I prezzi di fertilizzanti e carburanti pesano sul futuro dell’ortofrutta

Il rialzo dei listini di fertilizzanti e dei carburanti ha innescato rincari anche nel settore dell’ortofrutta, soprattutto quella coltivata in serra. I dati più recenti - analizzati dalla Bmti, la Borsa Merci Telematica Italiana – indicano un vortice di aumenti che vanno a colpire alimenti tipici delle tavole come finocchi, pomodori ed anche cavolfiori. Lo scenario del settore non si discosta, infatti, dall’attualità: tensioni geopolitiche, volatilità dei costi e crescente complessità normativa.
La filiera ortofrutticola italiana conferma però il proprio ruolo strategico per l’economia nazionale. Lo testimonia l’analisi di Nomisma presentata alla recente MacFrut fiera 2026. Secondo Nomisma i numeri raccontano un settore solido: 16,9 miliardi di euro di valore della produzione; 12,9 miliardi di export (+61,7% negli ultimi 10 anni) ed un saldo commerciale positivo per 3,2 miliardi. Un comparto di 150.600 imprese agricole, 1,2 milioni di ettari di superficie agricola coltivata.
I numeri
Nel bresciano, secondo i dati più recenti di Confagricoltura Brescia – riferiti al 2024 – le aziende di ortaggi sono oltre 380 dove spiccano le ortive protette con un 17% della superficie coltivata in Regione ed il pomodoro da industria con 8%; da segnalare l’ottima percentuale 13,6% come incidenza di aziende giovanili.
Anche per Confagricoltura il comparto ortofrutticolo nazionale, nonostante le difficoltà, rimane uno dei più rilevanti della nostra agricoltura. «Occorre tenere viva la competitività del settore che – ha ricordato il vicepresidente di Confagricoltura, Sandro Gambuzza, a Macfrut 2026 – non è un dato acquisito, ma deve essere alimentato con strategie adatte al contesto attuale. Difficile poi prevedere come evolverà la marginalità delle imprese alla luce degli aumenti dei costi di produzione». Si ritorna così al «binomio» aumento dei fertilizzanti e dei carburanti vere spade di Damocle per il futuro immediato dell’ortofrutta.
Nuovi scenari
Avanza però uno spiraglio. Un’impresa ortofrutticola su 5 ha già digitalizzato la propria azienda con soluzioni di agricoltura 5.0 per ridurre il consumo di fertilizzanti, acqua ed energia, coniugando la spinta verso la sostenibilità delle produzioni all’esigenza di ridurre i costi e la dipendenza dagli approvvigionamenti esterni. È quanto emerge dal primo Censimento in Europa sulla maturità digitale delle aziende agricole effettuato dal Polo innovazione Agricoltura Digitale di Coldiretti Next e diffuso sempre a Rimini durante Macfrut.
C’è poi da sottolineare come il futuro, assieme alle innovazioni innescate dalla professionalità degli imprenditori agricoli, sia in mano a scelte politiche. Oltre ai costi, il vero «collo di bottiglia» per l’espansione extra-Ue è di natura tecnica, sottolinea la ricerca di Nomisma: misure Sps (Sanitarie e fitosanitarie) rappresentano il principale vincolo all’accesso, richiedendo protocolli bilaterali lunghi complessi e poi ci sono gli accordi Commerciali che, se da un lato aprono opportunità, dall’altro aumentano la pressione competitiva interna, come nel caso dell’accordo Mercosur, che espone la filiera agroalimentare alla concorrenza di prodotti tropicali e agrumi contro-stagione.
Guardando un po’ più avanti non si può poi sottacere il futuro della Politica Agricola Comunitaria. Con il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, si profila – scrive Nomisma - una trasformazione radicale: la Pac perderà autonomia nel bilancio Ue, mentre le scelte nazionali assumono maggiore rilevanza. L’Italia dovrà definire autonomamente all’interno del proprio Piano Nrp (nuovo strumento di programmazione integrata degli Stati membri) la dotazione finanziaria, il mix di interventi destinati specificamente all’ortofrutta e i criteri di priorità e selettività dei beneficiari.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@Economia & Lavoro
Storie e notizie di aziende, startup, imprese, ma anche di lavoro e opportunità di impiego a Brescia e dintorni.
