Brescia e Hinterland

Il discorso di Giorgia Meloni: le reazioni dei deputati bresciani

In FdI «orgoglio Meloni», la Lega segna il territorio. Pd e Azione-Italia Viva sono distanti tra loro
Carlo Muzzi

Carlo Muzzi

Caporedattore

Casasco (Fi), Formentini (Lega), Girelli (Pd), Bordonali (Lega), Almici (FdI), Benzoni (Azione), Calovini (FdI) - © www.giornaledibrescia.it
Casasco (Fi), Formentini (Lega), Girelli (Pd), Bordonali (Lega), Almici (FdI), Benzoni (Azione), Calovini (FdI) - © www.giornaledibrescia.it

Lo pronuncia esattamente un mese dopo quel voto che ha cambiato la storia del suo partito, una forza politica desiderosa di dimostrare non solo che sa stare «in doppiopetto», nelle istituzioni, ma che sa pure guidarle. E ora che a legittimarla è stato il mandato popolare, le parole con le quali Giorgia Meloni si è presentata di fronte ai deputati per chiedere loro di darle fiducia, in maggioranza sono piaciute a tutti. La Lega ha applaudito con più insistenza su alcuni passaggi e meno intensamente su altri, lo stesso vale per Forza Italia, Fratelli d’Italia si è quasi scorticata le mani. Alla fine, volente o nolente, è il giorno delle acclamazioni e, del resto, Meloni è stata attenta a citare quasi ogni punto programmatico «di bandiera»: la sua e quella degli alleati, che ha in queste settimane domato (ma non ammaestrato).

Le reazioni

All’interno di quel programma infinito - scandisce lei, anticipando così una delle prime rimostranze delle opposizioni - qualcosa dovrà essere messa necessariamente da parte. E per ora va bene a tutti così: non si sa se il governo quel preciso provvedimento lo attuerà, ma intanto la premier lo ha annoverato nell’elenco. Il tempo del braccio di ferro sulle scelte a cui non rinunciare, bilancio alla mano, arriverà più avanti. Tanto basta, anche ai bresciani seduti alla Camera tra i banchi di centrodestra, per inneggiare «Giorgia». Non a caso Cristina Almici (FdI) descrive «un discorso fatto con senso di responsabilità. Crisi economica, guerra e bisogni sociali in primis». Almici pone l’accento anche su altre dichiarazioni: «Chiare le parole contro le mafie, di condanna del fascismo, a sostegno delle forze dell’ordine. Le minoranze hanno dovuto riconoscere il cambiamento epocale: una donna di destra (e dice «destra», non centrodestra - ndr) è la prima a guidare la nazione». Su ciò che ha subito fatto discutere, quella nomenclatura nuova dei ministeri (da sovranità alimentare a merito) ribatte: «Per noi non sono concetti nuovi, ma obiettivi da raggiungere».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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