Mercoledì 23 settembre, giorno dell’equinozio, prenderà ufficialmente il via l’autunno, che secondo il calendario meteorologico è iniziato il 1° settembre. Gli strascichi di un’estate bollente si sono fatti sentire fino a poche settimane fa, come confermano i dati dell’osservatorio di Ghedi: quest’anno la prima decade di settembre ha conquistato il primo posto nella classifica delle più calde di tutta la serie storica, iniziata nel 1951.
L’ennesimo record di cui avremmo fatto volentieri a meno. Ora le anomalie si sono ridimensionate e, nell’attesa che la stagione autunnale entri nel vivo, facciamo un breve viaggio nel mondo della saggezza popolare in ambito meteorologico. Approfondire gli aspetti più complessi di questa scienza non impedisce di giudicare con rispetto i proverbi tradizionali, e forse uno degli aspetti più belli della meteorologia è proprio la capacità di unire mondi così lontani. Un esempio? «L’aria setembrina la fa rosada a la matina», semplice ma vero: quando la stagione estiva volge al termine, aumenta la probabilità di svegliarsi con i prati coperti di rugiada.
«Se el piöf a San Gorgòne töt utùer l’è ‘n demóne», se (come è accaduto quest’anno) piove il giorno di San Gorgonio (9 settembre), tutto il mese di ottobre sarà «un demonio». In questo caso lo scetticismo è più che comprensibile; dal punto di vista scientifico, stabilire un legame fra le vicende atmosferiche di una singola giornata di settembre e ciò che accadrà durante il mese successivo non ha alcun senso.
L’attendibilità
Da una parte la fisica dell’atmosfera, dall’altra la saggezza popolare; da un lato i modelli matematici, dall’altro l’osservazione della natura, nel tentativo di intuirne i segreti. L’analisi delle mappe meteorologiche, preceduta dallo studio della fisica dell’atmosfera, è indispensabile per poter fare una previsione del tempo degna di questo nome, ma non dobbiamo mai dimenticare di guardare il cielo con occhi attenti e curiosi.
Negli ultimi decenni le previsioni hanno fatto notevoli passi avanti (e così abbiamo svelato la soluzione dell’ultimo meteoquiz): satelliti all’avanguardia, modelli matematici sempre più evoluti e intelligenza artificiale sono lo specchio di un progresso tecnologico che procede spedito, ma non mancano gli ostacoli.
Se in passato esistevano poche figure di riferimento, autorevoli e competenti, oggi ci troviamo di fronte a centinaia di siti che si occupano di meteorologia. Era meglio ascoltare il tono pacato e professionale dei vari Bernacca e Baroni, oppure districarsi nella giungla del web, tra fake news e sensazionalismi?
L’attendibilità delle previsioni, con il passare degli anni, è indubbiamente migliorata, ma è importante scegliere con cura le fonti e stare alla larga dagli annunci eclatanti, che quasi sempre non hanno alcun fondamento scientifico. Limitarsi ai bollettini che propongono previsioni fino a 3-4 giorni di distanza permette di effettuare una prima “scrematura”. Inoltre, dovremmo cercare di non prendere alla lettera le previsioni orarie, proposte da numerose applicazioni: l’atmosfera non segue l’orologio e pensare di sapere, magari con una settimana di anticipo, se inizierà a piovere alle ore 16 o alle ore 17, è pura fantascienza.
Il meteoquiz
Per il nuovo quiz a sfondo meteorologico, parliamo di temperature. Per il momento le anomalie termiche sono state quasi sempre votate al caldo anomalo, ma con il passare delle settimane aumenterà la probabilità di assistere alle prime, vere irruzioni fredde di stagione.
Sfogliando le pagine della serie storica cittadina, scopriamo che le prime gelate, solitamente, arrivano in novembre, ma in alcuni casi possono essere particolarmente precoci.
Nel 1997, ad esempio, il mese di ottobre si concluse in compagnia di una massa d’aria molto fredda, che raggiunse il Nord Italia e portò temperature nettamente inferiori alla media.



