Assegno di inclusione per 4.248 famiglie: la media è di 606 euro al mese

L’Assegno di inclusione, che dal primo gennaio 2024, ha sostituito il Reddito di Cittadinanza come principale misura di contrasto alla povertà, si rivolge a nuclei familiari con componenti fragili (minori, disabili, over 60, o presi in carico dai servizi sociali), condizionando l’aiuto economico all’adesione a un percorso personalizzato di inclusione sociale e lavorativa. I nuclei beneficiari si concentrano nelle regioni del Sud e nelle isole.
In provincia di Brescia i nuclei beneficiari, a dicembre 2025, sono stati 4.248, per un totale di 8.094 persone coinvolte, con un importo medio per nucleo famigliare di 606 euro mensili. Valori in leggera crescita rispetto al dicembre 2024 quando nel bresciano si contarono 3.938 nuclei beneficiari, con 7.293 persone coinvolte e un importo medio nel mese di 565 euro.
Gli aziani e i fragili
Interessante osservare, dalle tabelle diffuse dall’Inps, come nel dicembre 2025 i nuclei famigliari bresciani percettori dell’«Assegno» composti da persone tutte di età pari o superiore a 67 anni (c.d. ADI 67) sono stati 818, quasi il 20% del totale, con solo 955 persone coinvolte, indice di una criticità per persone anziane, fragili povere e sole, cui è destinato un importo medio di 429 euro.
Rispetto alle precedenti misure di sostegno, il Reddito di Cittadinanza e la Pensione di Cittadinanza, nel bresciano si registra una riduzione dei beneficiari, poiché nel dicembre 2023, sommando i due interventi, si contavano 6.032 nuclei famigliari beneficiari, per un totale di 10.772 persone coinvolte, con un importo medio di 532 euro per i RdC, a fronte dei 245 euro medi erogati per Pensioni di cittadinanza.
L’Assegno di inclusione è riconosciuto, su richiesta di un membro del nucleo familiare, ma per acquisire questo contributo si devono rispettare una serie di requisiti piuttosto stringenti. Insomma devi proprio essere povero: Isee inferiore a 10.140 euro annui, modesto patrimonio immobiliare, patrimonio finanziario non superiore a 6.000 euro e reddito familiare inferiore a 6.500 euro, moltiplicato per la una scala di equivalenza.
Il raffronto
A livello nazionale, dal gennaio 2004 al 31 dicembre 2025 sono stati 936mila i nuclei famigliari con almeno un pagamento di Assegno di inclusione, per un totale di 2,2 milioni di persone coinvolte, fortemente concentrate al Sud. Nel contempo è aumentato l’importo medio mensile erogato ad ogni nucleo famigliare dai 616 euro medi del 2024 ai 755 euro della media per l’anno successivo. Per l’Assegno di inclusione sono stati erogati mediamente, per ogni mese del 2024, 377,4 milioni di euro saliti, sempre considerando la media mensile, a 462,7 nel 2025, con un costo, nel complesso delle due annualità, nell’ordine dei 10 miliardi.
A ricevere l’assegno di inclusione sono soprattutto le famiglie del Sud. Nella sola provincia di Napoli, a dicembre 2025, hanno ricevuto il sussidio oltre 101mila persone, per un assegno medio di 772 euro e una spesa che ha sforato i 78 milioni di euro, superiore all’intero Nord dove ricevono il beneficio 116.382 famiglie ma con un assegno medio più leggero (625 euro).
A dicembre 2025, nel Sud e nelle Isole, hanno avuto l’Assegno di Inclusione 447.973 famiglie (il 69,29% del totale) per 1.113.075 persone coinvolte e 722 euro medi a nucleo. La spesa erogata nel Meridione ha largamente superato il 70% del totale ma, da quanto emerge dalle tabelle dell’Osservatorio Inps sull’ l’Assegno di inclusione, la povertà non conosce confini. Del resto la povertà in Italia è in aumento.
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