Cinque. Come le dita di una mano. Quella mano che la panchina sta dando alla squadra. Sono infatti ben cinque i gol arrivati dai subentrati in queste prime dodici giornate: numero che pone il Brescia in testa a questa particolare statistica nel girone A. In testa, insieme proprio alla prossima avversaria, il tosto e qualitativo Arzignano.
La sfida di venerdì sera sarà dunque anche un duello tra...panchine: non solo per una questione di mosse scacchistiche tra i due allenatori Corini e Di Donato, ma proprio per il ruolo che potranno avere i cambi in termini di apporto di decisività. Focus sul Brescia che ha raggiunto il traguardo del primato di panchina premium segnando addirittura due gol con giocatori entrati in campo in corsa.
Il riepilogo
Cinque reti in tutto dalla panchina su 23 complessive che fanno il 21,8 % delle reti messe a segno dai biancazzurri: percentuale di tutto rispetto. Tutti gol arrivati nelle ultime cinque giornate. Ha aperto la serie Spagnoli, entrato in campo ad inizio ripresa in luogo di Armati, con la precisa incornata al 97’ in quel di Lecco per il 2-2 finale.

La seconda perla è sempre quella di un attaccante, Pellegrini: entrato al 76’ proprio al posto del collega di reparto Spagnoli, ha impiegato meno di un minuto per piazzare il mancino chirurgico nell’angolino del portiere della Pro Vercelli mettendo la ceralacca sul 2-0.
Anche la terza «incisione» riguarda un protagonista del reparto avanzato, seppur in questo caso si parli di trequarti. Davide Di Molfetta, entrato al 61’ al «Città di Gorgonzola», ha siglato all’86’ il momentaneo e purtroppo illusorio 1-1 con la Giana con un tocco al volo su assist di Rizzo Pinna. Il pokerissimo è recentissimo e riguarda il 4-0 rifilato alla Folgore Caratese.
Due gol che hanno chiuso definitivamente la contesa a firma di Boci – entrato al 58’ – con una scivolata sotto misura su splendida palla difesa con i denti da Casasola e da Spagnoli (al suo secondo gol da subentrato) che ha voluto emulare il compagno di reparto Pellegrini in quanto a rapidità visto che il suo tap in vincente di mancino è arrivato una trentina di secondi dal suo ingresso in campo al 75’. «L’attenzione e la concentrazione con cui entrano in campo i subentrati – ha affermato Corini – ha portato spesso gol alla squadra.
E questo fa capire l’importanza di tutta la rosa. L’anno scorso, a causa della miriade di infortunati, mi voltavo durante le partite e non avevo opzioni. Le possibilità di scelta di quest’anno fanno la differenza». Per un Brescia che, con gli innesti dei nuovi arrivi e con la speranza che la jella cambi punto di osservazione, ha davvero la possibilità di cambiare, o di mettere in cassaforte, le partite in corsa.
E questo, grazie alla qualità di una rosa che difficilmente possono vantare le avversarie. Rosa che, nella sua completezza, deve essere sempre sul pezzo per una squadra che ha come traguardo il massimo. I punti che possono (e devono) fare la differenza arrivano anche dalla panchina. Quella che sta dando una grossa mano e che a maggior ragione potrà essere utile contro la più diretta delle concorrenti in questa specialità.
Il traguardo pieno d’orgoglio
Sommando tutte le sue panchine in biancazzurro tra vecchio e nuovo Brescia, Eugenio Corini ha tagliato (il 4 ottobre a Lecco) e superato il traguardo della tripla cifra (ora è a 105 presenze).

Questo martedì mattina in occasione dell’annuale visita alla Feralpi, Giuseppe Pasini ha premiato il tecnico: «Raggiungere le cento panchine con questi colori è per me motivo di grande orgoglio. Sono profondamente legato a Brescia, alla sua gente e a questa terra, che considero casa mia. Ringrazio il presidente Pasini per questo gesto e tutti quelli che mi hanno permesso di raggiungerlo. Come gli imprenditori e i lavoratori bresciani, anche noi vogliamo dare il massimo per rappresentare questa terra con orgoglio e attaccamento e raggiungere – la chiosa del tecnico – il nostro obiettivo, con la stessa determinazione, il carattere e lo spirito di sacrificio che contraddistinguono Brescia e il suo popolo. Abbiamo nel gruppo tutte le caratteristiche giuste».



