Prima ancora che si chiamasse sostenibilità in AB era un modo di lavorare. Nasceva dall’idea del non sprecare: usare bene le risorse, recuperare ciò che può avere una seconda vita, tenere insieme efficienza e responsabilità. Una visione che il fondatore e presidente dell’azienda, Angelo Baronchelli, portò in azienda nel 1981 dopo averla imparata nella concretezza della vita contadina della sua famiglia. Un contesto dove nulla veniva sprecato e dove la gestione delle risorse significava anche capacità di prevedere rischi e scenari futuri: sapere che non tutto dipende da ciò che si può controllare, prepararsi agli imprevisti e guardare avanti.

A raccontarlo è Chiara Corsini, corporate culture and social responsibility per il colosso industriale di Orzinuovi. In questi 45 anni la visione del gruppo AB è cresciuta ben oltre i confini bresciani, portandola a essere una realtà internazionale con oltre 1.400 dipendenti e una presenza diretta in 22 Paesi tra Europa, Americhe, Asia e Australia. Dalla cogenerazione alle soluzioni energetiche, fino alle tecnologie per il trattamento delle emissioni, l’azienda ha ampliato il proprio raggio d’azione mantenendo la stessa filosofia: aiutare le imprese a ridurre consumi ed emissioni e a usare meglio le risorse.
Il percorso
Negli ultimi anni il percorso si è strutturato ulteriormente, anche sotto la spinta delle normative europee. «Il primo passo è stato definire una governance chiara, considerata necessaria per evitare che la sostenibilità resti soltanto un’etichetta – spiega Corsini –. Cinque anni fa è nato un comitato guida formato dal top management, con il compito di integrare i principi Esg nei processi e negli obiettivi aziendali. La missione è rendere la sostenibilità una componente concreta del modello di sviluppo, mantenendo la leadership nell’efficienza energetica e costruendo un percorso di crescita più ampio».
Da qui nasce anche il concetto di «New normal», diventato il titolo dei report di sostenibilità del gruppo. L’idea è che lo sviluppo sostenibile non sia qualcosa che si raggiunge una volta per tutte ma un processo continuo fatto di attenzione, verifiche e miglioramenti. È anche per questo che AB ha scelto di pubblicare bilanci di sostenibilità su base volontaria, iniziando nel 2022, pur senza obblighi specifici.
Nel 2025 il percorso ha compiuto un altro passo con la strategia «AB al quadrato», dove la sostenibilità viene declinata anche in rigenerazione sociale. Una visione che richiama un’idea precisa di impresa: il profitto come strumento per restituire valore al territorio e alla comunità.
Istituti agrari
Tra i progetti simbolo c’è l’iniziativa dedicata agli istituti agrari, recentemente premiata a Milano. «Nasce da un’esigenza emersa nel confronto con i clienti agricoli, che rappresentano circa l’80% del portafoglio dell’azienda: la difficoltà nel reperire personale e nel creare un rapporto stabile con il mondo della formazione – evidenzia Corsini –. Gruppo AB ha scelto di fare da ponte tra aziende agricole e scuole, sostenendo gli istituti con donazioni di strumenti, attività formative e un contest nazionale che coinvolge studenti e imprese». I progetti vincitori ricevono 10mila euro in tecnologie.
L’iniziativa ha un doppio obiettivo: rispondere alle esigenze del settore agricolo e accompagnare le nuove generazioni verso un’idea di impresa sempre più tecnologica e sostenibile. Ma il lavoro riguarda anche la filiera, in particolare i fornitori più piccoli. L’azienda ha attivato percorsi di accompagnamento con webinar, formazione e occasioni di confronto tra imprese. Anche se il quadro normativo europeo è cambiato negli ultimi mesi, l’approccio resta lo stesso: la sostenibilità – spiegano da AB, che ha declinato questo concetto anche nella sua partecipazione a Futura Expo – funziona davvero solo quando coinvolge tutta la catena del valore.




