Beretta Holding, regalo per i 500 anni: offerta per salire al 25% di Sturm Ruger

L’Opa per la società americana quotata a Wall Street vale 100 milioni. Pietro Gussalli Beretta: «Passo concreto verso il rafforzamento della nostra presenza negli Stati Uniti, il più grande mercato al mondo»
Roberto Ragazzi

Roberto Ragazzi

Giornalista

La sede di Beretta a Gardone Valtrompia © www.giornaledibrescia.it
La sede di Beretta a Gardone Valtrompia © www.giornaledibrescia.it

Cinque secoli di storia e un nuovo capitolo nella strategia di internazionalizzazione. È una coincidenza (o forse non lo è) dal forte valore simbolico quella che accompagna venerdì 18 settembre a Gardone Valtrompia le celebrazioni per i 500 anni di Fabbrica d’Armi Beretta. Nell’anniversario della più antica dinastia industriale d’Europa, Beretta Holding avvia l’offerta pubblica di acquisto per salire al 25% di Sturm, Ruger & Company, società quotata a Wall Street ed uno dei nomi storici dell’industria americana delle armi. L’operazione arriva dopo un braccio di ferro durato mesi con il management della quotata Usa.

«Il nostro investimento in Ruger – dichiara il presidente e ad di Beretta Holding, Pietro Gussalli Beretta – rappresenta una tappa importante per Beretta Holding, in quanto costituisce il nostro primo investimento in una società quotata in Borsa. Riflette l’evoluzione del nostro gruppo, che oggi comprende un portafoglio globale di oltre 50 società, e rappresenta un passo concreto verso il rafforzamento della nostra presenza negli Usa, il più grande mercato al mondo».

Da sinistra Pietro, Ugo e Franco Gussalli Beretta
Da sinistra Pietro, Ugo e Franco Gussalli Beretta

I termini dell’offerta

L’operazione – del valore di circa 100 milioni – prevede un’offerta in contanti per acquistare fino a 2.400.184 azioni ordinarie di Ruger a 44,80 dollari per azione. Il prezzo incorpora un premio di circa il 20% rispetto alla media ponderata per i volumi dei 60 giorni di Borsa precedenti al primo annuncio dell’operazione, lo scorso marzo, e di circa il 21% rispetto alla chiusura di Ruger del 16 settembre. L’offerta, salvo proroghe, «scadrà alle 23.59 e un minuto, ora di New York, del 15 ottobre.  L’atteso via libera arrivato ieri è l’atto conclusivo di un accordo raggiunto lo scorso maggio, dopo mesi di confronto assai più aspro.

Nel 2025 Beretta Holding, che aveva acquisito una partecipazione vicina al 10% diventando il principale azionista di Ruger, ma lo scorso marzo aveva annunciato l’intenzione di proporre quattro candidati per il consiglio di amministrazione, mentre il board americano aveva adottato una posizione fortemente difensiva.

Il punto più delicato era diventato la «poison pill», ovvero il piano di diritti degli azionisti introdotto da Ruger per rendere più difficile un aumento della partecipazione oltre una determinata soglia. Pietro Gussalli Beretta contestava il meccanismo e chiedeva che venisse rimosso per poter procedere con l’offerta. Nei mesi dello scontro non sono mancate comunicazioni pubbliche dai toni duri e reciproche contestazioni sulle modalità del confronto.

La svolta è arrivata il 4 maggio, con l’accordo di cooperazione strategica. Ruger ha accettato di consentire a Beretta Holding di salire fino al 25% del capitale, attraverso l’Opa parziale, e di nominare fino a due amministratori indipendenti dopo l’assemblea del 2026. In cambio, Beretta si è impegnata a un periodo di standstill di tre anni, rinunciando a promuovere iniziative ostili e impegnandosi a votare in linea con le raccomandazioni del board.

La strategia

Per il gruppo guidato non si tratta solo di un investimento finanziario. È un ulteriore passo nella strategia di consolidamento della presenza americana, mercato che già rappresenta una componente decisiva del business internazionale.

I dati di bilancio

Il gruppo guidato dal presidente Pietro Gussalli Beretta ha chiuso il 2025 con oltre 1,68 miliardi di euro di ricavi ed un Ebitda di 254 milioni. Le 20 acquisizioni effettuate hanno portato il portafoglio a circa cinquanta società ed oltre 6.000 dipendenti. Il fatturato di Beretta Holding è bilanciato fra settore civile (cacciatori e sportivi - circa il 60% del fatturato della Holding) e settore difesa (circa 40% del fatturato della Holding).

Gli Stati Uniti rappresentano oggi circa un terzo delle vendite del gruppo. Oltreoceano Beretta Holding è già presente con nove società, circa 700 addetti e attività che comprendono produzione, ricerca, distribuzione e commerciale. Una presenza industriale che rende l’operazione Ruger qualcosa di diverso da una semplice partecipazione di portafoglio.

Anche Sturm Ruger & Company arriva all’appuntamento con numeri in crescita: nei primi sei mesi del 2026 ha registrato vendite per circa 300 milioni di dollari, oltre l’11% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il suo perimetro comprende armi destinate al mercato civile, sportivo e venatorio, alla difesa personale e alle forze dell’ordine. A cinquecento anni dalla nascita, mentre in Valtrompia si celebra la continuità di una delle più antiche imprese familiari del mondo, il gruppo giunto alla quindicesima generazione guarda ad una crescita sempre più internazionale.

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