Per celebrare i 500 anni della fabbrica d'armi «Pietro Beretta» la ditta «Uberti Spa», fondata negli anni sessanta a Gardone Val Trompia dall'indimenticato Aldo Uberti e poi passata alla sua morte nel Gruppo Beretta come azienda leader mondiale nella riproduzione di armi storiche delle guerre di secessione e del west, ha realizzato e donato alla Beretta un fucile inciso «Solid Silver», modello 1866 provvisto di incisioni a tema che entrerà nella collezione del prestigioso museo dell'azienda a Gardone Val Trompia.
Il modello è una replica della carabina a leva che ebbe successo nelle storie di frontiera e fu realizzato da Aldo Uberti, e perfezionato e reso sicuro attraverso l'impegno tecnico della squadra di progettisti guidati da Giacomo Merlino (ancora oggi alla guida della Uberti dopo la morte del fondatore Aldo e della figlia Laura), partendo da una carabina Winchester Modello 1866, universalmente noto con il soprannome di «Yellow Boy» per la sua carcassa in simil ottone lucido.
L’evoluzione tecnica e il «brevetto King»
Si tratta del primo storico fucile a ripetizione manuale a leva americano a portare ufficialmente il nome della «Winchester Repeating Arms Company». Anche se comunemente scambiato per ottone, il materiale originale era in realtà del «gunmetal» una pregiata e robusta lega di bronzo. Il fucile nacque dunque come evoluzione diretta del fucile Henry del 1860, quello che la stessa Uberti fornì ai produttori del film «Balla coi lupi» (Dances with Wolves) western del 1990, diretto ed interpretato da Kevin Costner.

Il progettista dello «Yellow boy», Nelson King, risolse i problemi del predecessore Henry, introducendo appunto il «brevetto King»: uno sportello di caricamento laterale a molla sul castello e un serbatoio tubolare completamente chiuso e protetto da un'astina in legno che proteggeva la mano dello separatore dal calore.
Il mercato attuale
Poiché gli esemplari originali dell'epoca sono rarissimi e scambiati a cifre da capogiro nelle aste, gli appassionati di tiro storico, i rievocatori e i tiratori della disciplina «Cowboy Action Shooting» si affidano a repliche moderne e fedeli come quelle realizzate da tempo dalla Uberti.
Si tratta di una vera e propria icona mondiale e storica che utilizza calibri moderni e facilmente reperibili come il .45 Long Colt o il .38 Special. Per realizzare questo fucile dedicato alla Beretta la Uberti è partita da un lingotto d'argento di oltre otto chilogrammi di peso, lavorato secondo tradizione dal pieno per fresatura.
Le incisioni
I fianchi della carcassa sono impreziositi da incisioni a tema: sul lato destro una Vittoria Alata (a luglio ricorrono i duecento anni del ritrovamento della preziosa statua di bronzo nell'area archeologica del Capitolium) regge al posto del mitologico scudo il simbolo dei 500 anni fuso nel motto «Dare in broca» disegnato su ispirazione del motto ideato da Gabriele d'Annunzio. Il tutto contornato da pregevoli motivi di inglesina tipica delle incisioni delle armi di Gardone e da legno di radica di noce nazionale di altissima selezione.
Sul lato sinistro della carcassa due leoni cingono il disegno di un mondo a riprova della diffusione delle armi Beretta nel globo con riferimento alla produzione nella caccia, nella difesa e nel tiro.

L’orgoglio di Gardone
Un omaggio dunque di stile che avrebbe reso orgoglioso il «vecchio» Aldo Uberti, non relicatore ma creatore con il suo staff gardonese di revolver Colt e Remington pure di fucili Winchester e a pietra, andando ancora una volta ad insegnare a tutto il mondo come Gardone Val Trompia fosse ed è l'epicentro di un fermento tecnico e creativo capace di innovare anche la storia nei suoi mostri sacri. Un omaggio da un'icona armiera ad un big attorno al quale orbita gran parte dell'economia della Valle Trompia.




