Quando si parla di malattie sessualmente trasmissibili, il pensiero corre subito all’Hiv. Non è però l’unica infezione a destare preoccupazione: sono infatti in aumento anche i casi di clamidia, gonorrea, Mpox e sifilide. A metterlo in evidenza è il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) nel report diffuso in primavera. E a confermarlo sono i dati di Ats Brescia, riferiti alla nostra provincia, Valcamonica esclusa: i casi confermati di queste quattro infezioni sono passati dai 307 del 2023 ai 621 del 2025 e sono già 313 quest’anno.
Clamidia e Gonorrea
Come ci spiega la dottoressa Anna Caruana, responsabile della Struttura Malattie Infettive dell’Agenzia di tutela della salute di Brescia, la Clamidia è la malattia che, tra quelle monitorate, ha registrato l’aumento maggiore. I nuovi casi segnalati sono, infatti, più che triplicati: erano 49 nel 2023, sono stati 185 l’anno scorso e sono già 119 in questa parte del 2026.
L’aumento è stato importante anche per la Gonorrea, altra malattia sessualmente trasmissibile: dai 68 casi del 2023 si è passati ai 174 del 2025 e ai 102 di quest’anno. Si tratta di infezioni batteriche che spesso non provocano sintomi, ma possono avere conseguenze anche gravi se non diagnosticate e trattate. Tra le complicanze più rilevanti c’è la malattia infiammatoria pelvica e l’infertilità. Quando presenti, i sintomi più frequenti di queste due infezioni consistono in secrezioni genitali, dolore pelvico, prurito e bruciore alla minzione.
Mpox
Numeri piccoli, ma comunque in aumento, riguardano il Mpox, malattia infettiva causata dal Monkeypox virus e nota anche come vaiolo delle scimmie: nel 2026 i casi sono già sei a fronte dei tre del 2023. Si può manifestare con febbre, linfonodi ingrossati ed eruzioni cutanee che evolvono in vescicole e croste.
Sifilide
Tra le infezioni monitorate, la Sifilide è quella che registra il numero più alto di casi: 814 negli ultimi tre anni e mezzo (dei quali 187 nel 2023 e 257 nel 2025). Di origine batterica, si manifesta con una lesione ulcerativa (sifiloma) indolore sui genitali e si cura con terapia antibiotica. Senza trattamento la lesione guarisce spontaneamente, ma l’infezione continua a progredire: può arrivare agli stadi secondario e terziario e, anche a distanza di anni, coinvolgere il sistema nervoso centrale e il cuore, fino a mettere a rischio la vita.
Fondamentale la diagnosi precoce
Come sottolinea la dottoressa Caruana, queste quattro infezioni sessualmente trasmissibili colpiscono soprattutto gli uomini: otto casi su dieci. In un caso su due l’infezione viene contratta entro i 39 anni e oltre il 70% dei pazienti ha meno di 50 anni. Prevenzione e diagnosi precoce restano quindi fondamentali.
Un punto di riferimento è il Centro delle infezioni sessualmente trasmesse degli Spedali Civili, che dispone anche di un polo territoriale in via Arturo Reggio, in città, ad accesso gratuito e senza impegnativa del medico di famiglia (informazioni su orari e prenotazioni sul sito della Asst).
Hiv, cosa è cambiato
Sul fronte, invece, dell’Hiv, i dati 2025 di prevalenza che riguardano la nostra provincia sono stabili: convivono con questa infezione tre persone ogni mille abitanti. Le nuove diagnosi sono all’incirca 70 l’anno e riguardano soprattutto gli uomini. Due su tre interessano persone tra i 20 e i 50 anni. Come evidenzia la dottoressa Caruana, a preoccupare è l’aumento delle infezioni diagnosticate già in fase di Aids conclamata: si tratta di quasi un caso su quattro. Nel complesso, la metà delle diagnosi arriva in una fase già avanzata dell’infezione.
Un dato rilevante sia per il paziente, che rischia una qualità e un’aspettativa di vita peggiori rispetto a chi riceve la diagnosi nelle fasi iniziali, sia per la salute pubblica: un’infezione da Hiv non riconosciuta per anni può infatti contribuire alla diffusione del virus. Da qui una raccomandazione che vale per tutte le infezioni a trasmissione sessuale: in caso di comportamenti a rischio è importante sottoporsi periodicamente ai test anche in assenza di sintomi.




