«La guerra ibrida? È una guerra che noi perderemo». I droni attribuiti ai russi? Accuse «totalmente infondate» e quello trovato a Lipsia «sono stati gli ucraini a metterlo là per dare poi la colpa ai russi». In un clima molto rilassato in uno dei bar del Parlamento europeo nel primo giorno di plenaria, Roberto Vannacci è a tutto campo e non risparmia bordate nemmeno alla politica italiana. Futuro Nazionale cresce perché rappresenta «una destra vera, autentica», mentre quella di governo «si è persa per strada». Entrare in un futuro esecutivo con Giorgia Meloni è possibile, ma soltanto sulla base di «un accordo scritto» e senza oltrepassare le sue «linee rosse». Per sé, invece, non reclama poltrone: alla domanda se si vedrebbe agli Esteri o alla Difesa risponde con un triplice «no, no, no».
In sei mesi Futuro Nazionale ha avuto una crescita molto forte. Come se la spiega?
Ce lo spieghiamo perché evidentemente abbiamo interpretato le aspettative dei nostri elettori. Stiamo rappresentando una destra vera, autentica, stiamo portando avanti pensieri, valori e ideali che sono tipici della destra e soprattutto non sono stati annacquati da quattro anni di governo. Questa è la grande differenza, perché quello che portiamo avanti noi non è molto diverso da quello che l’attuale alleanza di centrodestra si proponeva all’inizio del mandato. Solo che poi si è arenata, è arrivata sabbia negli ingranaggi, acqua a non finire, si è diluita. E oggi abbiamo, guarda caso, un presidente del Consiglio che dice che la sua prima priorità è l’Ucraina: è la stessa cosa che dice Schlein. Abbiamo un’alleanza di centrodestra che sostiene una Commissione europea che sostiene il Green Deal, che era il faro della sinistra. Abbiamo una coalizione di centrodestra che dice no alla patrimoniale in Italia, ma poi qua Forza Italia vota le «new resources», che sono nuove tasse, quindi una patrimoniale europea.
PROGETTO "NEGOZIO ITALIANO"
— Roberto Vannacci (@RoVannacci) September 13, 2026
“Negozio Italiano”: questi luoghi non sono semplici attività commerciali, sono radici, tradizioni; sono l’Italia che resiste e che produce, l’Italia che vale davvero.
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Abbiamo un’alleanza di centrodestra il cui faro era la famiglia naturale, ma per la famiglia naturale non ha fatto assolutamente nulla. Sulla sicurezza, punto fondamentale di questa alleanza, hanno appena liberato 10.000 galeotti dalle patrie galere. Hanno fatto l’indulto, ciò che la sinistra non è riuscita a fare. Sulla scuola andiamo avanti con l’Agenda 2030, che promuove l’immigrazionismo, l’ideologia di genere e le politiche di sinistra. Quindi mi chiedo cosa sia rimasto di destra a questa alleanza di centrodestra. Ecco perché stiamo andando forte nei sondaggi.
Ma c’è un altro aspetto che bisogna evidenziare: più andiamo bene nei sondaggi e più diventiamo fascisti, criminali e putinisti. Quindi io mi aspetto che, man mano che saliremo, tutti questi epiteti si andranno ad incrementare. Addirittura una mozione, una denuncia per ricostituzione del partito fascista. E Monti, il guru, che ha detto che a 83 anni una figura come la sua, autorevole senatore a vita, spenderà le ultime energie per contrastarci. Vuol dire che veramente siamo un pericolo, siamo percepiti come un grave pericolo. E io mi immagino che se questi sondaggi dovessero raddoppiare, domani succederebbe la rivoluzione.
Con una crescita così rapida si avvicinano a Futuro Nazionale anche esponenti provenienti da altri partiti. Come selezionerete la vostra classe dirigente?
Il controllo viene fatto all’inizio in maniera molto superficiale, perché poi per iscriversi a un partito basta prendere la tessera. Quello che io dico alle persone che provengono dagli altri partiti è che da noi non esiste nessun collegio blindato. Già lo abbiamo contrastato al Parlamento, dove invece questa alleanza di centrodestra, che dice di avere riportato le preferenze nella legge elettorale, nella realtà non ha riportato nulla. Con i capilista blindati – ha fatto una valutazione YouTrend – un partito che si attesta sul 10% ha il 95% dei suoi eletti solamente nei collegi blindati. Quindi non hanno riportato assolutamente nulla.
