Politica

Provincia, Aurora: «Sul Ptcp è mancato un vero confronto»

Il consigliere di Provincia bene comune: «Condivisibili gli obiettivi di riduzione del consumo di suolo e rigenerazione urbana». Sul tavolo possibili emendamenti per Suap e data center. E sul contratto di Fiume Mella: «Un progetto importante»
Stefano Zanotti

Stefano Zanotti

Giornalista

Sergio Aurora
Sergio Aurora

Tra i banchi del Consiglio provinciale, in opposizione, siede anche Sergio Aurora, eletto nella lista Territorio Bene Comune e rappresentante della componente Provincia Bene Comune, vicina al mondo delle associazioni e dei comitati ambientalisti. Un’esperienza che ha segnato il suo lavoro fin qui in Broletto. «Provengo dalle associazioni, di cui faccio tuttora parte – racconta –. Ho cercato di impegnarmi soprattutto nell’ambito della tutela ambientale, facendo da tramite e offrendo supporto alle tante realtà che lavorano su questi temi. Purtroppo nella nostra provincia i problemi ambientali sono davvero numerosi».

Il Piano

Uno dei temi sui quali Aurora concentra maggiormente la propria attenzione è il Piano territoriale di coordinamento provinciale, arrivato alla fase che precede l’adozione in Consiglio. La variante di adeguamento prevede una riduzione complessiva di circa 790 ettari delle previsioni edificatorie contenute nei piani comunali, anche se una parte dei tagli è già stata effettuata negli anni scorsi. «I due cardini sui quali è stato impostato il Ptcp sono condivisibili: la riduzione del consumo di suolo e la rigenerazione urbana – osserva il consigliere –. Il problema è capire come questi principi vengano poi tradotti concretamente».

La questione, per Aurora, riguarda soprattutto le norme che dovranno regolare le trasformazioni del territorio. Ma c’è anche un problema di metodo. «Una discussione vera e propria all’interno del Consiglio provinciale non c’è stata – sottolinea –. Abbiamo avuto una prima presentazione nel dicembre dello scorso anno, poi un altro passaggio online, ma mi aspettavo un confronto più corposo e approfondito».

Secondo il consigliere sarebbe stato utile istituire una commissione dedicata, per consentire ai rappresentanti delle diverse forze politiche di approfondire i contenuti del piano insieme agli uffici prima dell’arrivo in aula. «Non è stato fatto nulla ad hoc e adesso si arriva alla discussione sull’adozione del Ptcp. Personalmente mi aspettavo qualcosa di più».

Il consumo di suolo

Uno dei nodi principali riguarda le varianti urbanistiche richieste attraverso lo Sportello unico per le attività produttive, il cosiddetto Suap. «In questi due anni sono arrivate numerose richieste di varianti da parte dei Comuni –. Il Consiglio provinciale è stato chiamato a pronunciarsi e sono passate tutte. Io, salvo un caso nel quale mi sono astenuto, ho sempre manifestato la mia contrarietà». Il motivo riguarda il meccanismo di calcolo del consumo di suolo. «Queste trasformazioni non rientravano nelle soglie comunali, ma in quelle provinciali e regionali. Di fatto, il Suap poteva diventare una sorta di escamotage per continuare a consumare suolo».

È un aspetto sul quale, secondo Aurora, il nuovo Ptcp dovrebbe intervenire con maggiore chiarezza. «Ora che vengono fissate le soglie comunali, bisognerà capire come si configureranno queste procedure. Le norme non sono chiarissime e credo che servano disposizioni più stringenti». Da qui la possibilità di intervenire direttamente sul testo del piano. «Sto valutando, anche attraverso il confronto all’interno del gruppo consiliare di Territorio Bene Comune e con le associazioni e i comitati, la presentazione di alcuni emendamenti – spiega –. Stiamo esaminando il materiale proprio in questi giorni e vedremo come procedere».

I data center

Tra le questioni che il nuovo Ptcp dovrebbe affrontare c’è anche quella dei data center, al centro di un crescente interesse nel Bresciano. «Non si può lasciare semplicemente al mercato e alla domanda la localizzazione di queste strutture – afferma Aurora –. Bisogna governarne le localizzazioni, i dimensionamenti e valutare l’effettiva necessità degli insediamenti, perché hanno impatti notevolissimi».

