Pensioni: chi può andarci, quando e come

Dopo l’ultima legge di bilancio ci sono diverse novità sulle pensioni. A partire da Quota 103 e Opzione donna, due soluzioni per uscire in modo anticipato dal mercato del lavoro a cui si dovrà dire addio dal 2026: ma per quest’anno potranno ancora fare domanda i contribuenti che abbiano raggiunto i requisiti entro una certa data.
Non cambiano i criteri per la pensione anticipata ordinaria, mentre la pensione di vecchiaia, se resta invariata per quest’anno, dal 2027 andrà incontro a un innalzamento dell’età minima, per effetto dell’adeguamento all’aumentata speranza di vita. Vediamo nel dettaglio cosa è cambiato nel sistema pensionistico dopo l’ultima manovra.
Pensione di vecchiaia: aumenta l’età dal 2027
L’età minima per accedere alla pensione di vecchiaia non cambia per il 2026. Resta dunque il requisito di 67 anni di età e 20 anni di contributi. L’aumento, per effetto dell’adeguamento alla speranza di vita, scatterà dal prossimo anno: nel 2027 l’età pensionabile aumenterà a 67 anni e un mese e, nel 2028, a 67 anni e tre mesi.
Un ulteriore requisito è previsto per chi ha cominciato a versare contributi dopo il 1995, cioè da quando è entrato in vigore il sistema contributivo: in questo caso occorre che aver maturato un importo minimo della pensione pari all’assegno sociale (546,24 euro mensili nel 2026). In caso contrario, si deve aspettare di compiere 71 anni con almeno cinque anni di contributi versati.
Quota 103 e Opzione donna
Per quanto riguarda le pensioni anticipate, due soluzioni sono state abrogate: Quota 103 (che permetteva di smettere di lavorare con almeno 62 anni di età e 41 di contributi) e Opzione donna (grazie al quale alcune tipologie di lavoratrici potevano andare in pensione con almeno 61 anni di età e 41 di contributi). A Quota 103 potrà ancora accedere chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2025.
Per Opzione donna, invece, possono ancora presentare domanda le lavoratrici che hanno conseguito i requisiti prima del 31 dicembre 2024:
- Almeno 35 anni di contributi;
- Almeno 61 anni di età per le lavoratrici dipendenti e autonome: questo requisito si riduce di un anno per figlio fino al limite massimo di due anni (cioè non oltre i 59 anni).
Possono fare domanda per Opzione donna le seguenti tipologie di lavoratrici iscritte all'Inps:
- dipendenti del settore privato e pubblico;
- lavoratrici autonome,
- lavoratrici che assistono da almeno sei mesi un familiare convivente grave disabile;
- lavoratrici con una riduzione della capacità lavorativa accertata pari almeno al 74%;
- lavoratrici licenziate o dipendenti da imprese per le quali è attivo un tavolo di confronto per la gestione della crisi aziendale con il ministero del Lavoro.
La pensione anticipata ordinaria
Accantonati Quota 103 e Opzione donna, che, come visto, rimarranno accessibili fino alla fine del 2026 solo per alcuni lavoratori e lavoratrici, per chi volesse smettere di lavorare prima dei 67 anni resta la soluzione della pensione anticipata ordinaria.
Chi ha contributi precedenti alla data del 31 dicembre 1995 può fare richiesta di pensione anticipata dopo aver maturato:
- il requisito contributivo (previsto fino al 31 dicembre 2026) di 41 anni e 10 mesi (2.175 settimane) per le donne e di 42 anni e 10 mesi (2.227 settimane) per gli uomini;
- 35 anni di contributi, da cui vanno esclusi i periodi di malattia, disoccupazione o simili, se la pensione è pagata dal Fondo pensioni lavoratori dipendenti. L’Inps specifica per questa casistica «valgono tutti i contributi versati o accreditati a qualsiasi titolo».
Chi invece ha iniziato a versare i contributi dopo il 1° gennaio 1996, può richiedere la pensione anticipata con:
- requisito contributivo di 41 anni e 10 mesi (2.175 settimane) per le donne e di 42 anni e 10 mesi (2.227 settimane) per gli uomini. In questo caso, spiega l’Inps sul suo sito, non viene valutata la contribuzione derivante dalla prosecuzione volontaria. I contributi legati a contribuzioni versate per periodi di lavoro precedenti i 18 anni vengono invece moltiplicati per 1,5 nel calcolo pensionistico;
- requisito anagrafico di 64 anni di età (che dal 2027 dovrà però essere adeguato agli incrementi della speranza di vita), se si possiedono almeno 20 anni di contribuzione effettiva (esclusa la contribuzione figurativa), una prima rata di pensione non inferiore a tre volte l’importo mensile dell’assegno sociale rivalutato ogni anno. Questo si riduce a 2,8 volte per le donne con un figlio e a 2,6 volte per le donne con due o più figli l'importo mensile dell'Assegno sociale.
L’Inps chiarisce poi che, per la pensione anticipata, il diritto alla prima decorrenza utile si consegue trascorsi tre mesi dalla maturazione dei requisiti. Inoltre, finché non si maturano i requisiti per la pensione di vecchiaia, l’importo della pensione anticipata contributiva non può superare cinque volte il trattamento minimo annuo.
Anche la data di inizio del percepimento della pensione varia a seconda di diversi criteri. Il trattamento pensionistico anticipato può decorrere:
- per i lavoratori dipendenti o autonomi, dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda;
- per i lavoratori pubblici iscritti alle Gestione esclusive dell’Ago, dal giorno successivo alla cessazione del servizio;
- trascorsi tre mesi (la cosiddetta «finestra») dalla maturazione del requisito contributivo (dal 30 gennaio 2019 in poi);
- in caso di cumulo dei periodi assicurativi, dal primo giorno del mese successivo alla presentazione domanda, all’apertura della relativa «finestra»;
- dal 1° aprile 2019 per chi ha maturato il requisito contributivo dal 1° al 29 gennaio 2019;
- per il personale della scuola e dell’Alta formazione artistica musicale e coreutica (Afam), dal 1° settembre e dal 1° novembre dell’anno di maturazione del requisito contributivo.
La cosiddetta «finestra» non si applica per chi ha maturato il requisito contributivo entro il 31 dicembre 2018.
La pensione di chi è iscritto alla Gestione esclusiva dell’Ago è liquidata a carico della Cassa per le pensioni dei dipendenti enti locali (Cpdel), della Cassa per le pensioni dei sanitari (Cps), della Cassa per le pensioni agli insegnanti di asilo e di scuole elementari parificate (Cpi) e della Cassa per le pensioni degli ufficiali giudiziari (Cpug). Per questi lavoratori il trattamento pensionistico anticipato deccorre:
- dopo cinque mesi dalla data di maturazione dei requisiti contributivi (entro il 31 dicembre 2026);
- dopo sette mesi dalla data di maturazione dei requisiti contributivi (entro il 31 dicembre 2027);
- dopo nove mesi dalla data di maturazione dei requisiti contributivi (a decorrere dal 1° gennaio 2028).
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