Giornata contro l’Hpv, la prevenzione passa da vaccino e screening

Si celebra oggi, 4 marzo, in tutto il mondo: è l’occasione per chiarire quali sono le armi per contrastare l’infezione da Papillomavirus, all’origine del tumore della cervice uterina
Insieme contro le infezioni da Hpv
Insieme contro le infezioni da Hpv
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Un virus molto diffuso, spesso silenzioso, ma prevenibile. Oggi, 4 marzo, si celebra la Giornata mondiale dedicata all’Hpv o Papillomavirus. Un’occasione per accendere i riflettori su un’infezione molto comune e sulle armi a disposizione per contrastarla: vaccinazione e screening.

Il vaccino

Il Papillomavirus è infatti all’origine del tumore della cervice uterina, la prima neoplasia che l’Organizzazione mondiale della Sanità ha riconosciuto come completamente riconducibile a un’infezione. Un dato che apre una prospettiva concreta: con strategie efficaci di prevenzione questa malattia può essere ridotta drasticamente.
La prima linea di difesa è il vaccino, disponibile da anni e in grado di prevenire l’infezione da alcuni dei ceppi più pericolosi del virus. L’efficacia è massima se la vaccinazione viene effettuata prima dell’esposizione al virus, quindi prima dell’inizio dell’attività sessuale. 

In Lombardia la vaccinazione è offerta gratuitamente alle ragazze e ai ragazzi tra gli 11 e i 12 anni, con chiamata attiva dei centri vaccinali delle Asst. Chi non si è vaccinato può farlo gratuitamente fino ai 26 anni compiuti su richiesta. Per le ragazze che non hanno ricevuto il vaccino in precedenza, l’offerta viene riproposta anche a 25 anni in occasione del primo accesso allo screening per il tumore della cervice uterina.

La vaccinazione è inoltre garantita gratuitamente ad alcune categorie considerate a maggior rischio: donne trattate per lesioni di grado 2 (CIN2+) o superiore della cervice uterina, persone con infezione da Hiv e soggetti con comportamenti ad aumentato rischio di infezione.

Sviluppo lento 

Nella maggior parte delle situazioni l’infezione da Papillomavirus passa inosservata e si risolve spontaneamente: nel 50% dei casi entro un anno e nell’80% entro due anni. Alcune volte, però, il virus può persistere e provocare alterazioni cellulari che nel tempo possono evolvere in lesioni pretumorali.

Il processo è lento: tra l’infezione e la comparsa delle prime lesioni possono trascorrere circa cinque anni, mentre lo sviluppo di un eventuale tumore può richiedere anche vent’anni. Proprio questo lungo intervallo offre una possibilità preziosa: intercettare e trattare le lesioni prima che diventino pericolose. Qui entra in gioco lo screening.

Screening gratuiti

Poiché l’infezione e le eventuali lesioni non danno quasi mai sintomi e spesso non sono individuabili con una normale visita ginecologica, i controlli periodici diventano fondamentali. Gli strumenti sono due. Il Pap test, che individua eventuali alterazioni cellulari, e il test HPV, che accerta la presenza di virus ad alto rischio a livello della cervice uterina.

Il Pap test viene proposto ogni tre anni alle donne tra i 25 e i 29 anni non vaccinate entro i 15 anni. In questa fascia d'età questo è l'esame più indicato, poiché il test Hpv individuerebbe numerose infezioni destinate nella maggior parte dei casi a scomparire spontaneamente.

Le donne di età compresa tra i 30 e i 64 anni, invece, viene proposto il test Hpv con un intervallo di cinque anni tra un controllo e l’altro. In questi casi, qualora si riscontrasse un'infezione, lo stesso campione viene utilizzato anche per l'esecuzione del Pap-test, che permette di individuare eventuali alterazioni, consentendo di programmare i successivi controlli nella maniera più appropriata.

Anche durante la gravidanza lo screening può essere eseguito ed è raccomandato nel primo trimestre. Un controllo semplice, ma decisivo, che insieme alla vaccinazione rappresenta lo strumento più efficace per fermare sul nascere una malattia che oggi, grazie alla prevenzione, può davvero essere sconfitta.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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