Passione Meteo

C’era una volta la bella stagione

Un tempo l’estate poteva davvero essere definita così: per provare a fuggire almeno mentalmente dalla calura, facciamo un rinfrescante tuffo nella nostra serie storica
Un campo in estate
Un campo in estate

I giorni passano e l’estate si avvia verso il suo naturale e inevitabile declino, ma solo sulla carta: secondo il calendario meteorologico, il 1° settembre prenderà ufficialmente il via l’autunno. Se pensiamo alle temperature rilevate finora e alle previsioni per i prossimi giorni, parlare di cambio di stagione sembra quantomeno prematuro: la situazione attuale, per l’ennesima volta, si scontra con il clima a cui eravamo abituati fino a pochi decenni fa. E allora, per provare a fuggire, almeno mentalmente, dalla calura, facciamo un rinfrescante tuffo nella nostra serie storica, alla ricerca di quella che, in passato, poteva essere davvero considerata la bella stagione.

Nel passato

Le prime, vere ondate di caldo, nella maggior parte dei casi, arrivavano nella seconda metà di giugno. Non ci credete? Secondo i dati dell’osservatorio di Ghedi, relativi al trentennio 1961-1990, le temperature medie della prima decade di giugno andavano dai +13,8°C di minima ai +24,4°C di massima, mentre a fine mese la media saliva a +16,8°C di minima e +28,0°C di massima.

Luglio era il mese estivo per eccellenza e le temperature aumentavano, grazie all’abbraccio, non opprimente, dell’anticiclone delle Azzorre, che di tanto in tanto lasciava spazio a rinfrescanti pause temporalesche. Il periodo più caldo, secondo le statistiche, cadeva tra fine luglio e inizio agosto, quando la media andava dai +18°C di minima ai +29°C di massima.

Certo, anche all’epoca capitava di rilevare temperature molto elevate, ma l’intensità, la durata e la frequenza delle fasi di caldo anomalo erano nettamente inferiori rispetto a quelle a cui siamo ormai abituati, e superare i 35 gradi era una rarità assoluta: sembra incredibile, ma dal 1959 al 1982 troviamo una sola massima «over 35» rilevata dall’osservatorio di Ghedi. 

La «burrasca di Ferragosto»

Non si possono incasellare le dinamiche atmosferiche in schemi troppo rigidi, ma se in passato si parlava abitualmente della proverbiale «burrasca di Ferragosto», un motivo c’era: spesso, in questo periodo dell’anno, arrivava una perturbazione piuttosto intensa, accompagnata da rovesci e temporali, che spazzavano via il caldo afoso, dando inizio al declino stagionale, che subiva una brusca accelerazione verso fine mese.

Non a caso, la temperatura media della terza decade di agosto, nella bassa bresciana, andava dai +16°C di minima ai +26°C di massima. I numeri che abbiamo elencato finora ci raccontano un’estate piacevole, vivibile, in cui le ondate di caldo si alternavano a parentesi fresche, con la media delle minime che non saliva mai sopra i +20°C e la media delle massime che, anche nei periodi statisticamente più caldi, rimaneva al di sotto dei +30°C. Sì, una volta l’estate era la bella stagione, ma oggi non è più così.

Il meteoquiz

Ecco la soluzione dell’ultimo meteoquiz: la temperatura minima più alta mai rilevata in tutta la serie storica dell’istituto Pastori, pari a +27,4°C, risale al 2 luglio 2012. Un record che quest’anno è rimasto imbattuto per un soffio, dato che la minima del 10 luglio è stata di +27,2°C. In compenso, giovedì scorso abbiamo stabilito il nuovo record assoluto di massima.

Ed ora, spazio al nuovo quesito.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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