La retina è una delle strutture più delicate e fondamentali dell’occhio. A spiegarne il ruolo, le principali patologie e l’importanza della diagnosi precoce è il dottor Nicola Canali, nuovo responsabile dell’U.O. di Oculistica di Fondazione Poliambulanza, ospite a «Obiettivo Salute».
Dottor Canali, che cos’è la retina e qual è la sua funzione?
La retina è la struttura nervosa che riveste la parte posteriore dell’occhio ed è fondamentale per la visione, possiamo immaginarla come una sorta di “pellicola fotografica” che cattura le immagini e le trasforma in segnali nervosi che arrivano al cervello.
Quali sono le principali patologie che colpiscono la retina?
Le patologie retiniche sono molte, tra le più frequenti troviamo la degenerazione maculare legata all’età, le retinopatie diabetiche e i distacchi di retina. Sono condizioni diverse, ma tutte potenzialmente molto serie se non diagnosticate in tempo.
Quali sono i sintomi che devono far scattare un campanello d’allarme?
Il sintomo principale è un calo improvviso o progressivo della vista, altri segnali importanti sono la distorsione delle immagini, la visione di macchie scure o «mosche volanti» e la sensazione di una zona d’ombra nel campo visivo. Tutti questi sintomi vanno sempre valutati rapidamente da uno specialista.

Chi è più a rischio di sviluppare malattie della retina?
Sicuramente i pazienti diabetici, le persone con ipertensione e gli anziani. Anche la familiarità può avere un ruolo in alcune patologie, per questo è importante sottoporsi a controlli periodici, soprattutto se si rientra in queste categorie.
Il diabete può influire sulla salute della retina?
Sì, in modo molto importante, la retinopatia diabetica è una delle principali cause di perdita visiva prevenibile. Un controllo glicemico non adeguato può danneggiare i piccoli vasi della retina e compromettere la vista.
Come si curano oggi le patologie retiniche?
Negli ultimi anni la retina ha beneficiato enormemente dei progressi tecnologici, oggi disponiamo di terapie farmacologiche intraoculari, trattamenti laser e chirurgia vitreoretinica sempre più precisa e meno invasiva. Questo ha migliorato molto la prognosi di molte malattie.
Che ruolo ha oggi la chirurgia laser?
Il laser è uno degli esempi più evidenti del progresso tecnologico in oculistica. Non si tratta di un unico strumento, ma di più laser utilizzati in sala operatoria. Il loro funzionamento si basa sul trasferimento di energia che consente una microdisruzione del tessuto, molto più precisa rispetto a una lama chirurgica tradizionale. Questo permette interventi più accurati e meno traumatici per l’occhio.
In che modo è cambiata la chirurgia della cataratta grazie alla tecnologia?
Negli ultimi vent’anni la chirurgia oculistica è cambiata completamente, oggi le incisioni sono estremamente piccole e il recupero del paziente è molto più rapido. La cataratta viene frammentata, anche con l’ausilio del laser, e aspirata, mentre viene inserita una lente artificiale calibrata per garantire una visione corretta.

La tecnologia ha cambiato anche il lavoro dei chirurghi?
Sì, in modo significativo, oggi la tecnologia permette una grande standardizzazione delle procedure, rendendo possibile ottenere risultati molto simili tra chirurghi esperti e giovani. Questo ha accelerato l’apprendimento e migliorato la sicurezza degli interventi, in pochi anni i macchinari sono diventati sempre più evoluti e precisi, cambiando radicalmente la pratica operatoria.
Quando è necessario intervenire chirurgicamente sulla retina?«L’intervento si rende necessario soprattutto nei casi di distacco di retina o nelle forme avanzate di patologie vitreoretiniche. L’obiettivo è sempre intervenire tempestivamente per preservare la funzione visiva.
Quanto è importante la prevenzione?
È fondamentale, molte patologie retiniche, nelle fasi iniziali, possono essere asintomatiche. Per questo la visita oculistica periodica è essenziale per una diagnosi precoce e per evitare danni irreversibili, qualsiasi cambiamento della vista non va mai sottovalutato. Intervenire precocemente può fare la differenza tra il recupero della funzione visiva e una perdita permanente.