Il consigliere richiama anche il tema degli impianti di accumulo con batterie, che a suo giudizio richiedono una pianificazione attenta. «Esiste una legge regionale sui data center che dovrebbe essere rivista, ma credo che anche all’interno del Ptcp debbano esserci norme specifiche».

La questione, osserva Aurora, è particolarmente attuale per il territorio bresciano. «Ho partecipato a diversi convegni su questi temi e ci si rende conto di quanto siano importanti. In Lombardia, e a Brescia in particolare, le richieste sono numerose. Non possiamo lasciare che queste scelte vengano determinate soltanto dal mercato».

Il Mella

Tra i progetti seguiti da Aurora c’è il Contratto di Fiume Mella, un percorso che la Provincia sta portando avanti per coordinare la tutela e la valorizzazione del corso d’acqua. L’iniziativa riprende un progetto avviato oltre vent’anni fa in Valtrompia, ma oggi punta a coinvolgere un territorio molto più ampio, fino alla Bassa bresciana. «È un progetto molto importante, sul quale mi sono impegnato in modo particolare – spiega Aurora –. Dopo aver costituito un comitato di coordinamento con diversi soggetti, abbiamo elaborato una bozza di protocollo d’intesa che molti Comuni hanno già approvato».

L’obiettivo è completare le adesioni e passare alla fase operativa. «Spero che entro una ventina di giorni o un mese si riescano a concludere le delibere mancanti. A quel punto prenderà il via il lavoro vero e proprio, con l’analisi della situazione e l’elaborazione delle proposte che porteranno alla firma del Contratto di Fiume Mella».

Il progetto, sostenuto anche da Ersaf, punta a coordinare gli interventi su un corso d’acqua segnato da numerose criticità ambientali. «Ho incontrato diversi sindaci, anche della Bassa, e devo dire che c’è sensibilità – racconta il consigliere –. È maturata una maggiore consapevolezza dell’importanza di coordinare le azioni che riguardano la qualità e la quantità delle acque, ma anche la fruibilità e la tutela del fiume».

Il fiume Mella a Castel Mella - Foto New Eden Group © www.giornaledibrescia.it
Il fiume Mella a Castel Mella - Foto New Eden Group © www.giornaledibrescia.it

Due obiettivi che, secondo Aurora, non possono essere separati. «C’è chi insiste soprattutto sulla qualità dell’acqua e chi guarda maggiormente alla fruibilità del Mella. Ma le due cose devono andare insieme. Perché ci sia interesse a risanare e rinaturalizzare il fiume bisogna anche che le persone comincino a frequentarlo. D’altra parte, chi lo frequenta deve rendersi conto che la questione fondamentale è avere acqua buona, non inquinata. Altrimenti anche una pista ciclabile lungo il fiume perde parte del suo significato».

Il confronto

Tra gli aspetti sui quali la Provincia potrebbe migliorare, Aurora indica infine la necessità di creare occasioni di confronto più strutturate all’interno del Consiglio. Il riferimento torna proprio al Ptcp, ma riguarda più in generale il metodo di lavoro dell’ente. «Credo che sarebbe stato utile istituire commissioni specifiche su alcune grandi questioni – osserva –. Penso al Piano territoriale, per il quale una commissione avrebbe permesso un confronto continuo con gli uffici e un approfondimento maggiore prima della discussione in Consiglio».

Un riconoscimento, però, arriva ai dipendenti provinciali. «Personalmente ho frequentato molto gli uffici e devo dire che i funzionari hanno sempre manifestato grandissima disponibilità e professionalità».

Il problema, secondo Aurora, è la mancanza di una struttura intermedia di confronto. «Quando non c’è, ogni consigliere deve rivolgersi direttamente ai funzionari, fare richieste e cercare autonomamente le informazioni necessarie. Sono tutte attività che si possono svolgere, ma sarebbe diverso poterle affrontare all’interno di una commissione». Una modalità che consentirebbe di arrivare alle decisioni con un percorso più condiviso. «Invece così ognuno deve attrezzarsi autonomamente», conclude Aurora.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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