Economia

Il data center Intred è fermo, il Comune di Brescia: «L’iter va avanti»

Senza autorizzazioni scade il contratto d’acquisto dell’area dell’ex Ideal Standard stipulato nel settembre 2024. Daniele Peli: «L’investimento ci sarà»
Roberto Ragazzi

Roberto Ragazzi

Giornalista

Un data center
Un data center

Termini scaduti. Il contratto preliminare sottoscritto da Intred per l’acquisto dell’area destinata al nuovo Data Center di via Milano è formalmente decaduto il 30 giugno. Il progetto, però, non si ferma. A chiarirlo è la stessa società di telecomunicazioni quotata a Piazza Affari e guidata dal fondatore Daniele Peli, che in una nota spiega come «alla data odierna non risultino ancora completati gli iter autorizzativi e amministrativi necessari per la costruzione e la successiva messa in esercizio dell’infrastruttura». Di conseguenza vengono meno «i reciproci diritti e obblighi» previsti dall’accordo con Idea srl, proprietaria dell’area di 28 mila metri quadrati sulla quale dovrebbe sorgere il data center.

Progetto strategico

La scadenza del preliminare non significa tuttavia l’abbandono dell’investimento. Intred conferma infatti di considerare il progetto strategico per il proprio sviluppo e ribadisce la volontà di portarlo a compimento, pur prendendo atto di un inevitabile slittamento dei tempi.

Immediata la precisazione del Comune di Brescia, che distingue nettamente il piano contrattuale da quello amministrativo. «Quanto comunicato da Intred riguarda esclusivamente la scadenza di un accordo tra soggetti privati», sottolinea l’assessora all’Urbanistica Michela Tiboni. «Il procedimento urbanistico prosegue invece secondo le tempistiche e le procedure previste dalla legge». A rallentare il percorso è soprattutto la Valutazione Ambientale Strategica (Vas). La verifica di assoggettabilità ha infatti stabilito la necessità di approfondire il Rapporto ambientale con ulteriori integrazioni richieste dagli enti competenti. «Solo una volta completata questa fase – spiega Tiboni – sarà possibile convocare la seconda Conferenza di valutazione e successivamente sottoporre il Piano attuativo in variante all’approvazione del Consiglio comunale».

Imprese e PA

La vicenda fotografa ancora una volta il difficile equilibrio tra i tempi dell’economia e delle imprese e quelli della pubblica amministrazione. L’area interessata è quella dell’ex Ideal Standard, per anni simbolo della deindustrializzazione cittadina e, dopo la chiusura dello stabilimento, anche luogo di degrado e rifugio di fortuna per persone senza fissa dimora. È proprio qui che Intred intende realizzare un’infrastruttura destinata a diventare uno dei principali poli digitali del territorio.

«C’è un tavolo aperto con il Comune e ci incontreremo anche nei prossimi giorni», spiega il presidente Peli. «Si tratta di un’area complessa per la presenza dell’inquinamento della falda. Intred si è impegnata a progettare un data center con i più elevati standard di sicurezza. Del resto, su quell’area non è possibile realizzare neppure verde profondo: non si possono piantare alberi ad alto fusto. La nostra volontà di portare avanti il progetto resta immutata».

Dalla Loggia arriva la conferma del sostegno all’iniziativa. «L’amministrazione – conclude Tiboni – intende accompagnare un investimento ritenuto strategico per il territorio, nel pieno rispetto delle norme e delle valutazioni ambientali richieste, affinché possa essere realizzato nelle migliori condizioni per la città».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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