Questo è l’altro inciucio di questa alleanza di centrodestra, che alla fine dice, dice, dice, ma non fa quelle cose che la destra si aspetterebbe che faccia. Io non riservo il posto a nessuno. Accetto le persone che si allineano con quelli che sono i nostri principi, valori, ideali. Il primo che sgarra dura quanto un gatto in tangenziale. E poi queste persone ci dimostreranno il loro valore al momento delle elezioni, prendendo i voti, perché faremo in modo di mettere meno persone possibile nei collegi blindati che questa destra ha voluto e che noi non volevamo.
Voi volevate le preferenze?
Noi volevamo le preferenze pure, come nelle elezioni europee, quelle nelle quali sono stato eletto io.
Avete tenuto una sorta di primo congresso. Come si organizzerà ora il partito in vista delle politiche?
Il partito si sta già organizzando perché, a valle del congresso, penso che in tre quarti delle regioni italiane abbiamo già designato i coordinatori regionali e in molte sono stati designati anche i coordinatori provinciali. Man mano che ci avviciniamo alle elezioni, che ancora non sappiamo quando saranno e non sappiamo neanche con quali regole perché non è detto che questa nuova proposta di legge elettorale passi, è chiaro che ci sarà sempre più granularità e ci sarà sempre più organizzazione territoriale di dettaglio. Non ci sono dubbi.
Stanno continuando a crescere i numeri, stanno continuando a crescere gli iscritti. Sabato ero in montagna, sono andato a funghi in un paese di mille persone. Mezzo paese era venuto all’evento. La responsabile ha fatto 35-40 iscritti in un paese disperso sulla montagna della provincia di Parma. Ieri ero a Reggio Calabria: c’erano mille persone solo per un piccolo evento, il lancio delle elezioni suppletive.

Su molti temi lei sostiene posizioni che erano anche quelle di Giorgia Meloni prima di andare al governo. Non potrebbe esserci un terreno d’intesa?
Ma è proprio per quello che dico che le mie linee rosse non sono nulla di particolare né di difficile, perché sono gli stessi propositi che questa alleanza di centrodestra diceva Blocco navale, mai realizzato. Noi diciamo, non dico di fare il blocco navale, ma di fare la remigrazione, che comprende sia il blocco delle entrate sia un notevole incremento delle uscite tramite le espulsioni, ma soprattutto prendendo tutti quei provvedimenti che rendono impossibile la vita agli immigrati. In Italia oggi gli immigrati godono di tutti i sussidi possibili e immaginabili a cui un italiano non può accedere. Dobbiamo togliere quelli. Una volta tolti quelli, l’Italia non diventa più un Paese conveniente per l’immigrazione e gli immigrati se ne vanno in maniera naturale.
Secondo aspetto: via le accise dai carburanti. Se lo ricorda il video di Meloni? Oggi siamo al massimo dei carburanti da quando c’è questo governo. Non si riesce a far nulla, anzi l’Italia si ostina a non importare il petrolio e il gas dalla Russia. Il petrolio lo potrebbe fare tramite triangolazione, come lo hanno fatto tutti i Paesi europei. Prodotto distillato. A parte che oggi non lo possiamo fare più perché il prodotto distillato non viene più esportato dalla Russia, perché Zelensky bombarda le raffinerie russe con le armi che noi gli diamo e quindi è il cane che si morde la coda, ma potrebbe sicuramente comprare molto più gas dalla Russia, come hanno fatto sette, otto, nove Paesi europei, quelli più in vista, che nei primi sei mesi del 2026 hanno incrementato del 150, 160, 145% le importazioni di gas naturale liquefatto.
Questi sono i concetti. Blocco navale, rottamazione della Fornero. Era della Lega, ma anche di questa alleanza, l’avevano detto tutti quanti e invece non è stato fatto assolutamente nulla. Noi diciamo più o meno le stesse cose: parliamo di abbassamento delle tasse, di una politica economica di sostegno alle piccole e medie imprese, abbassamento del cuneo fiscale, defiscalizzazione degli straordinari e degli emolumenti aggiuntivi, tipo la tredicesima, partecipazione agli utili d’impresa da parte dei dipendenti, che trasformerebbe tutti i dipendenti in piccoli proprietari, e quindi rilancio dell’economia.
