Brescia, con Inzaghi confermato è tempo di esorcizzare Mompiano

Questa è la vigilia più difficile eppure allo stesso tempo la vigilia più facile per il Brescia Calcio. Ci pensi, ci ripensi e più tutto quanto è accaduto a partire da domenica pomeriggio per chiudersi giovedì mattina, è un qualcosa sul quale un giorno probabilmente ci ritroveremo a ridere, ma per ora l’«Inzaghi gate» è ancora un insieme di fatti e dinamiche misteriosi.
La vigilia
Ben oltre una classica cellinata perché stavolta non c’era la giustificazione di provare a risollevare una stagione: qui semmai c’è stato il rischio di farla saltare in aria. Per tutto quanto è avvenuto, dunque, la vigilia della partita contro l’Alessandria è la più difficile. Eppure, appunto, è anche la più facile perché dopo che si è superata una tempesta e si è a tutti gli effetti dei sopravvissuti a un evento fuori controllo, tutto intorno a te e dentro te è più ovattato: le tensioni, come le aspettative. Tutto assume una dimensione più equilibrata e viene la voglia di essere più benevoli gli uni verso gli altri. Viene la voglia di darsi di più e meglio tutti quanti una mano, di guardarsi sotto una luce diversa.Via la negatività
Se il Brescia da tutta la vicenda esonero-non esonero è uscito più debole nelle sue componenti oppure più forte, è un qualcosa che inizieremo a scoprire questo pomeriggio. Intanto, prendiamo i segnali. Lo tsunami, mentre spazzava via il buonsenso, pare comunque aver fatto alzare quella cappa di anomala negatività (l’atmosfera di Brescia-Ternana che stigmatizzammo in tempo reale fu emblematica) che aleggiava a dispetto della classifica. Quello tsunami ha lasciato dietro di sé un allenatore che emana energia rinnovata - la tigna che ha dimostrato nel non volersi arrendere a un destino che per lui era scritto non è banale e non lo avrebbe fatto se non pensasse di poter rivendicare la propria autonomia-, una squadra che pur di non rischiare di perdere più il suo condottiero si sente ancor più responsabilizzata e una piazza che si è risvegliata dal torpore.

La situazione
Evidentemente, è solo quando stai per smarrire qualcosa che ti rendi conto di quanto quel qualcosa conti per te e non sia scontato. E tutti hanno (abbiamo) capito di quanto un terzo posto (ora quarto dopo le gare di ieri) maturato oltretutto in condizioni di rapporti tesi e logori, non lo sia. Se una situazione di malus si è involontariamente trasformata in un bonus oggi è proprio l’occasione giusta per capirlo visto che c’è da togliere un tappo che in casa non salta dal 6 novembre scorso con il Pordenone: i tre punti mancano da 99 giorni (da allora due pareggi e due sconfitte). Novantanove: che è anche il numero delle vittorie da allenatore per Inzaghi. Per non fare 100 (giorni senza vittorie a Mompiano), bisogna far fare 100 al tecnico (che tra l’altro ha in febbraio il suo mese migliore: media di due punti secchi a partita in 24 gare). Anche a livello simbolico, mai sigillo personale potrebbe cadere meglio. Perché qui, la suonata non cambia: bisogna ripArtire (per scriverlo alla Inzaghi) e occorre continuare a inseguire.
Il campionato
Ieri la Cremonese ha fatto irruzione in vetta, il Pisa ha frenato ancora, il Lecce gioca oggi, dietro pressa il Monza e cade il Frosinone: è un campionato in cui non ci sono imbattibili né battibili certi. Ma prima che per la classifica, oggi il Brescia dovrà giocare per se stesso. A venerdì sera, risultavano venduti 900 biglietti appena: il che significa che oggi saremo ancora in pochi. Ma conterà soprattutto essere «buoni» e disposti ad accompagnare la squadra a vincere le proprie paure e a levare il freno a mano. Il Brescia ha chiamato anche l’aiutino esterno: ieri Cellino ha convocato a Torbole padre Piero Montagna, sacerdote genovese che ha officiato la messa come già fece sempre a Torbole prima di Brescia-Cosenza (finì 5-1...). Sostanza. Oggi serve puntare alla sostanza e la forma, in un clima costruttivo, potrebbe diventare la conseguenza: al Brescia auguriamo prima di tutto di ritrovare spensieratezza.

La sfida e la probabile formazione
Inzaghi, che non potrà contare sui nuovi Adorni e Proia, per vincere la sindrome pensa anche a un qualcosa di diverso: un’accoppiata formata da Moreo con il ripescato Bajic che potrebbe giovarsi delle sgobbate del compagno. Di fronte, la squadra di Longo che sta facendo il suo dignitoso campionato da neopromossa e che vanta modesti, e rispettabili, numeri da neopromossa. Ma siamo sempre lì: il Brescia i conti li deve fare in primis con se stesso. La bufera poteva cambiare tutto, invece non ha cambiato niente. Sperando che tutto, in casa, possa cambiare.
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