È una Salernitana in pieno «up» quella che domenica sera (fischio d’inizio alle 21) attende il Brescia all’Arechi. I granata sono l’unica squadra che è approdata alle semifinali play off con due vittorie e questo fa capire il buon stato di forma, soprattutto mentale, dei granata campani.
Granata che hanno ritrovato anche i propri tifosi coesi con loro dopo un periodo di contestazioni e polemiche successivo al doppio salto dalla A alla C: tifosi che hanno prima caldeggiato la cessione della società, ma poi, con il timore dell’arrivo di faccendieri poco affidabili, hanno accettato di buon grado il mancato passaggio di proprietà con il patron Danilo Iervolino che è rimasto al suo posto con rinnovato impegno tanto da essere presente – e non lo era da tempo – all’Arechi (atteso stracolmo, attorno ai 30mila, per la sfida di domenica) nella gara d’andata dei quarti di finale con il Ravenna.
Personalità
Ed è proprio nei play off che è uscita la personalità di una squadra che ha vissuto spesso di alti e bassi: anche dopo l’arrivo sulla panchina (da fine febbraio scorso) della vecchia conoscenza dei bresciani Serse Cosmi questo su e giù non ha permesso alla Salernitana di migliorare quel terzo posto finale che è stato pure in forte dubbio, con la squadra che ha trovato un suo equilibrio solo nelle ultime giornate; equilibrio consolidato, come detto, in 4 partite di post season.
Cosmi, che come Corini con Marras, ha trovato un’identità tattica al suo 3-4-1-2 spostando Ferraris sulla trequarti, mossa che ha valorizzato giocatore e, soprattutto, identità di squadra. Squadra che ha però ben 5 giocatori in diffida: Villa, Cabianca (Ex FeralpiSalò), Tascone, Inglese (ex Lumezzane) e Ferrari (ex Brescia).