Poi abbiamo delle posizioni chiarissime da un punto di vista ideologico: fuori l’ideologia di genere dalla scuola, fuori la colpevolizzazione del maschio dalla scuola. Quello che stiamo dicendo adesso: fuori l’educazione sessuo-affettiva dalla scuola. Ricordiamo che è dovere dei genitori educare i figli e non della scuola.
E abbiamo delle posizioni anche in politica estera, ma che derivano dalla nostra priorità assoluta, che sono l’Italia e gli italiani. Basta dare palate di soldi all’Ucraina, basta promuovere un riarmo. Sono previsti 500 miliardi in più per i prossimi dieci anni, in assenza di una minaccia concreta. Perché il riarmo lo si fa sulla base di una minaccia concreta e di uno scenario operativo.
Se si trovasse al governo di un Paese fondatore dell’Unione europea, le sue posizioni non finirebbero per essere più moderate? Molti premier hanno promesso di “battere i pugni” a Bruxelles, ma poi hanno dovuto confrontarsi con gli altri Stati membri.
Noi contiamo proprio che l’Europa cambi perché in Germania AfD ha vinto in Sassonia col 44%. In Francia il Rassemblement National è dato vincente con Marine Le Pen, con qualsiasi esponente si presentasse al ballottaggio. In Spagna Sánchez sta per cadere, è pronto all’alleanza con i popolari per fare il governo. In Austria FPÖ sta raggiungendo quote del 35%.
Poi, nella conformazione del Parlamento europeo, avrà un peso notevolmente maggiore. Certo, abbiamo Ungheria, Bulgaria e Cechia, che sono molto dannunziane, se ne fregano dell’Europa e vanno avanti. In Svezia non sappiamo ancora gli esiti; ma sono arrivati a filo con un’estrema destra, o meglio con una destra vera, che ha raggiunto delle quote che in Svezia erano impensabili. Quindi è l’Europa che cambia, l’Europa che si sta accorgendo che così non va avanti. E noi siamo proprio in quel contesto. Noi vogliamo un’Europa che cambi e vogliamo un’Europa che ritorni a dare impulso alle nazioni sovrane, le consideri dei talenti e non più delle individualità da schiacciare.
Come sono i rapporti con i tedeschi di AfD nel vostro gruppo europeo?
Ottimi.
Sono figure piuttosto controverse.
I miei colleghi che lavorano qua sono organizzati, sono persone colte, sono persone che hanno il senso del lavoro in team. Ed è un ambiente molto più sereno, per esempio, dell’ambiente dei Patriots, con molte meno frizioni. Non ci sono problemi di prevaricazione come invece succedevano nei Patriots, dove i francesi tendevano più o meno a dettare la linea.
Nei Patriots le era stato anche impedito di assumere l’incarico di vicepresidente. Era stato Bardella a opporsi?
Il motivo è che avevano in qualche modo paura delle ripercussioni che ci sarebbero state in Francia, vista la nomea di omofobo e xenofobo che mi ero fatto scrivendo il mio libro. In Francia avevano paventato: «Ma come? Allora lei ha il vicepresidente Vannacci». E lui, in perfetto stile abbastanza cerchiobottista, aveva voluto evitare il problema non accettando la votazione avvenuta all’unanimità della mia elezione.
E delle accuse di neonazismo rivolte ai tedeschi che cosa pensa?
È sempre facile fare accuse. Anche io sono stato accusato di essere filoputinista, di voler ricostituire... Ma le accuse vanno provate, se no sono chiacchiere. Cosa vuol dire nazisti? Io ho visto il programma di AfD: non c’è un punto che non si sposi con la democrazia, non c’è un punto che non si sposi con una visione democratica del futuro. Anzi, AfD viene votata dai cittadini e sono coloro che si dicono democratici che vorrebbero tagliare i fondi che vanno adesso alla Sassonia perché AfD ha vinto e impedire loro di partecipare alla competizione democratica.
