No Crespi, no problem. Da quando il Brescia ha saputo di dover percorrere un bel pezzo di strada senza il suo bomber, si è rimboccato le maniche. L’hanno fatto soprattutto i suoi giocatori offensivi. È una qualità insita in questa squadra, che oltre ad avere il migliore attacco del girone (ventitré gol) è pure quella che ha mandato a segno più giocatori. Dodici, come il Treviso e uno in più del Cittadella.
Dalla trequarti

Di Molfetta non è stato particolarmente brillante contro la Folgore Caratese, ma a quella partita era arrivato con due gol e un assist nelle ultime tre in saccoccia, Coppa Italia compresa. Nel suo caso le tre presenze consecutive fanno più notizia di tutto il resto: l’ultima volta gli era capitato a cavallo tra febbraio e marzo, prima dell’infortunio che l’ha tenuto fermo per mesi. Primi germogli di una continuità che, dovesse reggere, consegnerebbe a Corini un’arma in più utilissima. Un dodicesimo da gestire nel minutaggio, ma che contro le difese schierate (seccatura con la quale il Brescia fa spesso i conti) ha le qualità per far distillare più veleno alla manovra.

A Carate Brianza ha giocato in coppia con Rizzo Pinna, un altro che ha saputo caricarsi la squadra sulle spalle dopo lo stop di Crespi. Contro Cittadella e Folgore ha firmato due gol molto diversi: l’arcobaleno dipinto con i veneti è un concentrato di qualità, domenica è stato caparbio e opportunista. Carattere e tecnica. E ora il fantasista con 4 gol è anche il capocanoniere di squadra alla quale tanto per gradire ha portato anche 3 assist.
Tornando a bomba, il Brescia ha bisogno di entrambi, lui li sta tirando fuori al momento giusto. L’altra buona notizia, restando sulla trequarti, è che Marras sta accelerando: mezza dozzina di minuti in campionato col Cittadella, 25 in coppa e 36 con la Folgore. Sempre una tacca in più. Al punto che la maglia da titolare può essere davvero dietro l’angolo.
I due centravanti

Se l’Union ha tenuto alto il livello della propria produzione offensiva, però, non lo deve soltanto ai propri trequartisti. Nelle ultime due di campionato, l’unico centravanti di ruolo precettabile per guidare il reparto dall’inizio è stato Jacopo Pellegrini. Contro il Cittadella si è mosso bene e ha conquistato la punizione trasformata da Rizzo Pinna. A Carate Brianza ha pure trovato il gol, il secondo in C dopo quello alla Pro Vercelli.

Ha già battuto il bottino del girone d’andata a Trento: un anno fa si fermò a un solo gol nelle prime diciannove. Poi, superato il giro di boa, ne fece otto in quello di ritorno. Magari non ripeterà quei numeri, visto che a Brescia il minutaggio è più limitato, ma a Corini basterebbe che seguisse quell’andamento crescente. Con Crespi fuori dai giochi ha timbrato pure Spagnoli, che ha firmato il poker domenica. Un gol che non ha lo stesso peso del 2-2 a Lecco in pieno recupero, ma certifica la risposta di un reparto che ha saputo compattarsi e reagire a un’assenza così pesante.




