Nel giro di pochi mesi anche Brescia si è ritrovata dentro la partita data center. Più che un unico grande progetto, il territorio è alle prese con tre casi differenti.
Il primo passa da via Milano, dove Intred continua a considerare strategica la realizzazione del proprio polo nell’area dell’ex Ideal Standard. All’inizio di luglio il contratto preliminare per l’acquisto dell’area è decaduto perché gli iter autorizzativi non si sono conclusi nei tempi previsti. Il progetto, però, non è stato archiviato: sia l’azienda sia il Comune di Brescia hanno ribadito la volontà di proseguire il percorso amministrativo, che richiederà anche la conclusione della Valutazione ambientale strategica.
La seconda strada è quella imboccata da A2A. Qui il data center non è il punto di arrivo, ma il punto di partenza. L’accordo con Equinix punta infatti a recuperare il calore prodotto dai server per alimentare la rete di teleriscaldamento, trasformando uno scarto in una risorsa energetica. È un modello che il gruppo considera strategico per accompagnare la crescita delle infrastrutture digitali e che apre una prospettiva anche per Brescia: «Ci stiamo muovendo secondo la nostra timeline che ipotizza di poter aprire già nel 2027 il primo cantiere - aveva dichiarato l’ad Renato Mazzoncini a maggio -. Da quando abbiamo presentato il piano industriale (che ha tra i pilastri proprio i data center, ndr) tantissimi operatori sono venuti a trovarci, perché ad esempio hanno interesse a collegare i loro impianti al teleriscaldamento e quindi, per esempio in diversi casi a Milano e in autunno, vedrete sicuramente inaugurare nuovi impianti connessi come quello di Brescia al teleriscaldamento. Altri invece vogliono fare co-sviluppo insieme a noi di tutto il data center».
Il terzo caso è quello che ha acceso il dibattito politico e cittadino: Travagliato, dove un operatore internazionale valuta la realizzazione di un impianto da circa 120 megawatt. Il confronto non ruota solo attorno all’intervento edilizio: si discute di consumo di suolo, disponibilità di acqua per il raffreddamento, connessioni alla rete elettrica e ricadute occupazionali. Per avere un termine di paragone, il progetto di Intred è previsto per una potenza di circa 4 megawatt: il sito ipotizzato a Travagliato è quindi 30 volte più grande.





