Misurare è un gesto quotidiano, quasi invisibile eppure decisivo, perché tutto si basa sulla fiducia che uno strumento funzioni correttamente. È proprio su questo principio che si fonda la metrologia, il cuore dell’attività di Techne, azienda con sede in via della Musia a Brescia, specializzata nei servizi di taratura, misurazione e testing per l’industria.
Un ambito tecnico e insieme strategico, perché dietro ogni prodotto conforme e ogni processo certificato c’è uno strumento che deve essere preciso. L’attività principale riguarda la taratura degli strumenti di misura, passaggio cruciale per tutte le aziende, da quelle certificate Iso a quelle attive in comparti avanzati come automotive, aerospace, farmaceutico e difesa.

«Se uno strumento misura correttamente dà garanzia al cliente che il prodotto realizzato rispetta certi standard – spiega l’ad di Techne Davide Peli –, e che viene immesso sul mercato nel pieno della sua affidabilità». Techne è anche un centro accreditato e rilascia certificati con validità internazionale sotto l’ombrello di Accredia (unico ente di certificazione nazionale designato dal governo italiano). Accanto alla taratura l’azienda si occupa anche di misurazioni tridimensionali dei componenti e di prove su materiali, offrendo servizi di testing lungo tutto il ciclo produttivo.
Oscillazioni
La forza di Techne sta perciò nella diversificazione dei settori serviti, che consente di attenuare le oscillazioni dei singoli mercati: nel 2025 il fatturato ha sfiorato i 15 milioni di euro, in crescita rispetto ai 9,8 milioni del 2024, e l’obiettivo è consolidare questo andamento nel 2026, nonostante un avvio d’anno più lento. «Gennaio e febbraio sono stati mesi troppo tranquilli per i nostri standard – spiega Peli –, perché molte aziende hanno rallentato gli investimenti: noi siamo a valle della filiera e ne risentiamo».
Marzo ha mostrato segnali di ripresa, alimentando la speranza di recuperare nei mesi successivi. Sul contesto internazionale pesano le incertezze geopolitiche e commerciali, dai dazi alle scelte industriali dei clienti, fino ai processi di riconversione produttiva, che richiedono tempo e rallentano le attività. A ciò si aggiungono i costi energetici e logistici: «Ogni settimana di fermo di una nostra merce a Dubai può costare decine di migliaia di euro – aggiunge Peli –. In questo scenario la libertà delle merci sarebbe già un grandissimo vantaggio».
Formazione
Nonostante le difficoltà Techne continua a investire in sostenibilità e capitale umano: in azienda l’età media è di 27 anni, con 48 dipendenti e numerosi inserimenti recenti di neodiplomati, nella convinzione che sia compito dell’azienda formare competenze e responsabilità. Un impegno che si traduce anche nell’apertura alle scuole, con l’obiettivo di ospitare mille studenti nel corso dell’anno.

Sul fronte ambientale l’azienda punta su forniture energetiche da fonti rinnovabili e su modelli di governance trasparenti, nella convinzione che la sostenibilità non sia solo marketing ma responsabilità verso il territorio. Fondata nel 2008, Techne è cresciuta ampliando la propria presenza tra Brescia, Bergamo, Stati Uniti e il recente insediamento nel parco tecnologico di Bolzano. Seguendo un principio: innovare continuamente. «I nostri clienti si aspettano che siamo sempre almeno al loro livello, se non un passo avanti, ma la vera innovazione passa dalle competenze».
Un modello che affonda le radici nel tessuto delle Pmi bresciane e che sarà protagonista anche a Futura Expo, occasione per raccontarsi e rafforzare il dialogo con la comunità, avvicinando sempre di più scuola e impresa.




