Imprese

Il cda di Ruger chiude all’Opa parziale di Beretta Holding

In una nota ufficiale il gruppo guidato da Pietro Gussalli Beretta si è dichiarato «deluso e sorpreso» dall’atteggiamento del consiglio di amministrazione della società americana
Battaglia a Wall Street tra Beretta Holding e Ruger
Battaglia a Wall Street tra Beretta Holding e Ruger
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Nessuna apertura dal consiglio di amministrazione di Sturm, Ruger & Company. La società statunitense ha confermato il mantenimento della cosiddetta «poison pill» (pillola avvelenata), la clausola anti-scalata che rende eccessivamente oneroso l’acquisto di quote rilevanti, bloccando di fatto l’iniziativa di Beretta Holding.

L’eliminazione della clausola era la condizione essenziale posta dal gruppo guidato da Pietro Gussalli Beretta per il lancio di un’Opa parziale. Obiettivo di Beretta è acquisire il 20,05% delle azioni ordinarie non ancora in suo possesso, offrendo 44,80 dollari per azione interamente in cash. Se l’operazione andasse in porto, Beretta Holding salirebbe al 30% del capitale della storica azienda di Southport, consolidando la sua posizione di primo azionista.

La delusione di Beretta Holding

In una nota ufficiale, Beretta Holding si è dichiarata «delusa e sorpresa» dall’atteggiamento dell’attuale CdA e dalla «continua resistenza verso un investimento che allineerebbe ulteriormente gli interessi di Beretta a quelli di tutti gli azionisti».

Il presidente Pietro Gusalli Beretta
Il presidente Pietro Gusalli Beretta

Il gruppo bresciano sottolinea la bontà dell’offerta economica: il prezzo proposto garantisce un premio del 20% rispetto alla media ponderata del titolo degli ultimi 60 giorni. Secondo Beretta, il management di Ruger sta agendo in modo ostruzionistico.

Una lista di minoranza

Beretta non arretra: «Continueremo a esplorare tutte le nostre alternative legali». La strategia per scardinare il muro di Ruger passa ora per l’assemblea dei soci, dove Beretta presenterà una lista di minoranza composta da profili di alto profilo internazionale per il rinnovo del Consiglio: William Franklin Detwiler, investment manager e avvocato d’affari (Fernbrook Capital Management); Mark DeYoung, già Ceo di Vista Outdoor ed esperto del settore armi e outdoor; Frederick DiSanto, specialista in M&A e allocazione del capitale (Ancora Holdings); Michael Christodolou, esperto di mercati finanziari (Inwood Capital Management).

Il prossimo snodo cruciale è fissato per il 9 aprile, data in cui è previsto un incontro tra i vertici delle due società. Sarà l’ultimo tentativo per trovare una risoluzione costruttiva prima che lo scontro si sposti definitivamente nelle aule di tribunale o nel vivo della battaglia per le deleghe di voto (proxy fight).

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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