Il Brescia e l’«Union» d’intenti: il 2025 dal fallimento alla ripartenza

La caduta con Cellino, la rinascita con Pasini il 17 giugno dopo l’ormai famoso caffè con la sindaca Castelletti: mesi «da film»
Gianluca Magro

Gianluca Magro

Caposervizio

Giuseppe Pasini - © www.giornaledibrescia.it
Giuseppe Pasini - © www.giornaledibrescia.it

L’anno del caffè. Detta così sembra più un articolo di taglio economico, invece è proprio da un caffè che è passata la strada (senza uscita) del Brescia Calcio e quella modello autostrada dell’Union Brescia.

Quel caffè, ormai divenuto famoso, bevuto nella cucina della sindaca Laura Castelletti: ospite «di tazzina» l’allora presidente della FeralpiSalò Giuseppe Pasini, di lì a poco diventato numero uno dell’Union Brescia con accanto diversi imprenditori del territorio. Al di là dei risultati sportivi, il 2025 dello sport bresciano è stato senza dubbio segnato dalle vicende legate al Brescia. Da metà maggio a metà luglio, due mesi quasi surreali, in cui i tifosi sono passati dalla gioia alle lacrime, dalla speranza alla «rinascita».

Momenti

I tifosi del Brescia davanti al Rigamonti
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I tifosi del Brescia davanti al Rigamonti

Il Brescia ha festeggiato la salvezza in serie B sul campo martedì 13 maggio, quindi vissuto il dramma della penalizzazione con tanto di retrocessione in C da domenica 18 in poi. Illudendosi prima che Massimo Cellino, anche (e soprattutto) contro i suoi interessi economici, mai avrebbe buttato via tutto, per poi maturare la triste certezza che l’imprenditore sardo non avrebbe mai fatto alcuna mossa per salvare la società, calpestando (ma non cancellando) 114 anni di storia. E così ai primi di giugno, a fallimento ufficiale, ecco il Comune scendere in campo, convocare a un tavolo FeralpiSalò, Lumezzane e Ospitaletto, fino alla fumata bianca con Giuseppe Pasini.

Ciliegina sulla torta, far nascere ufficialmente in Loggia l’Union Brescia il 17 luglio, giorno in cui vide luce il Brescia Calcio nel 1911, ma anche data (il 17) particolarmente invisa a Massimo Cellino.

Sorrisi

Matteo Cotelli festeggia con i tifosi a Reggio Emilia - © Ceretti / Ciamillo-Castoria
Matteo Cotelli festeggia con i tifosi a Reggio Emilia - © Ceretti / Ciamillo-Castoria

Fin qui le montagne russe biancazzurre, ma il 2025 per lo sport bresciano è stato anche ricco di sorrisi.

La Germani Pallacanestro Brescia, prima di tutti, capace di regalare non solo ai suoi tifosi, ma a tutto un territorio, la finale scudetto contro la Virtus Bologna. Persa, vero, ma è come se la squadra di Poeta avesse comunque trionfato. Perché le gioie regalate tra campionato e play off sono state immense.

E poi i sorrisi mondiali di Bellandi e Danesi nel judo e nel golf, al pari di quelli di Camilla Almici nel tiro dinamico e di Federico Bicelli nel nuoto paralimpico. Per loro la felicità di salire sul gradino più alto del podio, per gli appassionati la possibilità di esultare davanti a trionfi incredibili. Emozioni forti, come quelle regalate da Christian Scaroni, che ha riportato a Brescia una tappa del Giro d’Italia dopo sei anni. Unico italiano a tagliare il traguardo a braccia alzate in una frazione della Corsa Rosa. Da applausi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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