Ma guardiamo anche quello che succede in Italia: non sono in pochi quelli che vorrebbero che Futuro Nazionale fosse escluso dalle prossime elezioni. E ci stanno provando in tutti i sensi. Quindi sono coloro che si definiscono democratici che si stanno comportando invece come dei dittatori intolleranti e che cercano di escludere dalla competizione democratica chi invece sta crescendo nei consensi, che è la base della democrazia. Quindi queste accuse di essere nazisti da che cosa derivano?
Però vengono utilizzati anche slogan che risalgono al nazismo.
Io l’ho detto anche a quelli che denunciavano il raduno neonazista Camelot in Trentino. Perché? Perché c’è una canzone violenta, allora sono tutti violenti? Benissimo, io canto e mi piace Francesco Guccini. Una delle canzoni più belle è «La locomotiva», dove Guccini elevava ad eroe un terrorista anarchico che si lancia come una locomotiva sulla stazione di Bologna. Quindi è un nazista anche Guccini?
E ORA CONTINUATE A CHIAMARCI ESTREMISTI.
— Roberto Vannacci (@RoVannacci) September 7, 2026
È UN’ONDA POPOLARE.
Se la metà della popolazione sta con AfD le accuse di estremismo, per definizione, evaporano e svaniscono. L'estremismo sta agli estremi: la metà non può essere estrema. pic.twitter.com/9geIr1D4Gf
Lei oggi ha rapporti con i russi?
Non ne ho.
In passato però ne ha avuti.
Io ne ho avuti. Sono fiero e orgoglioso di averli avuti perché era il mio mestiere. Io dovevo rappresentare la Difesa italiana in Russia e non si può rappresentare un Paese come diplomatico se non si hanno relazioni con il Paese che ti ospita. Se no me ne stavo a casa, andavo a pescare, avrei fatto meglio.
Lei fu poi espulso dalla Russia insieme a un gruppo di diplomatici italiani, come rappresaglia per le espulsioni decise dall’Italia.
Esatto. I russi sono speculari da questo punto di vista, sono chiarissimi: applicano il principio della reciprocità. Tu espelli i miei, io espello i tuoi. Quindi non ho rapporti con i russi nella maniera più assoluta. Ogni tanto mia moglie si sente con un’amica russa che abita ancora a Mosca. Questo è l’unico rapporto che abbiamo. Ma perché ci abbiamo abitato un anno e qualche cosa, quindi abbiamo ancora dei legami. Da me non sono mai venuti rappresentanti, né io sono andato alle loro riunioni. Ma anche dovessi andarci nel futuro, questo rientrerebbe nella mia attività politica. Non vedo perché non debba parlare con un rappresentante governativo russo. Qual è il motivo? Parlare con una persona non vuol dire essere d’accordo con lui. Io parlerei con chiunque, anche con un rappresentante di Kim Jong-un.
Anche con un rappresentante nordcoreano?
I coreani del Nord. Non vedo perché non dovrei parlare con, che ne so, un leader dell’America Latina o dell’America Centrale. Ma perché non dovrei parlargli?
Lei è stato un militare. Che cosa pensa della guerra ibrida e di quanto sta accadendo sul fronte orientale dell’Europa?
Io penso che questa è una guerra che noi perderemo.
Mi riferisco anche ai droni e ai continui test attribuiti ai russi. Che opinione si è fatto?
Io ho l’opinione che moltissime di queste accuse siano totalmente infondate perché questi droni russi che teoricamente, secondo la stampa propagandistica occidentale, sorvolano aeroporti, addirittura avrebbero sorvolato la base strategica dei sommergibili nucleari francesi... Guarda caso non li hanno mai fotografati e mai catturati.
Poi l’ultima, quella di Lipsia. Quell’aeroporto è l’aeroporto dove arrivano gli M24 ucraini, gli Antonov 24, gli aerei da trasporto strategico, che portano armamenti in Polonia, da dove poi via terra entrano in Ucraina. Ma questo drone è stato trovato vicino a uno di questi aerei ucraini. Per quale motivo i russi avrebbero dovuto parcheggiare questo drone vicino agli aerei ucraini? Farlo trovare senza farlo esplodere? Ma allora, visto che si parla di complotti, io dico che sono stati gli ucraini a metterlo là per dare poi la colpa ai russi, che mi sembra una cosa molto più plausibile.
