Calcio

Brescia, sale la pressione: oggi giornata da «dentro o fuori»

Si attende l’ufficialità dell’intesa con l’Agenzia delle Entrate, per poi scoprire le carte degli investitori interessati
In questi giorni Massimo Cellino è scomparso dai radar - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
In questi giorni Massimo Cellino è scomparso dai radar - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
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Il punto è molto semplice e di non ritorno: o si fa un nuovo Brescia, o si muore. E quello odierno è un martedì da dentro o fuori: dopo una stagione che sul campo è stata fatta di tante partite per la sopravvivenza in serie B, questa è la partita della sopravvivenza «in assoluto» tra i professionisti. Perché in questo caso, le nuove che non ci sono non sono buone nuove. Massimo Cellino, a parte qualche dichiarazione random, è letteralmente scomparso dal radar delle persone che sono alle sue dipendenze e che non sanno se resteranno a piedi, senza un lavoro. Un comportamento semplicemente inaccettabile principalmente nei confronti di persone che svolgono lavoro da commessi o impiegatizio.

Silenzio assordante

Ma il comportamento non è giustificabile a 360° nei confronti di nessuno a tutti ai livelli, oltre che –naturalmente – sull’esterno. Non si capisce come mai un cattivo esercizio del controllo dei conti, o di personale che verrà portato in tribunale con accuse di infedeltà, debbano essere responsabilità di una piazza in tutte le sue componenti. Questo silenzio assordante ormai non sa più di bluff da parte del presidente e patròn del Brescia Massimo Cellino: in assenza di interventi esterni, l’imprenditore cagliaritano non intende assolvere agli oneri che occorre assolvere per poter andare verso l’iscrizione alla prossima stagione sportiva, cominciando dal deposito della domanda della C per poi eventualmente trasformarla più in là, e via tribunali, in una serie B.

Il rischio

Ma, appunto: se non cambia qualcosa, non ci saranno più né C, né B né ricorsi con la storia del Brescia destinata a interrompersi dopo 114 anni in attesa che qualcuno si assuma il compito di riavviare il motore dall’Eccellenza. Questo è il rischio, ma anche qualcosa in più, che il Brescia corre se oggi – e proprio oggi – tutto non si incanalerà nel modo giusto per poi arrivare a tirare un sospiro di sollievo domani mattina ed essere certi che venerdì entro le 15 qualcuno sarà in grado di premere «invio» sul pulsante dei bonifici da effettuare. La pressione è alle stelle e la tensione anche, mentre l’aria si fa irrespirabile.

Il punto

Il lungo fine settimana, come era prevedibile, non è stato di riposo per nessuno tra coloro che da una parte e dall’altra sono al lavoro per capire se ci sono le possibilità per condurre in porto una trattativa che dura da oltre tre mesi e che vede gli investitori del «gruppo Marroccu» interessati al Brescia a dispetto di una situazione perlomeno borderline. Dietro, c’è una spinta bresciana che fa «capo» a Daniele Scuola, il quale a suo tempo ha accreditato il gruppo. Chi è in campo, in infinite triangolazioni tra avvocati, commercialisti e mediatori, si è anche adoperato per tenere in vita una minima forma di dialogo dopo che la situazione tra giovedì e venerdì notte era precipitata.

Francesco Marroccu e Daniele Scuola - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Francesco Marroccu e Daniele Scuola - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it

L’accordo

Problema decisivo tra tanti ostacoli l’assenza del nero su bianco dello sbandierato accordo raggiunto con l’Agenzia delle Entrate per i debiti pregressi e che hanno determinato la retrocessione a tavolino in serie C del Brescia. Per il club, l’ufficiosità e l’intesa raggiunta verbalmente, sarebbe dovuta bastare. Ma chi è dall’altra parte ha preteso l’ufficialità. Da quanto emerso, si conta che questa mattina l’ufficio locale del Fisco, che ha in mano l’accordo raggiunto in Sicilia dal Trapani Calcio che vive l’identica situazione del Brescia, emetta il «pezzo di carta» da mettere nelle mani degli investitori.

Le carte

Se così sarà, a quel punto starà a loro. Sarà ufficialmente terminato anche il tempo dello scambio di documenti e informazioni, mentre scoccherà l’ora delle firme e di scoprire le carte. O meglio ancora, di mettere sul tavolo l’unica carta che tra poche ore conterà: quella dei soldi e di un appuntamento da un notaio. Che verosimilmente, qualora tutto andasse come tutti sperano partendo dall’attesa notizia dagli uffici dell’Agenzia delle Entrate, allora domani mattina potrebbero esserci i primi passaggi formali. Con il rispetto dei tempi tecnici per «starci dentro» rispetto alle scadenze ormai incombenti.

Tifosi in attesa e arrabbiati - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Tifosi in attesa e arrabbiati - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it

La situazione è d’angoscia misto speranza, mentre per questa sera gli Ultras della Nord si sono dati appuntamento alle 20.30 in via Solferino per un sit in davanti agli uffici di una sede in questi giorni frequentata dal dg Andrea Mastropasqua che con pochi altri ha predisposto tutti gli F24 per i pagamenti. Con l’auspicio che questo lavoro, svolto alla cieca e senza direttive, non risulti vano: vorrebbe dire che il tasto «invio» potrebbe essere premuto.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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