Salute e benessere

Come scegliere la crema solare giusta, leggendo bene l’etichetta

Il cosmetologo Stefano Bugliaro ci aiuta a fare chiarezza sulla scelta e sull’uso della crema solare, sfatando anche qualche mito
Daniela Affinita
Scegliere la giusta crema solare è fondamentale
Scegliere la giusta crema solare è fondamentale

Con l'estate torna la voglia di sole, mare e tintarella. Ma siamo davvero sicuri di proteggere correttamente la nostra pelle? Dalla scelta del fattore di protezione alla differenza tra filtri chimici e minerali, passando per i falsi miti più diffusi sull'abbronzatura, abbiamo fatto il punto con il cosmetologo Stefano Bugliaro.

Con l'arrivo dell'estate, qual è l'errore più frequente che le persone commettono nell'utilizzo delle creme solari?

Usare un fattore di protezione troppo basso o, peggio ancora, non usare alcuna protezione.

Come si sceglie il fattore di protezione (Spf) più adatto? Esistono differenze in base a fototipo, età e stile di vita?

Andrebbe sempre utilizzata, al di là del fototipo cutaneo, una protezione molto alta (50 o 50+) all'inizio dell'esposizione al sole, passando eventualmente a una protezione 30 dopo circa una settimana dall'inizio dell'esposizione.

Molte persone pensano che con una protezione 50 non ci si abbronzi. È davvero così?

Assolutamente no, esporsi al sole con una protezione molto alta dà la possibilità alla pelle di sviluppare melanina in modo equilibrato. L'abbronzatura finale sarà bellissima, dorata e duratura, perché si evita di passare attraverso l'eritema.

Il cosmetologo Stefano Bugliaro
Il cosmetologo Stefano Bugliaro

Cosa dovremmo controllare sull'etichetta di una crema solare prima di acquistarla?

Il valore dell'SPF, la presenza del pittogramma della protezione UVA e, naturalmente, le caratteristiche specifiche del prodotto. 

Come si legge correttamente l'INCI e quali ingredienti meritano maggiore attenzione da parte del consumatore?

Gli ingredienti più importanti in una crema solare sono sicuramente i filtri UV. Nel prodotto possono essere presenti in forma chimica, minerale oppure entrambe. Si tratta di molecole complesse e non sempre è facile individuarle all'interno della lista INCI. 

C'è una differenza sostanziale tra filtri solari chimici e filtri minerali? Quali sono vantaggi e limiti di ciascuna categoria?

La differenza è sostanziale, i filtri chimici assorbono ed estinguono sulla pelle la radiazione solare, mentre i filtri fisici la riflettono. Sicuramente, ad oggi, i filtri minerali sono considerati più sicuri, ma presentano alcuni limiti in termini di performance. Ecco perché molti produttori scelgono di utilizzare entrambe le categorie all'interno dello stesso prodotto. 

Negli ultimi anni si è parlato molto di ingredienti controversi. Quali sono le valutazioni scientifiche più aggiornate sulla sicurezza dei filtri UV?

Il progresso scientifico nel campo dei filtri solari, così come in quello degli ingredienti cosmetici in generale, è più che mai attivo e continua a lavorare per limitare o eliminare qualsiasi molecola potenzialmente dannosa per la pelle. I filtri attualmente ammessi all'uso sono sicuri se impiegati nelle percentuali consentite dalla normativa vigente.

In estate occorre proteggere la pelle dal sole
In estate occorre proteggere la pelle dal sole

I prodotti più costosi garantiscono davvero una protezione migliore rispetto a quelli della grande distribuzione?

Assolutamente no, recenti studi di settore hanno evidenziato come prodotti solari venduti nella grande distribuzione o nei discount si siano rivelati più performanti, più stabili e con un SPF dichiarato più corretto rispetto ad alcune referenze provenienti da canali premium come farmacia e profumeria.

Una crema solare aperta l'estate precedente può essere utilizzata anche quella successiva?

I prodotti solari sono referenze stagionali, alla fine dell'estate andrebbero eliminati e sostituiti con prodotti nuovi la stagione successiva. I filtri contenuti nelle emulsioni o nei gel solari tendono infatti a subire un decadimento fisiologico con il passare dei mesi. Per questo un prodotto conservato per un anno potrebbe aver perso anche oltre il 50% del proprio SPF dichiarato. 

Quanto prodotto dovremmo applicare realmente per ottenere il livello di protezione indicato in etichetta?

È sufficiente applicare il prodotto solare su viso e corpo in maniera omogenea, evitando di lasciare scoperte zone della pelle, soprattutto quelle più sensibili. 

Ogni quanto tempo è necessario riapplicare la protezione durante la giornata?

L'ideale sarebbe riapplicare il prodotto solare dopo ogni immersione in mare o in piscina, soprattutto se prolungata, e in ogni caso almeno ogni due ore. 

Quali differenze ci sono tra creme, spray, stick e oli solari? Esistono formati più efficaci di altri?

Non esistono formati più efficaci di altri, perché a guidare la protezione è il valore dell'SPF. Le diverse forme cosmetiche oggi disponibili sul mercato garantiscono ciascuna un'esperienza d'uso differente, molto dipende dalle abitudini personali e dalle preferenze individuali. 

I prodotti doposole hanno una reale utilità cosmetica e dermatologica oppure sono sostituibili con una normale crema idratante?

I prodotti doposole sono studiati specificamente per svolgere un'attività lenitiva, disarrossante e calmante della pelle e per questo sono sempre da preferire a una normale crema idratante. È importante, dopo una giornata trascorsa al sole, reidratare la pelle e non lasciarla senza aver applicato, dopo la doccia serale, un'emulsione emolliente e restitutiva. 

Guardando al futuro, quali innovazioni stanno cambiando il settore dei cosmetici solari e della fotoprotezione?

Anche in questo campo il progresso tecnologico dell'industria delle materie prime sta sviluppando molecole sempre più performanti e soprattutto sicure, sia nel mondo dei filtri chimici sia in quello dei filtri minerali. In particolare, si stanno studiando forme di zinco e titanio sempre più micronizzate, ma non nano, che rendono il prodotto più gradevole all'uso e al tempo stesso funzionale anche per ottenere elevati livelli di SPF.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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