A fronte del dibattito sviluppatosi in Europa in tema di difesa e sicurezza in seguito all’aggressione russa all’Ucraina e alla deflagrazione della crisi mediorientale, nonché soprattutto alla luce dell’accordo dei Paesi europei della Nato con il quale si fissa al 5% del Pil il livello della spesa militare da raggiungere entro il 2035, vale la pena di tornare a quello che in piena guerra fredda segnò una svolta nel sistema delle relazioni internazionali: l’Atto finale della conferenza tenuta a Helsinki nel 1975. Il culmine di una prospettiva politica di integrazione che ha garantito la pace per interi decenni, rendendo tra l’altro possibile la riunificazione tedesca.
Alla luce dell’Atto alcuni principi quali fonte di ispirazione di un’intera strategia politica: l’uguaglianza degli Stati a prescindere dalle loro dimensioni, la salvaguardia dell’unità territoriale di ciascun Paese, la rinuncia alle minacce reciproche e all’ingerenza negli affari interni delle singole nazioni, l’impegno ad accordi di cooperazione globale in vista di un progressivo disarmo.




