Le strutture ci sono e i servizi aumentano. Adesso la sfida è fare in modo che i cittadini sappiano cosa possono trovare dentro una Casa di comunità e quando rivolgersi a questi presidi anziché all’ospedale. È questo il passaggio principale che accompagna la crescita delle realtà di Gardone Valtrompia, via Marconi e via Corsica a Brescia, dove la sanità di prossimità comincia a tradursi in prestazioni, specialisti e percorsi di presa in carico.
A fare il punto ieri è stata una giornata di visite nelle tre sedi, utile soprattutto per mettere a fuoco ciò che già viene offerto e quello che dovrà crescere nei prossimi mesi.
Vocazione e nuove funzioni
Un caso particolare è quello di via Corsica, che nasce come poliambulatorio specialistico e mantiene questa vocazione, affiancandola alle funzioni proprie della Casa di comunità. «Resta un ambulatorio extraospedaliero al quale si aggiunge, però, la Casa di comunità con tutti i suoi servizi», ha spiegato il direttore sanitario dell’Asst Spedali Civili Enrico Burato. Qui trova spazio anche la regia della presa in carico delle 282 malattie rare seguite dagli Spedali Civili. I centri specialistici rimangono all’interno dei reparti, compresi quelli pediatrici, mentre una parte del percorso successivo al trattamento ospedaliero viene trasferita sul territorio e integrata anche con la psicologia clinica. A questo si aggiunge l’assistenza domiciliare, altro tassello di un modello che punta a seguire il paziente anche fuori dalle strutture sanitarie.
È proprio sul rapporto tra ospedale e prossimità che si gioca buona parte della riorganizzazione. «Quello che stiamo realizzando è un passaggio importante dalla medicina più concentrata sull’ospedale a una vera e propria medicina territoriale», ha sottolineato l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso. Un cambiamento che, ammette lo stesso assessore, «deve ancora diventare familiare alla popolazione».
L’obiettivo è che tra la fine dell’anno e l’inizio del prossimo i cittadini abbiano più chiaro il funzionamento del nuovo sistema e le opportunità disponibili vicino a casa. Un ruolo centrale continuerà naturalmente a spettare al personale. Bertolaso ha evidenziato la presenza di professionalità e giovani operatori, sottolineando come «ambienti moderni e tecnologicamente attrezzati possano contribuire a rendere più attrattivo il lavoro nella sanità di prossimità».
Due cardini in valli

Il percorso riguarda anche Gardone Valtrompia, dove Casa e Ospedale di comunità rappresentano due cardini della riorganizzazione valligiana, e la sede cittadina di via Marconi. Tre realtà diverse inserite nello stesso disegno: intercettare bisogni che non richiedono necessariamente il ricorso all’ospedale e garantire continuità tra cure, specialistica e domicilio. «Queste strutture rappresentano un investimento importante per avvicinare i servizi ai cittadini e dare risposte sempre più integrate ai bisogni delle comunità», ha osservato l’assessora regionale Simona Tironi.
La prospettiva indicata è quella di aumentare progressivamente le prestazioni erogate sul territorio «fino ad arrivare al domicilio della popolazione». La visita di ieri, alla quale hanno preso parte anche i vertici di Ats Brescia e Asst Spedali Civili, ha quindi fotografato un sistema ancora in evoluzione e chiamato ora alla prova più concreta: diventare riconoscibile e facilmente accessibile per chi ha bisogno di assistenza, facendo delle Case di comunità un riferimento quotidiano per i cittadini.



