C’è un presente che vede la prima squadra puntare al bersaglio grosso sul campo. E c’è un futuro, ancora tutto da costruire, legato alle strategie per il nuovo settore giovanile, che alla lunga dovrà creare valori e valore. Molto passa attraverso le scelte strategiche che avverranno durante questa prima fase del nuovo corso del vivaio alla cui testa da poco si è messo il diesse Mattia Collauto, che lavora in sinergia con il direttore tecnico Paolo Migliorati – trait d’union col vecchio Brescia – e con le potenzialità offerte da un territorio (da dove ha contribuito a pescare molti dei prospetti poi migrati in vivai di club forti del Nord Italia), che negli ultimi anni è stato drenato dai club del circondario approfittando di tanti anni in cui il Brescia non ha potuto (sotto Corioni o nella gestione Bonometti) o voluto (con Cellino) investire sui ragazzi.

Rimpianti
E questa annotazione, serve per girare il dito nella piaga. Ha fatto un poco male mercoledì pomeriggio, quando all’Arena Civica di Milano l’Atalanta ha vinto, a spese della Juventus, la Coppa Italia Primavera. Un successo arrivato ai rigori nella cui sequenza per i nerazzurri è stato decisivo il portiere Alessandro Anelli (2008), approdato in nerazzurro l’estate scorsa con la fine del vecchio Brescia.
Emigrati
Come lui anche il centrocampista Marco Leandri (2007) mentre Mattia Pedretti (centrocampista 2008) dal Brescia era uscito già nel 2024: tre bresciani, ex biancazzurri, titolarissimi dei baby nerazzurri. L’elenco dei dispersi nell’ultimo periodo nelle annate tra il 2007 e il 2012 è ricco. Citiamo solo alcuni nomi: Maucci (Pisa, quest’anno all’Ospitaletto), Galvano (Genoa), Campaore e De Zerbi (Verona), Rossini e Ferrari (Milan). E molti altri. Il lavoro del nuovo staff del settore giovanile è cercare di arrivare a un cambio di rotta e a portare i giovani a completare il loro percorso, fino al debutto in prima squadra, in casa.
Questo è il «manifesto», ma serve tempo. E servono investimenti. E serve strutturarsi. Necessità che potrebbero anche passare, paradossalmente, da cessioni importanti. Sull’altare del «gioco» uovo oggi-galline (al plurale) domani. In questo senso, ragionamenti in casa Union se ne stanno facendo attorno al gioiellino della Primavera Dennis Beldenti (2010). Il difensore centrale di Poncarale, già ex Brescia calcio, è in rampa di lancio (si sta allenando con la prima squadra e domani Corini potrebbe concedergli uno spezzone nel test con l’Ospitaletto). Ed è nel giro delle Nazionali giovanili: di recente è stato anche l’unico giocatore appartenente a un club di serie C a essere convocato con gli azzurri Under 16 (dove ci sono giocatori di società di serie A e B).
Ragionamenti
Sempre impiegato, ha attirato su di sé molte attenzioni. Divenute, in due casi, già offerte concrete: Fiorentina (dove già gioca Samuel, 2008 fratello di Dennis e pure lui ex Brescia) e Como hanno già fatto arrivare alla società proposte definite semplicemente «importanti». Nessuno intende entrare nel merito, si mantiene il riserbo, ma possiamo dire che si ragiona sulla grandezza di un milione di euro. Che è la valutazione minima che la società di Pasini fa del suo giocatore in assoluto migliore – già blindato con un contratto di apprendistato e c’è già l’accordo per quello da professionista al compimento dei 16 anni, tra non molti giorni – e sul quale ha chiesto notizie anche il Milan. Può scatenarsi una piccola asta. Il Brescia è pronto ad analizzare tutto (chiaro che anche entourage e famiglia del giocatore verrebbero coinvolti: i rapporti sono ottimi) nell’ottica del fatto che una maxi proposta a oggi sarebbe difficile da rifiutare.
Valutazioni
Il ragionamento è relativo al percorso che al giocatore potrebbe essere offerto: col Brescia in C e che dovrebbe tentare di nuovo l’assalto alla B sarebbe difficile trovare spazio a un 2010 mentre un Brescia in B che dovrebbe almeno salvarsi idem. Un sacrificio darebbe la possibilità di reinvestire subito il lauto introito per poi pensare di avere non uno, ma tre-quattro Beldenti della situazione tra qualche anno. Grandi manovre, su tutti i fronti per arrivare a non avere più rimpianti in futuro.




