Salute e benessere

L’assessore Bertolaso visita tre Case di comunità in provincia

Il titolare del Welfare in città e a Gardone Valtrompia: «Strutture, personale e servizi ci sono: ora bisogna diffonderne la conoscenza»
Barbara Fenotti
La Casa di comunità di via Marconi - © www.giornaledibrescia.it
La Casa di comunità di via Marconi - © www.giornaledibrescia.it

Le strutture ci sono e i servizi aumentano. Adesso la sfida è fare in modo che i cittadini sappiano cosa possono trovare dentro una Casa di comunità e quando rivolgersi a questi presidi anziché all’ospedale. È questo il passaggio principale che accompagna la crescita delle realtà di Gardone Valtrompia, via Marconi e via Corsica a Brescia, dove la sanità di prossimità comincia a tradursi in prestazioni, specialisti e percorsi di presa in carico.

A fare il punto ieri è stata una giornata di visite nelle tre sedi, utile soprattutto per mettere a fuoco ciò che già viene offerto e quello che dovrà crescere nei prossimi mesi.

Vocazione e nuove funzioni

Un caso particolare è quello di via Corsica, che nasce come poliambulatorio specialistico e mantiene questa vocazione, affiancandola alle funzioni proprie della Casa di comunità. «Resta un ambulatorio extraospedaliero al quale si aggiunge, però, la Casa di comunità con tutti i suoi servizi», ha spiegato il direttore sanitario dell’Asst Spedali Civili Enrico Burato. Qui trova spazio anche la regia della presa in carico delle 282 malattie rare seguite dagli Spedali Civili. I centri specialistici rimangono all’interno dei reparti, compresi quelli pediatrici, mentre una parte del percorso successivo al trattamento ospedaliero viene trasferita sul territorio e integrata anche con la psicologia clinica. A questo si aggiunge l’assistenza domiciliare, altro tassello di un modello che punta a seguire il paziente anche fuori dalle strutture sanitarie.

È proprio sul rapporto tra ospedale e prossimità che si gioca buona parte della riorganizzazione. «Quello che stiamo realizzando è un passaggio importante dalla medicina più concentrata sull’ospedale a una vera e propria medicina territoriale», ha sottolineato l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso. Un cambiamento che, ammette lo stesso assessore, «deve ancora diventare familiare alla popolazione».

L’obiettivo è che tra la fine dell’anno e l’inizio del prossimo i cittadini abbiano più chiaro il funzionamento del nuovo sistema e le opportunità disponibili vicino a casa. Un ruolo centrale continuerà naturalmente a spettare al personale. Bertolaso ha evidenziato la presenza di professionalità e giovani operatori, sottolineando come «ambienti moderni e tecnologicamente attrezzati possano contribuire a rendere più attrattivo il lavoro nella sanità di prossimità».

Due cardini in valli

La cerimonia alla Casa di comunità di Gardone Valtrompia
La cerimonia alla Casa di comunità di Gardone Valtrompia

Il percorso riguarda anche Gardone Valtrompia, dove Casa e Ospedale di comunità rappresentano due cardini della riorganizzazione valligiana, e la sede cittadina di via Marconi. Tre realtà diverse inserite nello stesso disegno: intercettare bisogni che non richiedono necessariamente il ricorso all’ospedale e garantire continuità tra cure, specialistica e domicilio. «Queste strutture rappresentano un investimento importante per avvicinare i servizi ai cittadini e dare risposte sempre più integrate ai bisogni delle comunità», ha osservato l’assessora regionale Simona Tironi.

La prospettiva indicata è quella di aumentare progressivamente le prestazioni erogate sul territorio «fino ad arrivare al domicilio della popolazione». La visita di ieri, alla quale hanno preso parte anche i vertici di Ats Brescia e Asst Spedali Civili, ha quindi fotografato un sistema ancora in evoluzione e chiamato ora alla prova più concreta: diventare riconoscibile e facilmente accessibile per chi ha bisogno di assistenza, facendo delle Case di comunità un riferimento quotidiano per i cittadini.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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