai centri della valle. Più precisamente, si tratta di Gardone Riviera, Gargnano, Salò, Tignale, Toscolano Maderno, Agnosine, Anfo, Barghe, Bione, Capovalle, Casto, Gavardo, Lavenone, Mura, Odolo, Paitone, Pertica Alta, Pertica Bassa, Preseglie, Provaglio Val Sabbia, Roè Volciano, Sabbio Chiese, Serle, Treviso Bresciano, Vallio Terme, Vestone, Villanuova sul Clisi, Vobarno. Ventotto comuni per 23 interventi complessivi: servizi sociali di prossimità, sostegno all’occupazione, formazione, valorizzazione turistica e rafforzamento della cooperazione tra enti locali.

Non solo fondi: servono politiche d’impatto

Sulla carta, la ricetta è nota: più servizi, più lavoro, più capacità amministrativa nei territori più fragili. Nella pratica, le cose sono spesso più complicate.

La Rocca si staglia sul panorama di Sabbio Chiese - © www.giornaledibrescia.it
La Rocca si staglia sul panorama di Sabbio Chiese - © www.giornaledibrescia.it

Un’analisi del Cnel (acronimo di Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro), pubblicata nel giugno 2025, parte da un punto netto: non c’è sviluppo del Paese senza le sue periferie. Ma finanziare progetti non basta se non si costruiscono competenze e strumenti nei territori che quei progetti devono realizzarli.

La diagnosi individua problemi ricorrenti: governance frammentata tra Stato, Regioni e Comuni (che è esattamente ciò che denunciava la Valcamonica qualche giorno fa proprio sulGdB, per voce sia del sindaco di Edolo, Luca Masneri, sia del presidente della Comunità Montana, Corrado Tomasi), carenza di competenze nei piccoli municipi chiamati a gestire progettazione e bandi complessi, difficoltà a integrare le diverse fonti di finanziamento (europee, nazionali e Pnrr) spesso utilizzate in modo disgiunto.

Non a caso lo stesso Sertori, nei giorni scorsi, aveva indicato un’altra criticità della strategia: era stata pensata per progetti realmente sovracomunali, non per una distribuzione frammentata di iniziative tra singoli comuni. La partita, insomma, non si gioca solo sul finanziamento - che è consistente e prezioso - ma soprattutto sulla capacità di trasformarlo in politiche territoriali che abbiano davvero un impatto incisivo.

Intanto, Valsabbia e Alto Garda possono concedersi qualche giorno di soddisfazione. Il primo passaggio pubblico sarà il 18 marzo alla Rocca d’Anfo, dove la strategia verrà presentata agli amministratori e agli attori locali. Un passaggio simbolico, in un territorio dove lo spopolamento non è una statistica ma una storia lunga decenni. E dove la vera sfida non è far partire i progetti, ma farli durare.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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