Essere a capo di un’azienda non significa automaticamente saperla guidare. Tra collaboratori da motivare, clienti da seguire, riunioni, decisioni e mercati in continuo cambiamento, il rischio di commettere errori è sempre dietro l’angolo. È da qui che parte «Il capo sono io. I 53 sbagli che ostacolano la tua leadership in azienda (e come evitarli)» di Matteo Servidati (Editore Il Sole 24 Ore; pp.235), in edicola con il Giornale di Brescia da sabato 12 settembre a 12,90 euro, più il prezzo del quotidiano.
La trama
Il libro raccoglie 53 errori tipici che possono ostacolare la crescita delle Pmi, dal marketing improvvisato alla resistenza al cambiamento, fino alle difficoltà nella gestione delle persone e del proprio ruolo. Ogni capitolo parte da una cattiva abitudine, ne mostra le conseguenze e propone un’alternativa concreta.
Con un approccio pragmatico e ironico, Servidati mette al centro esperienza sul campo, buonsenso e capacità di riconoscere i propri errori. L’obiettivo non è offrire formule pronte, ma aiutare chi guida un’azienda a mettere in discussione automatismi e comportamenti che rischiano di diventare un freno.
Il volume si rivolge a chi è già alla guida di un’impresa, a chi si prepara ad assumere maggiori responsabilità e a chi vuole capire come trasformare il ruolo di «capo» in una leadership capace di farsi seguire davvero.
Matteo Servidati
Classe 1983, è un manager con un background internazionale. Laureato in Giurisprudenza, ha conseguito un Master in Marketing (Publitalia80), un MBA all’estero (ESADE) e ha lavorato in Italia, Francia, Germania e UK per aziende multinazionali in ambito marketing, commerciale e general management. Rientrato in Italia dopo 15 anni, ha deciso di mettere nero su bianco ciò che ha osservato: i comportamenti tipici degli imprenditori italiani, i loro talenti e le loro opportunità di crescita.