Secondo lei si può arrivare alla pace in Ucraina?
Per come siamo messi oggi no. Perché se anche noi al governo continuiamo a dire che daremo soldi e armi all’Ucraina, beh, chi fa la guerra con risorse infinite e non solo si arricchisce in maniera spropositata e usa questi soldi per la corruzione, i cessi d’oro, le ville di lusso, gli yacht di lusso, le serate con prostitute, Akhmetov che compra l’appartamento più caro al mondo a Montecarlo... Ma è chiaro che non rinuncerà mai fino a che non finiranno gli ucraini, che stanno finendo. Hanno grandissimi problemi di reclutamento.
Ma infatti è questa l’ipocrisia occidentale. Noi non vogliamo vincere questa guerra, perché se la volessimo vincere e se fossimo convinti che l’attacco all’Ucraina coincide con un attacco al mondo occidentale, alla nostra famiglia, al nostro Stato, andremmo a combattere. Andremmo a versare il sangue per l’Ucraina, cosa che nessuno vuole fare, perché non è così che viene percepito quest’attacco all’Ucraina. Allora tutti dicono: noi difendiamo casa nostra difendendo l’Ucraina. Peccato che nessuno sia disposto a difendere casa propria mettendoci il proprio sangue.
Trump e l’Europa. Gli Stati Uniti erano l’alleato fondamentale: che cosa è cambiato?
Lui l’aveva detto dall’inizio del suo mandato che avrebbe fatto il sovranista e lo ha fatto. Tanto è vero che quello che sta succedendo nel Golfo è sicuramente qualcosa che a Trump porta qualche vantaggio. Le esportazioni di gas e di idrocarburi dall’America sono schizzate da quando c’è il problema di Hormuz. Ma chi ne subisce le conseguenze è sicuramente l’Europa più di tutti.
Quindi Trump fa gli affari suoi. Ma noi lasciamo Trump fare gli affari suoi perché questa Europa non è stata in grado di rinegoziare nulla. L’Europa della signora von der Leyen che se ne va vestita da Mary Poppins nel campo da golf in Scozia e che negozia il 15% di dazi, che negozia di comprare 700 miliardi di euro in gas naturale liquefatto da Washington, che negozia di investire 600 miliardi di euro nell’industria americana e che accetta l’aumento della spesa al 5% per le spese militari, non solo, ma di comprare le armi dagli Stati Uniti per regalarle all’Ucraina, di fronte a un Trump che fa gli affari propri a discapito dell’Europa. Non è stata in grado di stracciare quell’«agreement» che era stato fatto prima, non è stata in grado di farsi valere sul tavolo delle relazioni internazionali. Se domani ci sarà una pace, a parte il fatto che poteva esserci tanti mesi fa, ad ogni tentativo fatto dagli Stati Uniti per raggiungerla si è opposta in maniera veemente l’Europa.
L’Europa si sente sorpassata?
Ma continuiamo a combattere e continuiamo a dare soldi e a perdere terreno. È questo il problema. Ma se ci sarà una pace domani non sarà certo grazie all’Europa. Tant’è vero che non è neanche invitata ai colloqui che forse si terranno fra un mese, che sono stati annunciati tra Trump e Putin.
Se l’anno prossimo dovesse andare al governo in un’alleanza di destra, quale ruolo vorrebbe avere? Il ministro degli Esteri? Il ministro della Difesa?
No, no, no. A me piacerebbe che Futuro Nazionale andasse al governo, però, ripeto, noi non vendiamo la fedeltà dei nostri elettori. E quindi, se dovessimo trovare un accordo con questo centrodestra, sarebbe un accordo scritto con degli obiettivi chiaramente individuati, con una cronologia per raggiungere questi obiettivi chiaramente definita ed un percorso dal quale non si può sgarrare.
Perché il problema di questa alleanza di centrodestra è quello di essersi persa per strada e noi non ci vogliamo perdere, perché coloro che ci eleggono sono persone che vogliono che noi manteniamo la rotta che abbiamo preso sin dall’inizio. Ecco perché le linee rosse sono state stabilite sin dall’inizio ed ecco perché non siamo disposti a negoziare oltre quel confine.
E in Lombardia, dove si andrà al voto nel ’28?
