Nella Bassa bresciana la transizione energetica ha preso la forma di una lunga, inesorabile distesa di pannelli. Campi agricoli che per secoli hanno nutrito comunità ora diventano porzioni di un nuovo mosaico energetico, spinti dagli obiettivi europei e dal fabbisogno crescente di energia pulita. Le nostre campagne, però, si stanno trasformando anche nel teatro di un conflitto istituzionale profondo: quello tra chi autorizza gli impianti e chi li vede sorgere nel proprio territorio senza poter davvero intervenire.
La Lombardia deve aumentare la produzione da fonti rinnovabili di 8,7 gWh entro il 2030, una quota tra le più alte in Italia. Nel Bresciano le richieste di nuovi impianti fotovoltaici e agrivoltaici hanno raggiunto livelli mai visti: decine di progetti, centinaia di ettari coinvolti, un’accelerazione che sta ridisegnando la geografia agricola. Non sorprende che proprio qui si siano concentrati tre ricorsi simbolici, quelli dei Comuni di Castel Mella, Pozzolengo e Verolanuova, tutti finiti davanti al Tar di Brescia per tentare di fermare o ridimensionare impianti di grandi dimensioni.



