I bookmakers hanno rotto gli indugi: è l’Ascoli, pagato a 3, la squadra su ci puntare per la promozione in serie B. E se non sarà l’Ascoli sarà la Salernitana. E se non sarà la Salernitana il Catania. Solo in ultimo, pagato a 4,25 arrivano le chances per il Brescia.
In viaggio dunque: anche contro pronostico, per dimostrare che i conti vanno fatti anche con l’oste biancazzurro. Che ha lavorato per avere una riserva prestigiosa: di carattere, durezza mentale, qualità, pedine che possono fare la differenza.
Calore
In viaggio, anche contro il caldo. In tutti i sensi. È una pre estate a Brescia, è estatissima al sud: a Salerno si sfonderà il muro dei 30 gradi. Che, percepiti, all’Arechi, saranno anche 10 in più vista l’attesa cornice da sold out con circa 700 tifosi bresciani però a provare a fare da pompa di raffrescamento. Da ricordare: tra tifoserie c’è un solido legame di amicizia. Sarà fuoco… amico dunque quello dal quale trovare riparo.
Si sa dove si va per il primo round di semifinale e si sa quel che si trova: un ambiente ricompattato ad accompagnare una squadra, la Salernitana, in totale fiducia. Che tra regular season e quattro partite di play off (i campani sono entrati in gioco agli ottavi) hanno vinto sei delle ultime sette partite e dove non è stato un successo, è stato un pareggio (con la Casertana).
Tranne che in quest’ultimo caso, un caso da 1-1 - era il ritorno della prima serie giocata - i campani, nel lotto preso in considerazione non hanno mai segnato meno di due gol al colpo. Mantenendo la porta inviolata due volte, nell’ultimo doppio rendez vous con il Ravenna. Un biglietto da visita che significa tutto e niente, che è niente più che un’infarinatura per dare l’idea di quanto la Salernitana, con Cosmi in versione ricostituente, stia bene dopo aver ritrovato pace attorno a sé ed essersi data un nuovo equilibrio tattico.
E di qua? Dipinto il «mostro» di turno, non se la passa male sul piano generale nemmeno il Brescia.
Come nel caso della Salernitana è una questione di trend: come era stata chiusa in crescita la regular season, bene sono stati approcciati i play off con lo scoglio delle tre settimane di stop da gare ufficiali brillantemente superato a Casarano. Che ha rappresentato, in termini di fatturato offensivo, un exploit rispetto a numeri ben più risicati (non indicativi di quanto viene prodotto) sotto porta.
Pregi

Il Brescia, più che altro, è una macchina a trazione posteriore. Che fonda, ovvero, molte delle proprie certezze su una fase di non possesso ferrea come dimostrano i 18+2 incontri chiusi senza subire reti. Eugenio Corini ha trovato una chiave di qua, come Cosmi - con la mossa di Ferraris trquartista tattico - l’ha trovata di là. Solo che di qua, proprio quella chiave - Manuel Marras, caratteristiche in rosa non replicabili - potrebbe questa sera (fischio d’inizio alle 21) - non essere nelle condizioni di poter aprire alcuna porta. Una iattura, che costringerebbe i biancazzurri a tornare all’antico da un punto di vista tattico.
Sarà questione di dettagli (si fanno i conti anche con le diffide che pendono sui giocatori), sarà questione di duelli, sarà questione di condizione fisica (quattro gare in dieci giorni per la Salernitana, due di meno per il Brescia che però fa i conti con elementi non ancora a regime), sarà questione di resistere all’urto ambientale (ma la posta è alta pure per la Salernitana, la pressione sarà pressione per tutti) e di conseguenza di campo: per info chiedere al Ravenna contro cui, all’andata, la Salernitana ha forse giocato la sua miglior partita se non in assoluto, quasi. È venuto fuori il meglio della squadra di Cosmi (stasera squalificato) che negli ultimi 30 metri ha uomini che rappresentano una sentenza.
Primo non prenderle, sarà il comandamento guida del Brescia che tuttavia pur dovendo pensare a una condotta di gara giudiziosa (per poi in semmai giocarsi tutto in casa in una doppia sfida che stavolta in caso di parità prevederà supplementari e rigori) non può pensare di presentarsi in stile «coraggio, scappiamo». Quanta attesa. E quanto è bello.




