Ieri la Camera, oggi il Senato, poi le commissioni parlamentari saranno pienamente operative, chiudendo così anche il puzzle del nuovo organigramma del governo Meloni. E Brescia (salvo cambiamenti dell’ultimo minuto al Senato), dopo essere stata «cancellata» dall’architettura del sottogoverno, non ha guadagnato nessuna presidenza. Le posizioni certe - l’ufficializzazione è arrivata ieri sera - sono quelle dei parlamentari seduti a Palazzo Montecitorio, dove tutti i desiderata sono stati rispettati dai partiti.
Paolo Formentini proseguirà il lavoro nella delegazione parlamentare Nato e torna alla vicepresidenza degli Esteri, dove si troverà a lavorare al fianco di Giangiacomo Calovini (Fratelli d’Italia). E se Cristina Almici si occuperà di Agricoltura, anche la Commissione Attività produttive (come gliEsteri) vedrà impegnati due bresciani: Maurizio Casasco per Fratelli d’Italia e Fabrizio Benzoni per Azione. Per quanto riguarda il Pd, Gian Antonio Girelli si occuperà di Affari sociali e sanità.
Se è vero che le investituire ufficiali per il Senato avverranno oggi, è altrettanto vero che ai diretti interessati la comunicazione è già arrivata. Salvo imprevisti, lo schieramento di casa nostra è così suddiviso: il senatore Adriano Paroli (Fi) è stato confermato sia nella Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sia nel Comitato per i procedimenti d’accusa (ancora per sei mesi siederà inoltre nella prorogata delegazione Nato). Alfredo Bazoli (Pd) dovrebbe sedere in Commissione Giustizia, l’ex ministro Mariastella Gelmini dovrebbe invece seguire i lavori della Commissione Affari costituzionali, Gianpietro Maffoni (FdI) è in procinto di occuparsi di Industria, agricoltura e turismo mentre Stefano Borghesi (Lega) dovrebbe sedere nella Commissione Finanze e tesoro.
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