In Lombardia noi abbiamo già presentato il nostro candidato sindaco a Milano e per le elezioni del ’28 saremo presenti, vedremo in quale configurazione saremo presenti.Adesso faremo il gruppo in Regione e quindi avremo anche più possibilità di essere influenti su quello che succede al Pirellone.
Veniamo al programma. Ad agosto avete pubblicato prima il manifesto con le linee guida e poi il programma. È uscito prima un manifesto, la linea guida ideologica, il famoso acronimo VITALE. Da quello è uscito fuori quello che non è un programma, è una base ideologica programmatica, quindi anche là bisognerebbe essere chiari. Si sviluppa su dieci anni, quindi è ad ampio respiro, ed è uscito per tre quarti. Adesso dovrà uscire la terza ed ultima parte che tratta sanità, scuola, cultura, sport e altre cose.
E quella sarà la nostra base di riferimento. Attenzione, abbiamo detto che non è scolpito nella pietra, abbiamo detto che è un programma che si arricchisce e che si integra in base alle esigenze del momento. Però, una volta stabilite le linee guida e una volta stabilita la base programmatica ideologica, non è che ci possiamo spostare troppo da queste cose.
Tra le proposte che hanno attirato maggiore attenzione c’è l’educazione militare a scuola. Perché introdurla?
Parliamone pragmaticamente: a che cosa serve la scuola? Serve a creare il cittadino del futuro e il professionista del futuro, colui che va a lavorare, colui che esercita la cittadinanza attiva. Per esercitare la cittadinanza attiva bisogna conoscere la Costituzione e come minimo applicare i doveri costituzionali. I doveri costituzionali sono tre: rispettare la Costituzione e le leggi, contribuire alla spesa pubblica, quindi pagare le tasse, e poi l’articolo 52 della Costituzione: «Difendere la Patria è sacro dovere di ogni cittadino». Visto che la leva è stata sospesa, quand’è che impariamo a difendere la patria se non a scuola? Quindi io non ci vedo nulla di strano.
Non si tratta quindi di formare dei militari professionisti.
Infatti non è che si parla di far diventare uno studente un professionista, ma uno studente può sicuramente acquisire quegli elementi di base di quella che è l’architettura di difesa nazionale e le attività principali già dal tempo della scuola. Quindi non vedo perché debba stupire così tanto, anche perché abbiamo tanti Paesi attorno a noi dove la cosa si fa e dove si è fatta anche precedentemente.
Quindi, visto che è un dovere sacro la difesa in armi della patria, non vedo perché ci si debba stupire per una cosa del genere. Poi abbiamo messo delle attività pratiche da farsi a latere, su base volontaria, e che possono includere attività tipiche militari o di quello che si intende nella difesa della patria. Ma tutto è stato falsificato. No all’aborto? Non è vero. Noi diciamo che l’aborto non è un diritto, ma rimane una facoltà, così come già detto e specificato dalla 194, e siamo anzi quelli che vogliono applicare la 194 in tutta la sua interezza, soprattutto in quella parte che offre un’alternativa all’interruzione della gravidanza, ma è già prevista. Questo è il concetto.
La questione del divieto ai gay di andare in tv?
Non è vero. Abbiamo detto no ai contenuti omosessuali e gender nella fascia protetta. C’è già una Commissione che vigila su che cosa può andare e che cosa non può andare. Non vedo perché non possiamo includere nelle cose che non possono andare in quell’orario i contenuti generalisti omosessuali. Noi non vogliamo creare problemi ai ragazzi, non vogliamo creare loro dubbi. Crediamo fermamente che questa tipologia di argomenti si debba trattare in famiglia e non nei canali della televisione pubblica.
Volete eliminare le unioni civili?
Sbagliato. Noi nel nostro programma le vogliamo allargare a tutti. Siamo molto più liberisti, per cui diciamo: ma perché io devo limitarmi agli omosessuali che si possono unire civilmente e non lo devo consentire invece all’eterosessuale che non ha una metà di sesso opposto, che non è sposato, ma che ha un amico al quale vuole delegare l’aspetto patrimoniale, l’aspetto della cura? Quindi noi le vogliamo estendere a tutti. Siamo ancora più libertari della Cirinnà.




