Per tutti è solo «Zio Satoshi», il cognome non lo dà, ma il suo volto non lo nasconde. Davide, bresciano di 38 anni con il pallino per la libertà finanziaria, in pochi anni ha sviluppato, partendo dalla sua passione per i Bitcoin, una startup che fornisce servizi, ovviamente in criptovaluta. E punta in alto.
Un paio d’anni fa ha creato «Bitpost», attività attraverso la quale acquistava e spediva articoli online per conto terzi («hardware wallet, telefoni privacy degooglizzati e oggetti per adulti», ci aveva raccontato poco dopo l’apertura, oggetti che poi spediva all’acquirente in modo anonimo, ad un locker, per garantire la riservatezza), appunto in Bitcoin. Ora l’attività ha preso piede e si è ulteriormente sviluppata varcando i confini nazionali e attirando clientela dagli Usa, Svezia e Gran Bretagna.
Davide, in due anni siete cresciuti?
Abbiamo trovato il modo di rendere scalabile (aumentare la capacità di gestire un numero elevato di operazioni in modo rapido ed economico, ndr) la transazione, non sono più io direttamente a fare gli ordini, ma è il sistema che, automatizzato, lo fa per me. Questo anche perché non potevo per legge toccare i fondi. È nato così Bitpost.shop e i nostri clienti possono acquistare anche su Amazon in Bitcoin senza entrare direttamente in gioco con nome, indirizzo o carta. Su Bitpost possono anche vendere o acquistare Bitcoin scambiandoli per beni acquistati sugli e- commerce, nessuno scambio diretto.

Un bell’impegno?
Abbiamo automatizzato il più possibile creando più di 130 casi di dispute che si risolvono con un click. In sostanza abbiamo previsto, debuggato come diciamo noi, i problemi prima che si presentino.
I numeri?
In due mesi abbiamo più di 400 iscritti e scambi peer to peer tra utenti per un totale di oltre 150 scambi, ora è gratuito perché vogliamo portare utenza e non prendiamo commissioni. E per ora siamo una startup.
Dopo Amazon abbiamo da pochissimo chiuso un accordo interessante con Shoppy Code, una piattaforma italiana dedicata all'acquisto di gift card e voucher che ci permetterà di integrare oltre 200 e-commerce. Siamo stati chiamati a Lugano dal Pow.space, un hub tecnologico e di coworking dedicato soprattutto a bitcoin, blockchain e innovazione digitale che potenzialmente ci metterà in contatto con alcuni commercianti che vogliono essere inseriti nella nostra piattaforma.
In quanti siete?
Oltre a me ci sono un programmatore, un esperto nella gestione delle transazioni in Bitcoin, developer mobile e un investitore.
Dove volete arrivare?
Ho una grande ambizione, il mio modello è Amazon, siamo pionieri nell’ambito dei Bitcoin perché ad oggi sono pochissime le attività che permettono di pagare con questa valuta.
Con la sicurezza come la mettete?
Ovviamente per ora si può acquistare su siti che hanno prodotti verificati, ma stiamo studiando una sezione di scambi liberi. In questo caso la verifica dovrà essere più attenta, stiamo pensando di usare l’Ai per questo, ma lanceremo questo ampliamento solo quando saremo sicuri, il dovere dell’azienda è verificare che tutto sia lecito.
Si può dire cosa acquistano i clienti?
Cose normalissime (apre la app e comincia a scrollare per mostrare la lista delle transazioni, ndr): aspirapolvere, cavi wireless, un water, pannolini per bambini, un giubbotto, cuffie, batterie e storage. Ecco quest’ultimo acquisto è interessante perché custodisce le chiavi private di chi possiede Bitcoin, comprarlo così fa sì che l’acquisto non sia associato a nessuno e, quindi, non è possibile risalire all’acquirente che possiede la valuta: i prodotti arrivano ad un locker per la maggior parte dei casi e l’acquirente non figura perché è la controparte che riceverà Bitcoin ad acquistare per lui. Non è assolutamente un modo per evadere, ma per evitare che, in caso di furto di dati, malintenzionati sappiano chi detiene Bitcoin.
Chi è il cliente-tipo?
Non giovanissimo, tra i 30 e i 60 anni, uomini e donne. Devo dire che l’età si sta anche alzando.
Come si è appassionato alle criptovalute?
È stato un amico che mi ha parlato di Ethereum nel 2021, poi ho cominciato a leggere e studiare questo mondo nel 2022 dopo alcuni fallimenti. La svolta è stato leggere «Villaggio Bitcoin» del bresciano Valerio Dalla Costa.
Perché?
Ho capito il valore di Bitcoin e la libertà che dà. È l’unica moneta non emessa né controllata da alcuna autorità statale, banca centrale o istituzione finanziaria.
E il salto di non essere solo compratore di Bitcoin, ma avere una parte attiva?
Mi sono detto di voler aiutare questa valuta libera ad essere più utilizzata.




