D’estate il bagno al lago è uno dei modi più piacevoli per trovare refrigerio dal caldo. Tra nuotate e giornate in spiaggia, però, possono nascondersi anche alcuni fastidi per la pelle, come la cosiddetta dermatite del bagnante, un’irritazione cutanea provocata dal contatto con parassiti presenti nell’acqua.
Ne abbiamo parlato con Roberta Ferranti, direttore del Servizio igiene e sanità pubblica di Ats Brescia. «La dermatite del bagnante, o dermatite da cercarie - spiega - è causata da un parassita degli uccelli acquatici, la cercaria, che entra in contatto con la pelle dell’uomo».
Le conseguenze sono generalmente lievi, ma fastidiose: «Nella maggior parte dei casi compare prurito – prosegue –. Nelle persone più sensibili possono presentarsi anche piccole pustole, che tendono comunque a scomparire nell’arco di uno o due giorni».
Come comportarsi
La dottoressa Ferranti invita però a non creare allarmismi: «Si tratta di situazioni fastidiose, ma non gravi. Non siamo di fronte a emergenze sanitarie». La presenza delle cercarie non rende infatti una spiaggia non balneabile, come invece accade in caso di contaminazione da Escherichia coli o Enterococchi fecali.
Se compaiono i sintomi, il consiglio è di contattare il medico di famiglia e applicare impacchi freschi e valutare. In caso di prurito molto forte si può ricorrere ad antistaminici. L’utilizzo di farmaci è solo su indicazione medica.
La prevenzione passa soprattutto da due accorgimenti. «È importante fare subito la doccia dopo il bagno al lago – conclude Ferranti – ed evitare di dare da mangiare agli uccelli acquatici. Avvicinandosi alla riva, infatti, rilasciano attraverso le feci il parassita, che nell’uomo trova un ospite intermedio».
Il divieto

Evidenzia questo concetto anche Daria Barberis, direttore del Dipartimento Igiene e Prevenzione Sanitaria di Ats Brescia: «Ats svolge da anni un’attività costante di monitoraggio delle acque lacustri per garantire la sicurezza della balneazione e individuare tempestivamente eventuali criticità».
«Di fondamentale importanza è la collaborazione con i sindaci del territorio, al fine di condividere eventuali interventi che risultino necessari per garantire la sicurezza delle acque e delle spiagge dei laghi bresciani, come ad esempio nel caso dell’apposizione di cartelli di divieto di alimentare gli animali che vivono nelle aree lacustri».
«Si richiama infatti l’attenzione – conclude – su un atteggiamento purtroppo ancora molto diffuso, che è quello di alimentare papere e anatre: comportamento che favorisce l’accumulo di deiezioni e la diffusione delle cercarie, responsabili della dermatite del bagnante, fenomeno che risulta in aumento e particolarmente fastidioso per chi frequenta i nostri laghi».




