Dal credito alla governance: l’AI come strumento per la sostenibilità

Barbara Fenotti
All’Università Cattolica confronto tra impresa e finanza: «Brescia deve fare gruppo per non rimanere esclusa dai nuovi paradigmi»
I relatori del convegno in Cattolica - © www.giornaledibrescia.it
I relatori del convegno in Cattolica - © www.giornaledibrescia.it
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Non è più solo una questione di hype tecnologico o di algoritmi futuristici confinati nei laboratori di ricerca: per il sistema produttivo bresciano l’integrazione tra intelligenza artificiale e sostenibilità è diventata una leva pragmatica di stabilità finanziaria e competitività.

Questo il dato principale emerso durante il seminario «Brescia tra impresa e finanza: stabilità e sostenibilità nell’era dell’intelligenza artificiale» promosso da Giovanni Guastella, coordinatore del corso di laurea magistrale in Artificial intelligence for banking and finance dell’Università Cattolica di Brescia.

L’appuntamento, ospitato nel campus di Mompiano, ha delineato una traiettoria chiara per il futuro economico del territorio: la tecnologia non serve solo a velocizzare i processi ma a leggere meglio la realtà delle piccole e medie imprese attraverso l’analisi dei dati. La prima parte della mattinata ha messo in luce come l’intelligenza artificiale possa agire da catalizzatore per l’efficienza operativa e la resilienza del mercato, partendo da una solida base accademica per arrivare a soluzioni concrete.

Insolvenza

Daniela Bragoli, docente di Economia politica alla Facoltà di Scienze politiche e sociali della Cattolica, ha presentato una ricerca innovativa condotta su un campione di imprese bresciane in collaborazione con Confindustria, spiegando che «l’obiettivo è stato creare un modello di insolvenza utilizzando una cassetta di imprese locali per capire se, introducendo variabili di sostenibilità, il modello funzioni meglio nel prevedere la salute aziendale».

Secondo Bragoli «queste variabili offrono informazioni complementari a quelle di bilancio e permettono di distinguere con precisione tra imprese sane e realtà con difficoltà finanziarie, portando alla conclusione che una banca è oggi incoraggiata a utilizzare i dati Esg perché migliorano sensibilmente la valutazione del merito creditizio».

Il legame con il territorio è emerso anche attraverso l’utilizzo di un questionario specifico di cinquanta domande sviluppato con Confindustria Brescia per mappare i fattori ambientali, sociali e di governance.

Frodi

Sul fronte della vigilanza e della stabilità Lorenzo Gobbi della Banca d’Italia ha ricordato come «l’intelligenza artificiale non sia solo quella generativa di cui si parla mediamente ma include il machine learning classico già usato per il credit scoring e la prevenzione delle frodi».

Gobbi ha tuttavia sollevato punti di attenzione cruciali, avvertendo che «se da un lato l’AI rende le valutazioni più precise, dall’altro introduce sfide etiche e rischi di governance, poiché molti sistemi sono delle scatole nere di cui non si conoscono i passaggi logici intermedi». È fondamentale, quindi, che gli intermediari abbiano presidi per gestire la resilienza operativa, come previsto dal regolamento europeo Dora (Digital operational resilience act).

Competizione

Ad ampliare lo sguardo verso la competizione globale è stato Claudio Tebaldi dell’Università Bocconi, sottolineando che «la vera sfida dei prossimi anni sarà mettere a terra questa tecnologia per renderla utile alle persone». Tebaldi ha inoltre evidenziato come «oltre al guadagno di efficienza, esista anche un tema di autonomia strategica europea: pur avendo un capitale umano d’eccellenza, l’Europa deve passare dalla ricerca scientifica alla dimensione produttiva su larga scala».

Come indicato anche nel rapporto Draghi, «servono investimenti miliardari per competere con i grandi produttori americani e Brescia, con il suo tessuto ricchissimo, deve imparare a fare gruppo e coordinarsi per non restare esclusa dai nuovi paradigmi».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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